Una futura crisi politica in Romania?
A Bucarest, la coalizione di governo, che include il PSD, il PNL, l’USR e l’UDMR, è sempre più fragile.
Mihai Pelin, 16.04.2026, 11:20
Le festività pasquali si sono concluse e ci sono segnali sempre più numerosi e più chiari che potrebbe seguire una crisi politica in Romania. Il leader dei socialdemocratici, Sorin Grindeanu, afferma nuovamente che è necessario un reset politico, che dovrebbe cambiare l’attuale direzione del paese, che considera sbagliata. In un post su Facebook, il presidente del PSD ha elencato tre cattive notizie che indicano il crollo accelerato dell’economia, di cui sarebbe responsabile il premier liberale Ilie Bolojan: inflazione a un passo dal 10%, calo dei consumi a febbraio e la previsione rivista arrivata dal FMI, che ha dimezzato la stima di crescita economica del paese per il 2026 dall’1,4% allo 0,7%. “Continuare ad adottare misure contro il proprio popolo è un errore”, ha aggiunto Sorin Grindeanu.
Secondo alcune informazioni provenienti dai socialdemocratici, il voto al referendum interno del PSD, programmato per il 20 aprile, riguarderà il ritiro della fiducia al primo ministro Ilie Bolojan, al quale sarà dato un termine fino a giovedì per dimettersi. In caso contrario, il PSD ritirerà i propri ministri dall’esecutivo. Circa 5000 membri voteranno nell’ambito della consultazione annunciata per la prima volta da Sorin Grindeanu oltre cinque mesi fa, all’inizio di dicembre. Interrogato di recente sulla possibilità di dimettersi, il premier ha dichiarato di non prendere in considerazione tale ipotesi. Coloro che generano le crisi devono assumersene le conseguenze, ha detto il primo ministro.
In questo contesto, il presidente Nicușor Dan ha incontrato mercoledì il premier Ilie Bolojan. Il capo dello stato cerca così di mediare e ridurre le tensioni e dovrebbe discutere anche con il leader del PSD, Sorin Grindeanu, nonché con quello dell’USR, Dominic Fritz. Il presidente ha recentemente dichiarato che cercherà con tutte le sue forze di far sì che i quattro partiti filo-occidentali continuino a collaborare. Tuttavia, fonti socialdemocratiche sostengono che il primo ministro dovrebbe presentare le dimissioni senza la necessità di una procedura parlamentare. Se Ilie Bolojan rifiuta questo passo, il PSD potrebbe sostenere la mozione di sfiducia preparata dalle opposizioni AUR e PACE.
Secondo la legge, se i ministri del PSD presentano le dimissioni, Ilie Bolojan ha a disposizione 45 giorni per chiedere un voto di fiducia al Parlamento. Formata da PSD, PNL, USR e UDMR, la coalizione di governo di Bucarest è sempre più fragile. I leader dei quattro partiti, insieme alle minoranze nazionali che hanno formato il governo guidato da Ilie Bolojan, hanno firmato a giugno 2025 un accordo politico che ha incluso la struttura del governo, i termini della rotazione governativa e le principali direzioni di governo. Secondo l’intesa, tra giugno 2025 e aprile 2027 il primo ministro proviene dal PNL, mentre per il periodo aprile 2027 – dicembre 2028 sarà designato dal PSD.
Ultimamente, i socialdemocratici hanno criticato ripetutamente le azioni di Ilie Bolojan, ritenendo che abbia un atteggiamento inflessibile e di sfida nei confronti dei partner di coalizione, attaccando così il governo di cui fanno parte. Secondo il premier, le critiche sono generate principalmente dall’impopolarità delle misure economiche adottate dall’esecutivo.