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La settimana 03 – 08/03/2025

Il presidente ad interim della Romania – al Consiglio Europeo di Bruxelles / La Romania e il Fianco Orientale della NATO / La Romania smentisce le accuse della Russia / Dossier di tradimento in Romania

Sguardo sulla settimana
Sguardo sulla settimana

, 08.03.2025, 07:00

Il presidente ad interim della Romania – al Consiglio Europeo di Bruxelles
Il presidente ad interim della Romania, Ilie Bolojan, ha sostenuto giovedì a Bruxelles il rafforzamento del ruolo dell’Europa nel mantenimento della pace sul continente, il sostegno all’Ucraina e l’aumento delle spese per la difesa. Bolojan ha partecipato a un Consiglio Europeo Straordinario, in cui i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea hanno promesso di sostenere l’Ucraina, nel contesto della politica estera del presidente americano Donald Trump, e di spendere di più per la difesa. L’UE ha elaborato un piano di riarmo concordato dai leader degli Stati membri, piano che avrà come priorità il rafforzamento della difesa sul fianco orientale, dal Mar Baltico al Mar Nero. Gli Stati comunitari avranno a disposizione un fondo di 150 miliardi di euro per le spese per la difesa. Ilie Bolojan, con particolari su questo piano: “Certamente buona parte di questa dotazione, di questi investimenti, saranno localizzati in quest’area, e la parte produttiva, la parte consorziata, sarà distribuita su tutto il territorio dell’Unione Europea. E penso che sia un’opportunità anche per la nostra industria della difesa, che alcuni di questi prodotti siano realizzati nelle fabbriche in Romania, creando posti di lavoro”. Per quanto riguarda l’Ucraina, la Romania non invierà truppe nello Stato confinante, ma potrà diventare un centro militare, organizzativo e di sostegno regionale per le truppe inviate dagli altri Stati. Ilie Bolojan: “La presenza della Romania sarà necessaria per sapere quali sono le intenzioni e se ci saranno elementi legati all’utilizzo delle nostre infrastrutture, basi militari, ad esempio, sul territorio della Romania o elementi di altre infrastrutture militari: porti, aeroporti”. Dopo il vertice di Bruxelles, Ilie Bolojan ha dichiarato che la Romania non può raddoppiare le spese militari da un anno all’altro e ha ricordato che l’anno scorso Bucarest aveva una quota del bilancio della difesa superiore al 2,2% del PIL, mentre la media europea era dell’1,9%.

La Romania e il Fianco Orientale della NATO
Lunedì il presidente ad interim ha avuto un colloquio telefonico con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, durante il quale gli ha trasmesso che l’Alleanza del Nord Atlantico rimane il principale garante della sicurezza della Romania. Egli ha insistito sull’importanza delle relazioni transatlantiche e della presenza americana in Europa, secondo lui essenziali per la sicurezza del continente. La Romania continua a contribuire alla stabilità e alla sicurezza del fianco orientale della NATO, insieme ai suoi partner, e sostiene il rafforzamento della sicurezza nella regione del Mar Nero, ha sottolineato Ilie Bolojan, aggiungendo anche questa volta che la Romania è pronta ad aumentare gli investimenti nel campo della difesa. Accennando alla situazione in Ucraina, egli ha sottolineato la necessità di una pace giusta e duratura, nonché l’importanza del mantenimento dell’appoggio allo Stato confinante. Da parte sua, Mark Rutte ha ringraziato la Romania per il suo contributo a livello alleato, nonché per il fatto che è uno Stato membro che agisce in modo responsabile, come importante fattore di sicurezza e stabilità nella regione del Mar Nero e sul fianco orientale.

La Romania smentisce le accuse della Russia
Le autorità di Bucarest hanno respinto categoricamente le affermazioni dei servizi segreti esteri russi secondo cui l’Unione Europea avrebbe ricattato la Romania per bloccare la candidatura dell’indipendente Călin Georgescu alle elezioni presidenziali di maggio. Senza fornire alcun tipo di prova, il servizio russo sostiene che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, avrebbe chiesto alle autorità di Bucarest di vietargli di partecipare alle prossime elezioni, avvertendo che, in caso contrario, limiterà l’accesso della Romania ai fondi europei. Il Ministero degli Esteri romeno definisce le accuse del servizio russo come “ridicole e del tutto infondate” e afferma che fanno parte di una campagna ibrida volta a minare la democrazia e diminuire la fiducia nelle autorità. Da parte sua, il primo ministro Marcel Ciolacu ritiene intollerabili i commenti dei servizi segreti russi riguardo alle decisioni delle autorità romene. Nel frattempo, Georgescu è ancora sotto controllo giudiziario per 60 giorni, dopo che giovedì i giudici hanno respinto, come infondata, la denuncia da lui presentata contro il provvedimento, nel fascicolo in cui è sotto inchiesta penale per diversi reati. La Procura accusa Georgescu di aver messo a punto un piano per destabilizzare la Romania con l’aiuto di mercenari guidati da Horaţiu Potra, dopo che la Corte Costituzionale ha annullato i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali.

Dossier di tradimento in Romania
La Corte d’Appello di Bucarest ha disposto l’arresto preventivo di due membri di un gruppo creato e sviluppato come struttura militare, accusati di tradimento e di legami con agenti russi, nonché la messa sotto controllo giudiziario, per 60 giorni, di altri quattro membri. Nel dossier è indagato come sospettato anche Radu Theodoru, un maggiore generale in pensione, di 101 anni. Secondo la DIICOT, il gruppo chiedeva l’uscita della Romania dalla NATO, l’eliminazione dell’ordine costituzionale, lo scioglimento dei partiti, l’adozione di una nuova costituzione, ma anche il cambiamento della bandiera, dell’inno e perfino del nome del Paese. Gli inquirenti affermano inoltre che i membri del gruppo hanno chiesto aiuto ad alcuni funzionari dell’Ambasciata della Federazione Russa e sono entrati più volte in contatto con agenti di una potenza straniera, sia in Romania che in Russia. Nel frattempo le autorità romene hanno dichiarato persone non gradite l’addetto militare russo a Bucarest e il suo vice. Il Servizio Romeno di Informazioni ha precisato che i due hanno raccolto informazioni in aree di interesse e hanno sostenuto le azioni anti-costituzionali dei sei romeni accusati di tradimento. Inoltre, recentemente, il nome del vice dell’addetto militare russo è apparso nel fascicolo penale dell’ex candidato alle presidenziali, l’estremista filorusso Călin Georgescu.

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