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Crescita significativa del PIL in Romania

Gli esperti annunciano che la Romania ha superato la Polonia in termini di Prodotto Interno Lordo pro capite.

foto: pixabay.com
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, 07.02.2025, 11:22

Secondo i dati presentati da Ionuţ Dumitru, professore presso l’Accademia di Studi Economici di Bucarest, la Romania ha superato la Polonia in termini di PIL pro capite adeguato alla parità del potere d’acquisto. Durante una conferenza organizzata dalla Confederazione Padronale Concordia, l’esperto ha spiegato che questa performance economica colloca la Romania non solo al di sopra della Polonia, il paese più grande della regione, ma anche di altri vicini, come l’Ungheria, la Bulgaria, la Slovacchia, la Croazia o la Grecia.

La rapida crescita dell’economia romena è stata sostenuta da diversi fattori, tra cui i flussi sostanziosi di investimenti esteri, le politiche fiscali favorevoli e il rapido sviluppo nei settori strategici, nonché un significativo incremento salariale negli ultimi anni. L’inflazione accentuata, spinta dall’aumento dei costi dopo la pandemia, ha portato a un rapido aumento del Prodotto Interno Lordo nominale pro capite, che è cresciuto in media dell’11% all’anno negli ultimi cinque anni.

Secondo i più recenti dati, questo indicatore ha superato l’80% della media dell’Unione Europea. La Romania ha rapidamente recuperato il divario economico rispetto all’Europa occidentale, avvicinandosi alla media comunitaria. Secondo uno studio condotto dagli esperti dell’Accademia di Studi Economici, su richiesta di Concordia, la flat tax sui salari ha avuto un effetto positivo sulla crescita del PIL. A seguito dei calcoli effettuati, gli specialisti sostengono che un sistema di tassazione basato su aliquote progressive non aumenterebbe significativamente le entrate al bilancio dello stato.

Ionuţ Dumitru afferma addirittura che il regime di imposta sul reddito è rimasto uno dei pochi vantaggi competitivi di cui la Romania dispone ancora rispetto agli stati della regione. La decisione riguardante la riforma fiscale è principalmente politica e le discussioni sono piuttosto ideologizzate e meno basate su cifre e analisi serie, spiega il professor Dumitru. A suo avviso, la Romania potrà passare a una tassazione progressiva quando diventerà un paese veramente ricco, perché c’è ancora un divario da colmare rispetto agli standard occidentali. A sua volta, il direttore esecutivo di Concordia, Radu Burnete, ha affermato che l’ambiente imprenditoriale non gradisce la modifica del sistema di tassazione basato sulla flat tax.

Anche il presidente di Concordia, Dan Şucu, ha dichiarato che gli imprenditori e l’ambiente d’affari necessitano di un sistema fiscale prevedibile e sostenibile, in grado di garantire prosperità all’intera società, a medio e lungo termine. “Con un carico fiscale sul lavoro in Romania superiore al 40%, qualsiasi aumento delle tasse avrà un impatto negativo sui redditi dei cittadini, sui consumi e, implicitamente, sul PIL. Il deficit di bilancio non può essere risolto con aumenti delle tasse, e ancora meno con una tassazione progressiva, ma con riforme sistemiche volte a rendere più efficienti l’amministrazione statale e la riscossione delle imposte”, ha detto ancora Şucu in un comunicato dell’organizzazione padronale da lui presieduta.

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