Inflazione in crescita in Romania
I prezzi dell’energia in aumento influenzano il tasso d’inflazione annuo.
Ştefan Stoica, 15.04.2026, 10:57
Se il governo di Bucarest è riuscito, anche attraverso misure impopolari, a ridurre il deficit di bilancio, che rimane comunque il più alto dell’Unione Europea, nella lotta contro l’inflazione i mezzi di contrasto a sua disposizione restano tuttavia limitati. Dai dati più recenti forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica emerge che il tasso d’inflazione annuo si è nuovamente avvicinato al 10%, raggiungendo nel mese di marzo il 9,87%, rispetto al 9,31% registrato a febbraio. Dopo alcuni mesi di lievi diminuzioni, l’inflazione torna quindi a crescere, sullo sfondo dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia elettrica.
I servizi sono più cari di oltre l’11%, i beni non alimentari di quasi l’11%, mentre i generi alimentari di circa il 7,5%. Si sono tuttavia registrate due diminuzioni più significative, di circa il 5%, nel caso del gas e dei servizi di trasporto aereo. Tra gli incrementi maggiori degli ultimi 12 mesi si segnalano l’energia elettrica, con una crescita del 57%, i servizi di trasporto ferroviario, con oltre il 24%, e il caffè, con più del 23%.
L’analista finanziario Adrian Codirlaşu ha dichiarato alla radio pubblica che l’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti a causa della situazione nel Golfo continua a esercitare pressione sull’intera economia. La tendenza all’aumento dell’inflazione continuerà, stima l’analista, man mano che gli incrementi dei prezzi di carburanti ed energia, determinati dalla guerra in Iran e dai problemi legati al passaggio nello Stretto di Hormuz, si trasmetteranno in rincari su tutti gli altri prodotti.
“Come dicevo, sono aumentati i prezzi per tutto ciò che riguarda i prodotti energetici, cioè carburante, energia elettrica, gas metano. Ciò si rifletterà in tutti i prezzi dei beni e dei servizi, in misura maggiore o minore, ma si rifletterà. Per questo motivo, mi aspetto che nei prossimi mesi continueremo a vedere un aumento del tasso d’inflazione. Probabilmente avremo un’inflazione a due cifre, cioè superiore al 10% nei prossimi mesi, e probabilmente tornerà sotto il 10% tra agosto e settembre, quando sparirà l’effetto dell’aumento dell’IVA dell’anno scorso, ma l’inflazione resterà elevata”, ha spiegato Adrian Codirlaşu.
Prima della pubblicazione dei dati dell’INS, la Banca Nazionale aveva già previsto una possibile crescita dell’inflazione nel periodo marzo-giugno, alimentata dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dagli effetti delle recenti misure fiscali. La crisi energetica globale è stata inclusa dalla BNR tra i rischi significativi per la stabilità fiscale. La banca centrale cerca di mantenere la stabilità dei prezzi, anche se ciò comporterà una crescita economica più lenta. I tassi d’interesse elevati frenano i consumi e il credito, ma contribuiscono alla riduzione dell’inflazione, in un processo considerato necessario dagli economisti.