Che tipo di governo vogliono i romeni?
La maggioranza dei romeni auspica compromessi politici che consentano l'insediamento di un governo dotato di pieni poteri.
Ştefan Stoica, 09.09.2026, 14:23
Da oltre quattro mesi la Romania ha un governo ad interim, una condizione che gli conferisce poteri esecutivi limitati. L’Esecutivo di minoranza, composto da PNL, USR e UDMR, è caduto il 5 maggio in seguito al sì del Parlamento a una mozione di sfiducia presentata dal PSD (ex partner di coalizione) e dall’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), un partito di opposizione populista e nazionalista. Due candidature alla carica di Primo Ministro avanzate dal Presidente non hanno avuto successo; una di esse non è nemmeno arrivata al voto parlamentare. La situazione politica è complessa: da un lato, PNL e USR rifiutano di collaborare ulteriormente con i socialdemocratici, mentre dall’altro questi ultimi esitano a formalizzare un rapporto con l’AUR. Da parte sua, il presidente non intende correre il rischio di nominare una figura che non riuscirebbe a garantire una solida maggioranza. Tuttavia, l’opinione pubblica è ormai stanca di questa situazione provvisoria e della conseguente incertezza, soprattutto considerando le difficoltà economiche che il Paese sta attraversando.
I dati di un recente sondaggio INSCOP rivelano che i romeni sono stanchi delle dispute politiche; quasi due terzi degli intervistati – circa il 64% – ritengono prioritario che i partiti raggiungano un accordo quanto prima per formare un governo pienamente operativo, anche a costo di compromessi da parte di tutti. Per contro, circa il 27% ritiene più importante evitare compromessi sostanziali, anche se ciò dovesse prolungare i tempi per la formazione di un governo a pieno titolo. Poco più della metà degli interpellati ritiene che la Romania subirebbe conseguenze negative se dovesse continuare ad avere un governo provvisorio nei prossimi mesi. Tale opinione è condivisa soprattutto dagli over 60, dalle persone con un livello di istruzione superiore e dai residenti di Bucarest.
Solo il 14% ritiene che vi sarebbero conseguenze positive per il Paese se l’assetto di governo provvisorio dovesse protrarsi. “I romeni stanno lanciando un messaggio chiaro, chiedendo funzionalità politica e una riduzione dell’incertezza”, spiega Remus Ștefureac, direttore di INSCOP Research, commentando i dati del sondaggio. Secondo l’esperto, il compromesso tra i partiti diventa un imperativo categorico quando l’alternativa è una situazione di stallo prolungato, a dimostrazione di una preferenza per il pragmatismo rispetto alla rigidità politica. L’opinione pubblica, aggiunge Ștefureac, appare disposta ad accettare i costi legati al negoziato e al compromesso, ma è assai meno propensa ad accettare quelli derivanti dall’indecisione. Il sondaggio rivela che una gestione provvisoria prolungata del governo è chiaramente percepita come una fonte di vulnerabilità, piuttosto che come una semplice fase di transizione.
Secondo il direttore dell’INSCOP, il tempo politico perso sta iniziando a farsi sentire nell’opinione pubblica, incidendo pesantemente sul sostegno elettorale ai partiti coinvolti nei negoziati. Egli osserva che il sondaggio evidenzia un denominatore comune tra gli elettorati dei principali partiti: la preferenza per una rapida risoluzione dello stallo politico, il che suggerisce che la questione riguarda meno l’appartenenza di parte e più il funzionamento dello stato.