Romania – l’allerta energetica rimane in vigore
Un quadro estivo tutt'altro che allegro in Romania: ondata di calore, siccità, carenza di elettricità.
Bogdan Matei, 07.08.2026, 12:57
Colpita da una delle estati più calde e secche degli ultimi decenni, la Romania rimane in stato di allerta energetica. Nonostante il Paese disponga di una rete idrografica che gli specialisti considerano ricca, la diminuzione delle portate influisce sul funzionamento delle centrali idroelettriche. Inoltre, il Danubio, con la sua portata ai minimi storici, rischia di non essere più in grado di raffreddare i reattori della centrale nucleare di Cernavodă, che fornisce circa il 20% del fabbisogno energetico della Romania. Allo stesso tempo, in case, condomini, istituzioni, supermercati e mezzi di trasporto pubblici, l’aria condizionata funziona senza sosta. Alcuni comuni hanno deciso di limitare l’illuminazione stradale e di abbandonare completamente l’illuminazione architettonica, che di notte metteva in risalto gli edifici simbolo delle grandi città.
Nel contesto della crisi, il consumo di energia elettrica per i grandi consumatori sarà obbligatoriamente limitato durante le ore di punta. Il governo ad interim ha adottato una decisione in base alla quale le aziende interessate saranno avvisate con 24 ore di anticipo e le misure saranno applicate solo se le riduzioni volontarie non saranno sufficienti per coprire il fabbisogno energetico. È stato inoltre istituito un centro operativo nazionale per il settore energetico, di cui faranno parte rappresentanti dei principali produttori e fornitori. Il centro metterà in applicazione il piano per la gestione dei rischi energetici. I consumatori domestici e le istituzioni che devono operare senza interruzioni, come ospedali e sanatori, non saranno disconnessi, ha dichiarato il premier Ilie Bolojan.
La Commissione Europea stessa ha annunciato che sta monitorando gli effetti della siccità sul Danubio, ma afferma di non aver riscontrato problemi di fornitura di energia elettrica, sebbene in Romania e Ungheria le centrali nucleari operino a capacità minima. In una dichiarazione a Radio Romania, la portavoce dell’esecutivo comunitario, Anna Itkonen, ha affermato che esistono meccanismi di solidarietà regionali, pronti ad entrare in funzione non appena si presenti una situazione che lo giustifichi. In termini economici, i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica rivelano che il settore energetico ha già registrato un aumento annuo dei prezzi di quasi il 25%, e la produzione e fornitura di energia elettrica, termica e gas ha registrato un incremento di oltre il 23%.
L’analista economico Constantin Rudniţchi sottolinea, sempre per Radio Romania, che questi sviluppi non si limitano alle aziende, ma arrivano anche ai consumatori. L’attuale crisi energetica dimostra quanto stiano diventando importanti gli investimenti nelle capacità di produzione, trasporto e stoccaggio dell’energia elettrica, e in questo contesto la siccità sul Danubio non è un avvenimento isolato, ma ha il potenziale per ripetersi nei prossimi anni – avverte a sua volta l’analista Bogdan Maioreanu, citato dai media.