Governo senza PSD
Il PSD ha ufficialmente lasciato il governo guidato dal liberale Ilie Bolojan. Il gabinetto si è rapidamente riorganizzato.
Roxana Vasile, 24.04.2026, 11:38
La coalizione di governo non funziona più da giovedì nella formula PSD–PNL–USR–UDMR, dopo che, a mezzogiorno, i ministri socialdemocratici hanno rassegnato le dimissioni. Il PSD – arrivato nettamente primo alle elezioni politiche del dicembre 2024 – ha così formalizzato il ritiro del proprio sostegno al premier liberale Ilie Bolojan, denunciando ancora una volta, a supporto del gesto, la recessione, l’inflazione, il crollo dei consumi e della produzione in nome della riduzione del deficit abissale del paese. Per rimanere al governo, il partito aveva posto la condizione delle dimissioni del premier, che però ha rifiutato di rassegnarle.
Una volta usciti i ministri PSD dall’esecutivo, il governo Bolojan 2 si è riorganizzato. Il premier ha scelto la soluzione degli interim, ha detto, per evitare un blocco nell’amministrazione del paese. Si tratta di una soluzione che non richiede un voto di fiducia in Parlamento per i prossimi 45 giorni, periodo durante il quale l’esecutivo manterrà pieni poteri, come finora. Il premier ha annunciato che assumerà personalmente il Ministero dell’Energia. “Al Ministero dell’Energia, Ilie Bolojan. Credo di poter accelerare le cose in questo settore, per aumentare la produzione, togliere i parassiti dalle reti e adottare misure affinché l’energia in Romania sia più economica”, ha detto Ilie Bolojan.
Gli altri dicasteri – Lavoro, Giustizia, Salute, Agricoltura e Trasporti – sono passati sotto la responsabilità dei ministri PNL, USR e UDMR rimasti nel governo. “Le proposte che ho fatto mirano a far sì che le persone indicate abbiano esperienza, così da poter assumere immediatamente l’attività, affinché questa si svolga senza interruzioni e affinché tutti i progetti in corso continuino. Per questo ho chiesto ai nuovi ministri di mettersi in contatto, entro lunedì, con quelli dimissionari per prendere in carico tutte le questioni, e lunedì avremo una riunione di lavoro”, ha aggiunto Ilie Bolojan.
Le dimissioni dei ministri PSD e le proposte per gli interim sono state inviate all’Amministrazione Presidenziale. Dal vertice informale dell’UE a Cipro, il capo dello stato Nicușor Dan ha ribadito di mantenere il ruolo di mediatore nell’attuale crisi politica e ha voluto assicurare che la Romania mantiene la sua direzione europea. “Abbiamo quattro partiti pro-occidentali che desiderano mantenere questo orientamento. Per noi, OCSE, SAFE e PNRR sono estremamente importanti e su questo c’è consenso. Le istituzioni funzionano e, in un modo o nell’altro, la Romania continuerà il percorso assunto”, ha detto Nicușor Dan.
Il PSD ritiene però che, nella nuova formula, il governo sarebbe non funzionale e che la permanenza di Ilie Bolojan alla guida di un esecutivo privo di maggioranza parlamentare sia profondamente irresponsabile, con implicazioni negative sull’economia nazionale, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico. Del resto, il governo Bolojan 2, pur funzionando con pieni poteri, è sotto la minaccia di una possibile mozione di sfiducia. Non è però ancora chiaro chi la inoltrerà. Il leader dell’AUR, George Simion, all’opposizione nazionalista, accusa il PSD che l’attuale crisi politica sia in realtà una manovra diversiva volta a coprire l’assenza di azione e l’abbandono dei settori strategici della Romania.