Notizie economiche dalla Romania
Il leu si è apprezzato rispetto all’euro, l’indice di borsa è salito e il deficit di bilancio è diminuito.
Ştefan Stoica, 20.10.2026, 10:19
La prospettiva dell’insediamento di un governo con pieni poteri, dopo cinque mesi e mezzo ad interim del gabinetto Bolojan, si è riflessa sul mercato valutario e sulla borsa. Lunedì, la moneta nazionale si è quindi apprezzata rispetto all’euro, il cui cambio è stato fissato dalla Banca Nazionale a circa 5,33 lei, in calo di quasi 1 ban rispetto alla quotazione precedente. La moneta nazionale si è deprezzata rispetto al dollaro statunitense, quotato a 4,75 lei, ma tale deprezzamento segue la tendenza internazionale. L’indice BET della Borsa di Bucarest è cresciuto dell’1,2% nella seduta di lunedì, raggiungendo il livello più alto dalla fine di agosto.
Gli analisti bancari affermano che la prospettiva di un governo con pieni poteri ha determinato una diminuzione dei rendimenti dei titoli di stato romeni a 10 anni, scesi nell’ultima settimana di 14 punti base, al 6,98%. Anche i dati statistici portano notizie incoraggianti. Il deficit di bilancio è sceso al 3,82% del PIL dopo i primi nove mesi dell’anno, secondo i dati del Ministero delle Finanze. Nello stesso periodo dell’anno scorso, il deficit era pari al 5,35%.
Secondo il Ministero, nei primi nove mesi di quest’anno le entrate complessive dello stato hanno superato i 522 miliardi di lei, pari a quasi 100 miliardi di euro, mentre le spese totali sono ammontate a oltre 600 miliardi di lei. Il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha precisato che la Romania deve continuare il consolidamento fiscale anche l’anno prossimo. La sua presenza anche nel governo di Luca Niculescu dovrebbe costituire una garanzia in tal senso. Come è stato ridotto il deficit? Le entrate sono aumentate dell’11,8%, mentre le spese sono cresciute di circa il 5%, ha spiegato Alexandru Nazare, precisando che la quota delle spese sul PIL è scesa dal 29,7% al 29,2%, mentre le spese per il personale sono inferiori di circa quattro miliardi di lei rispetto allo scorso anno.
Gli investimenti, invece, hanno raggiunto i 107,8 miliardi di lei, in aumento di 25,2 miliardi di lei rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Circa il 70% degli investimenti proviene da fondi europei, compresi quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Gli ultimi mesi dell’anno sono decisivi per il rispetto dell’obiettivo di deficit del 6,2% del PIL, considerando che proseguono i pagamenti per gli investimenti finanziati dal PNRR e che, come avviene abitualmente, alla fine dell’anno si concentra il 15%-20% del volume annuale dei pagamenti.
Tra i fattori che esercitano pressione sul bilancio, Nazare ha menzionato l’aumento del debito pubblico a oltre il 60% del PIL, la crescita delle spese per la sanità, gli obblighi di pagamento relativi alle compensazioni dei prezzi dell’energia e le somme attinenti ai titoli esecutivi per i magistrati. Nazare ha sottolineato che il mantenimento del rating è essenziale per la ripresa economica e che le agenzie di rating analizzeranno, nei primi mesi del prossimo anno, le previsioni di bilancio per il 2027.