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Recovery: dispute politiche sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Trasporti – 8,5 miliardi di euro, Istruzione – 3,7 miliardi di euro, Salute – 2,5 miliardi di euro – sono alcune delle cifre incluse dal Governo di Bucarest nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza esaminato questa settimana a Bruxelles. La Romania include nel Piano riforme in più settori-chiave e gli impegni assunti sono stati ben accolti a Bruxelles. Il piano della Romania è credibile e può essere applicato – è del parere il premier Florin Cîțu. Nel prossimo periodo, proseguiranno i colloqui con gli esponenti europei per arrivare alla migliore forma del PNRR. Il principale obiettivo per i ministri nelle prossime settimane è che ne risulti il miglior piano, che venga inoltrato alla Commissione per approvazione alla fine di questo mese. “Dovremo convincere la Commissione Europea che possiamo attirare i 29,2 miliardi di euro in base alle riforme che facciamo, questa è stata una prima discussione. In secondo luogo, la Romania ha alcune priorità molto chiare: linfrastruttura stradale e ferroviaria. Per i ministri la sfida nelle prossime due settimane sarà di presentare progetti tecnici dettagliati, che ottengano lapprovazione della Commissione Europea, tenuto conto degli standard applicati nel lavoro, ha dichiarato Florin Cîţu.

Recovery: dispute politiche sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Recovery: dispute politiche sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

, 14.05.2021, 11:43

Trasporti – 8,5 miliardi di euro, Istruzione – 3,7 miliardi di euro, Salute – 2,5 miliardi di euro – sono alcune delle cifre incluse dal Governo di Bucarest nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza esaminato questa settimana a Bruxelles. La Romania include nel Piano riforme in più settori-chiave e gli impegni assunti sono stati ben accolti a Bruxelles. Il piano della Romania è credibile e può essere applicato – è del parere il premier Florin Cîțu. Nel prossimo periodo, proseguiranno i colloqui con gli esponenti europei per arrivare alla migliore forma del PNRR. Il principale obiettivo per i ministri nelle prossime settimane è che ne risulti il miglior piano, che venga inoltrato alla Commissione per approvazione alla fine di questo mese. “Dovremo convincere la Commissione Europea che possiamo attirare i 29,2 miliardi di euro in base alle riforme che facciamo, questa è stata una prima discussione. In secondo luogo, la Romania ha alcune priorità molto chiare: linfrastruttura stradale e ferroviaria. Per i ministri la sfida nelle prossime due settimane sarà di presentare progetti tecnici dettagliati, che ottengano lapprovazione della Commissione Europea, tenuto conto degli standard applicati nel lavoro, ha dichiarato Florin Cîţu.



Il primo ministro ha assicurato gli interlocutori europei della fattibilità delle riforme inserite nel programma di governo, nella strategia fiscale e di bilancio e nel programma di convergenza. Anche il ministro degli Investimenti e dei progetti europei, Cristian Ghinea, sostiene che sono stati raggiunti tutti gli obiettivi della visita a Bruxelles. Secondo lui, sono state chiarite e concordate riforme importanti assieme alla CE ed è stato stabilito che la Romania solleciterà i 29 miliardi di euro. Cristian Ghinea afferma che Bucarest si è impegnata ad avere una politica sostenibile e matura, relativa alla riforma delle pensioni e a fare modifiche anche per quanto riguarda le pensioni speciali. Secondo lui, saranno riformate anche le compagnie statali, mentre per quanto riguarda la legge sulla retribuzione nella pubblica amministrazione, le indennità saranno limitate e legate agli obiettivi.



Mentre Florin Cîţu afferma che svolgerà colloqui con i rappresentanti del Partito Socialdemocratico (allopposizione) per ottenere il sostegno nel Parlamento in vista delladozione del documento finale, il leader PSD, Marcel Ciolacu, sostiene che il Piano Nazionale di Ripresa a Resilienza “è lungi dallessere pronto. In più, il leader socialdemocratico afferma che “i governanti non possono nascondere il fallimento della visita a Bruxelles. “Non sono tornati con una forma finale del piano. Ad esempio, ci sono tagli importanti per le autorità locali e listruzione. Il problema più grave è che non sono riusciti a convincere lesecutivo europeo di essere capaci di implementare il piano entro il 2026, ha aggiunto Marcel Ciolacu. Il PSD ha bloccato il voto sullaumento del contributo romeno al budget dellUE, chiedendo in cambio la presentazione e dibattiti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel Parlamento.

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