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Pensioni speciali: CCR e legge su tassazione

Come indica anche la denominazione, le pensioni speciali vengono stabilite tramite leggi speciali. Inizialmente sono state concesse ai dipendenti della magistratura e delle istituzioni di forza. Successivamente, il Legislativo ha deciso che ci sono anche altri funzionari eleggibili per ricevere indennità del genere e tra i beneficiari si annoverano adesso i parlamentari stessi, i diplomatici e il personale aeronautico. A differenza della maggior parte delle pensioni, quelle speciali non sono basate sul principio contributivo. Oppure non solo su questo principio. I soldi per il loro pagamento provengono dal budget della previdenza sociale e dalle casse dello stato. Questo particolare, come pure l’ammontare spesso esagerato di queste pensioni, a volte di migliaia di euro, mettono le pensioni speciali, o più esattamente i loro beneficiari, al centro delle critiche della gente comune, le cui pensioni sono calcolate esclusivamente in base ai contributi pagati durante l’attività lavorativa e sono relativamente basse, con una media di 300 euro.

Pensioni speciali: CCR e legge su tassazione
Pensioni speciali: CCR e legge su tassazione

, 16.12.2020, 11:32

Come indica anche la denominazione, le pensioni speciali vengono stabilite tramite leggi speciali. Inizialmente sono state concesse ai dipendenti della magistratura e delle istituzioni di forza. Successivamente, il Legislativo ha deciso che ci sono anche altri funzionari eleggibili per ricevere indennità del genere e tra i beneficiari si annoverano adesso i parlamentari stessi, i diplomatici e il personale aeronautico. A differenza della maggior parte delle pensioni, quelle speciali non sono basate sul principio contributivo. Oppure non solo su questo principio. I soldi per il loro pagamento provengono dal budget della previdenza sociale e dalle casse dello stato. Questo particolare, come pure l’ammontare spesso esagerato di queste pensioni, a volte di migliaia di euro, mettono le pensioni speciali, o più esattamente i loro beneficiari, al centro delle critiche della gente comune, le cui pensioni sono calcolate esclusivamente in base ai contributi pagati durante l’attività lavorativa e sono relativamente basse, con una media di 300 euro.



I politici hanno ascoltato la voce della società e, nell’estate di quest’anno elettorale, hanno promosso una legge che prevedeva l’introduzione di un’imposta dell’85% sulle pensioni speciali che superano 7.000 lei (1400 euro), comprese quelle dei magistrati, dei militari e dei poliziotti. In pratica, con questa legge, le pensioni speciali non venivano eliminate, ma solo emendate quantitativamente. Però la Corte Costituzionale ha dato un colpo di grazia a questa legge ed ha deciso che è contraria alla legge fondamentale nel suo insieme. L’atto normativo adottato dal Parlamento nel mese di giugno era stato contestato dal Difensore Civico e dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, secondo cui la legge trasgredirebbe il principio dell’equità fiscale, tramite il nuovo sistema di tassazione delle pensioni di servizio. L’Alta Corte e il Difensore Civico sono del parere che le pensioni stabilite tramite leggi speciali, che sono oggetto dell’atto normativo in causa, siano soggette a una doppia imposizione, fatto contrario al principio della non-discriminazione e della giusta ed equa distribuzione del peso fiscale. Sarebbero inoltre trasgrediti l’indipendenza dei magistrati e il principio della chiarezza e della prevedibilità della legge.



La Corte Costituzionale, che aveva rinviato più volte la decisione, non ha presentato finora una motivazione. Diverse sentenze della CCR hanno alimentato finora le opinioni secondo cui, nell’attuale configurazione, le sue decisioni siano politiche e, generalmente, a favore della sinistra. Nel caso delle pensioni speciali, si verifica anche una questione etica in più per la CCR, notata da tutti: i giudici della Corte sono loro stessi beneficiari di queste indennità.



Le vicende di questa legge contengono anche un episodio rilevante. Nell’ultima seduta plenaria della Camera dei Deputati dell’attuale legislatura, i parlamentari dell’USR hanno dato le dimissioni tutti insieme, per non beneficiare più della pensione speciale. Hanno fatto lo stesso anche sei membri del PSD, tra i quali il presidente del partito, Marcel Ciolacu. Mentre il gesto dell’USR è credibile, perché il partito ha militato costantemente per l’eliminazione delle pensioni speciali, quello dei socialdemocratici, campioni nel sostenere atti normativi favorevoli ai parlamentari, è stato definito dagli avversari come politico e determinato da una motivazione elettorale.

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