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Covid-19: gli ospedali romeni nella quarta ondata della pandemia

Gli ospedali romeni sono sovraffollati perché i casi di Covid-19 sono sempre più numerosi e più gravi. La quarta ondata della pandemia è iniziata più di un mese fa, però nelle ultime due settimane il numero dei contagi giornalieri è cresciuto in maniera preoccupante. I ricoveri ospedalieri sono in continua salita e comincia già la lotta per un posto in terapia intensiva. Stando ai medici, metà delle persone ricoverate al momento negli ospedali a causa dell’infezione da SARS-CoV-2 sono molto più giovani rispetto alle precedenti ondate e arrivano troppo tardi all’ospedale, quando già la malattia è molto grave.



Secondo i medici, negli ospedali vengono prima occupati i reparti di terapia intensiva, e successivamente i posti negli altri reparti, una situazione senza precedenti. Al momento, la Romania dispone di poco più di 1300 letti nelle terapie intensive per i malati di COVID-19, quasi tutti occupati. Per far fronte ai contagi in salita, gli ospedali vengono riorganizzati e mettono a disposizione dei pazienti camere di degenza destinate a persone che soffrono di altre malattie.



A Arad, ad esempio, il numero dei letti per i malati di Covid nelle terapie intensive aumenterà perché verranno utilizzati anche quelli disponibili negli altri reparti, dichiara il manager dell’Ospedale Provinciale, Florina Ionescu: “Se venissero occupati tutti i posti nel reparto, abbiamo la possibilità di aumentare il numero di letti di altri 20 in una delle ali del reparto pediatria 1, che si trova nello stesso edificio in cui c’è il reparto di malattie infettive. Questi letti sono dotati di prese di ossigeno e l’impianto è stato esteso e verificato di recente”.



La pandemia di COVID 19 ha effetti devastanti anche sulle persone che non ne vengono contagiate, però soffrono di malattie gravi e non vanno dal medico per paura di non infettarsi. La situazione è grave. Centinaia di città superano l’incidenza di tre casi di COVID per mille abitanti, cumulati in 14 giorni, ma in qualche decina, tra cui la Capitale e le località limitrofe, l’incidenza supera 6. Secondo le statistiche ufficiali, la Romania si piazza ai primi posti in Europa sia in termini di contagi, che di decessi.



Il premier Florin Cîţu dà assicurazioni che il sistema sanitario farà fronte alla quarta ondata della pandemia, menzionando che le autorità hanno un piano per trasformare più ospedali in ospedali Covid, soprattutto a Bucarest. “Ci sono soluzioni che adopereremo, ma allo stesso tempo è ovvio che dobbiamo avere soluzioni anche a lungo termine e ciò presuppone investimenti”, dichiarava, di recente, Florin Cîţu. Nella seduta di mercoledì, il Governo di Bucarest ha deciso che il Ministero della Salute riceverà 386 milioni di lei (circa 77 milioni di euro) per acquistare i medicinali necessari per la cura dei malati di COVID-19. Altri 70 milioni di lei (circa 14 milioni di euro) saranno stanziati al Ministero per il miglioramento delle condizioni nelle terapie intensive.

Covid-19: gli ospedali romeni nella quarta ondata della pandemia
Covid-19: gli ospedali romeni nella quarta ondata della pandemia

, 30.09.2021, 13:32

Gli ospedali romeni sono sovraffollati perché i casi di Covid-19 sono sempre più numerosi e più gravi. La quarta ondata della pandemia è iniziata più di un mese fa, però nelle ultime due settimane il numero dei contagi giornalieri è cresciuto in maniera preoccupante. I ricoveri ospedalieri sono in continua salita e comincia già la lotta per un posto in terapia intensiva. Stando ai medici, metà delle persone ricoverate al momento negli ospedali a causa dell’infezione da SARS-CoV-2 sono molto più giovani rispetto alle precedenti ondate e arrivano troppo tardi all’ospedale, quando già la malattia è molto grave.



Secondo i medici, negli ospedali vengono prima occupati i reparti di terapia intensiva, e successivamente i posti negli altri reparti, una situazione senza precedenti. Al momento, la Romania dispone di poco più di 1300 letti nelle terapie intensive per i malati di COVID-19, quasi tutti occupati. Per far fronte ai contagi in salita, gli ospedali vengono riorganizzati e mettono a disposizione dei pazienti camere di degenza destinate a persone che soffrono di altre malattie.



A Arad, ad esempio, il numero dei letti per i malati di Covid nelle terapie intensive aumenterà perché verranno utilizzati anche quelli disponibili negli altri reparti, dichiara il manager dell’Ospedale Provinciale, Florina Ionescu: “Se venissero occupati tutti i posti nel reparto, abbiamo la possibilità di aumentare il numero di letti di altri 20 in una delle ali del reparto pediatria 1, che si trova nello stesso edificio in cui c’è il reparto di malattie infettive. Questi letti sono dotati di prese di ossigeno e l’impianto è stato esteso e verificato di recente”.



La pandemia di COVID 19 ha effetti devastanti anche sulle persone che non ne vengono contagiate, però soffrono di malattie gravi e non vanno dal medico per paura di non infettarsi. La situazione è grave. Centinaia di città superano l’incidenza di tre casi di COVID per mille abitanti, cumulati in 14 giorni, ma in qualche decina, tra cui la Capitale e le località limitrofe, l’incidenza supera 6. Secondo le statistiche ufficiali, la Romania si piazza ai primi posti in Europa sia in termini di contagi, che di decessi.



Il premier Florin Cîţu dà assicurazioni che il sistema sanitario farà fronte alla quarta ondata della pandemia, menzionando che le autorità hanno un piano per trasformare più ospedali in ospedali Covid, soprattutto a Bucarest. “Ci sono soluzioni che adopereremo, ma allo stesso tempo è ovvio che dobbiamo avere soluzioni anche a lungo termine e ciò presuppone investimenti”, dichiarava, di recente, Florin Cîţu. Nella seduta di mercoledì, il Governo di Bucarest ha deciso che il Ministero della Salute riceverà 386 milioni di lei (circa 77 milioni di euro) per acquistare i medicinali necessari per la cura dei malati di COVID-19. Altri 70 milioni di lei (circa 14 milioni di euro) saranno stanziati al Ministero per il miglioramento delle condizioni nelle terapie intensive.

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