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I rifugiati – un problema globale

Nel campo rifugiati di Calais, nel nord della Francia, tanti migranti, soprattutto siriani, afghani e sudanesi aspettano di attraversare il Canale della Manica verso la Gran Bretagna. La situazione è tesa: le autorità francesi cercano, con grandi difficoltà, di sgombrare il campo e distribuire i migranti in centri sullintero territorio del Paese. Nel frattempo, ondate di rifugiati continuano a entrare sul continente attraverso la Grecia. Molti sono bloccati al confine geco-macedone dopo restrizioni imposte da diversi Paesi, compresa la Macedonia, sul numero di persone autorizzate ad entrare sui loro territori. Largomento divide, del resto, profondamente lUe, che vuole aiutare dal punto di vista finanziario, nei prossimi anni, i Paesi membri che si confontano con un grande afflusso di rifugiati. Solo la Grecia stima di aver bisogno di quasi 500 milioni di euro per laccoglienza dei migranti e per la gestione di una situazione estremamente difficile, al limite di una catastrofe umanitaria segnata da violazioni del diritto internazionale oppure della minima decenza umana.

I rifugiati – un problema globale
I rifugiati – un problema globale

, 02.03.2016, 16:23

Nel campo rifugiati di Calais, nel nord della Francia, tanti migranti, soprattutto siriani, afghani e sudanesi aspettano di attraversare il Canale della Manica verso la Gran Bretagna. La situazione è tesa: le autorità francesi cercano, con grandi difficoltà, di sgombrare il campo e distribuire i migranti in centri sullintero territorio del Paese. Nel frattempo, ondate di rifugiati continuano a entrare sul continente attraverso la Grecia. Molti sono bloccati al confine geco-macedone dopo restrizioni imposte da diversi Paesi, compresa la Macedonia, sul numero di persone autorizzate ad entrare sui loro territori. Largomento divide, del resto, profondamente lUe, che vuole aiutare dal punto di vista finanziario, nei prossimi anni, i Paesi membri che si confontano con un grande afflusso di rifugiati. Solo la Grecia stima di aver bisogno di quasi 500 milioni di euro per laccoglienza dei migranti e per la gestione di una situazione estremamente difficile, al limite di una catastrofe umanitaria segnata da violazioni del diritto internazionale oppure della minima decenza umana.



Dallinizio di gennaio, oltre 130 mila persone sono arrivate, dalle coste della Turchia, attraverso il Mediterraneo, in Europa. E il loro numero supera quello registrato nei primi 5 mesi dellanno scorso! Prima del vertice Ue-Turchia, del 7 marzo, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, effettua un tour balcanico. Bruxelles insiste che lunica soluzione valida è una collettiva, europea. Allo stesso tempo, navi della Nato sono state inviate nellEgeo per sorvegliare le reti di trafficanti di migranti tra Turchia e Grecia. A completare questo quadro arriva anche la dichiarazione del comandante delle forze Nato in Europa, il generale Philip Breedlove, il quale ha accusato la Russia di sostenere le forze governative in Siria, per generare una crisi dei rifugiati che possa utilizzare come arma di guerra contro lEuropa.



Un contributo alla soluzione della grave crisi siriana potrebbe essere recato dallIran, dove il ministro romeno degli Esteri, Lazar Comanescu ha appena effettuato una visita.



“La situazione in Siria è stata generata da fattori interni, ma, allo stesso tempo, non può essere ignorata lesistenza di una serie di attori inclusivamente regionali, purtroppo con approcci divergenti, con rivalità, ma affinchè sia trovata una soluzione che non può essere militare in Siria, bensi per via solo politica, bisogna assolutamente che tutti gli attori delle regione raggiungano un denominatore comune. LIran può avere un contributo speciale e, del resto, è stato uno dei messaggi che ho trasmesso sia come ministro degli Esteri della Romania, che come ministro degli Esteri di un Paese membro Ue”, ha detto Comanescu.



La Romania è uno dei pochi Paesi europei ad aver mantenuto aperta unambasciata a Damasco. Perciò, per quanto la riguarda, Bucarest può svolgere un ruolo, anche se non di mediatore principale, nella soluzione della crisi siriana. (traduzione di Octavian Cordos)




Foto: Tumisu / pixabay.com
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