Una buona notizia da Moody’s
Le agenzie di valutazione finanziaria confermano il rating assegnato all'economia romena, ma mantengono un atteggiamento prudente riguardo al futuro.
Bogdan Matei, 10.08.2026, 13:28
Come anticipato dalla maggior parte degli analisti economici di Bucarest, l’agenzia di valutazione finanziaria Moody’s ha confermato il rating della Romania a Baa3 con outlook negativo. Secondo l’agenzia, la decisione di mantenere l’outlook negativo riflette i significativi rischi di attuazione legati all’ambizioso programma di consolidamento fiscale, nonostante i progressi iniziali compiuti nella riduzione del deficit.
Il contesto politico si è fatto più complesso in seguito all’approvazione, nel mese di maggio, di una mozione di sfiducia contro l’ex primo ministro liberale Ilie Bolojan; inoltre, la frammentazione politica ha ritardato la formazione di un nuovo governo. L’agenzia prevede che il nuovo esecutivo entrerà in carica dopo la pausa estiva. I prossimi mesi saranno decisivi per valutare la capacità della Romania di mantenere il sostegno politico necessario per un consolidamento fiscale duraturo e di attuare misure strutturali a supporto della stabilizzazione del debito.
La conferma dei rating tiene conto dell’integrazione del Paese nell’Unione Europea e del suo quadro istituzionale, fattori che rafforzano la credibilità delle politiche e garantiscono l’accesso ai finanziamenti di Bruxelles. Riflette inoltre il solido potenziale di crescita della Romania e i livelli di ricchezza relativamente elevati rispetto ai Paesi della stessa categoria. Le vulnerabilità derivano, oltre che dalla situazione politica interna, dalla vicinanza del conflitto nella confinante Ucraina e dagli elevati deficit strutturali delle partite correnti.
Il 31 luglio, l’agenzia Fitch ha espresso una valutazione analoga, annunciando il mantenimento del rating sovrano della Romania a BBB- con outlook negativo. Secondo gli esperti dell’agenzia, il rating del Paese è sostenuto dall’appartenenza all’Unione Europea e legato agli afflussi di capitali che favoriscono la convergenza dei redditi e l’accesso ai finanziamenti esteri. Il PIL pro capite e la qualità della governance superano quelli di altri Paesi con rating BBB. Tali punti di forza sono controbilanciati dai deficit di bilancio e delle partite correnti ampi e persistenti, dai rapporti debito pubblico/PIL e debito estero netto/PIL in crescita, da un’inflazione elevata e da una politica interna sempre più frammentata e polarizzata.
L’incertezza politica è aumentata in seguito alla caduta del governo di coalizione formato da quattro partiti, dichiarato filo-occidentale – il PSD, il PNL, l’USR e l’UDMR -, mentre la strada verso una soluzione appare ancora incerta. Per l’inizio di ottobre è attesa anche la valutazione dell’altra principale agenzia di rating, Standard & Poor’s. Gli osservatori rilevano che tutte e tre le agenzie assegnano attualmente un outlook negativo al rating sovrano della Romania, collocando il Paese sull’orlo del cosiddetto status “junk” (livello non raccomandato per investimenti o non-investment grade).