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Dalle leggi sulla giustizia ai sequestri

Tre sono i disegni di legge che il PSD, il principale partito della coalizione governativa in Romania, vuole che siano esaminati in regime d’urgenza dal Parlamento: lo statuto dei magistrati, il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e l’organizzazione giudiziaria.

Dalle leggi sulla giustizia ai sequestri
Dalle leggi sulla giustizia ai sequestri

, 22.11.2017, 14:57

Tre sono i disegni di legge che il PSD, il principale partito della coalizione governativa in Romania, vuole che siano esaminati in regime d’urgenza dal Parlamento: lo statuto dei magistrati, il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e l’organizzazione giudiziaria.



Tra molti quelli che sostengono che non ci siano motivi per una fretta del genere si annovera anche il capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Laura Codruţa Kövesi, la quale lamenta la mancanza di trasparenza nell’elaborazione di queste leggi sulla Giustizia. Laura Codruţa Kövesi: “Nessun magistrato romeno nega che nelle tre leggi, ci siano dei problemi, che andrebbero risolti, legati alla carriera dei magistrati, alle promozioni, ai problemi messi in discussione. Quello che penso abbiano contestato tutti i magistrati è il modo in cui si vuole fare questa modifica, con una totale mancanza di trasparenza e di consultazione. Esiste un tentativo di aumentare l’autorità del ministro della Giustizia per quanto riguarda l’attività dei procuratori, fatto che intaccherà gravemente l’indipendenza dei procuratori e non solo, ma indirettamente anche quella dei giudici.”



L’acceleramento dell’adozione delle leggi sulla Giustizia sarebbe stato deciso la scorsa settimana, in seguito ad un incontro dei leader PSD nell’ambito del quale è stata adottata una risoluzione contro un cosiddetto “stato parallelo illegittimo”, che, nell’opinione dei socialdemocratici, cercherebbe di decapitare il potere politico legittimamente eletto. Una delle persone nel mirino sarebbe — secondo alcuni — il leader del PSD, Liviu Dragnea.



Martedì, la DNA ha posto sequestro su tutti beni e conti di Liviu Dragnea, per recuperare i danni di oltre 27 milioni di euro di un fascicolo in cui è accusato di associazione a delinquere e abuso d’ufficio in merito alla riabilitazione di strade provinciali da fondi europei, mentre era presidente del Consiglio Provinciale di Teleorman. Considerandosi vittima di una campagna politica, Liviu Dragnea dichiarava di recente: “Sono diventato un bersaglio ogni volta che il PSD ha voluto fare qualcosa d’importante per la Romania. Adesso utilizzano me per bloccare le leggi sulla giustizia? Chi lo fa? Lo fanno persone che si nascondo.”



I leader della coalizione al potere lottano contro il fantasma di uno stato parallelo, un fantasma che sono stati sempre loro a inventare. Infatti, loro sono paralleli alla società! — sono del parere i contestatari delle azioni del PSD e del suo partner al governo, l’ALDE. Il loro numero aumenterà nel contesto in cui il Blocco Nazionale Sindacale ha deciso di affiancarsi alle proteste della società civile. Il presidente Dumitru Costin: “L’Ufficio Esecutivo della Confederazione ha deciso di affiancarsi all’azione della società civile per quanto riguarda i famosi dossier della Giustizia, perciò, d’ora in poi, il Blocco Nazionale Sindacale, parteciperà alle manifestazioni organizzate da strutture della società civile sia a Bucarest, che in altre città del Paese, perché una soluzione corretta di questi fascicoli può significare solo una cosa positiva per tutti i cittadini della Romania.” Il Blocco Nazionale Sindacale ha già annunciato un’ampia manifestazione di protesta, in 12 dicembre, a Bucarest. (tr. G.P.)


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