Deficit di bilancio in calo
La Romania è riuscita a ridurre il deficit di bilancio dell’1,4% nell’ultimo anno, la maggiore correzione a livello europeo, ma continua ad avere il disavanzo più elevato tra tutti gli stati comunitari.
Sorin Iordan, 23.04.2026, 11:12
La Romania ha ridotto il deficit di bilancio dal 9,3% del Prodotto Interno Lordo nel 2024 al 7,9% nel 2025, secondo i dati dell’Ufficio europeo di statistica. Pertanto, secondo la metodologia europea di calcolo, che include tutte le spese e gli obblighi dello stato, il paese è riuscito a diminuire il deficit dell’1,4% del PIL, la più grande correzione annuale tra tutti gli stati membri del più alto deficit registrato nell’Unione Europea. Altri stati membri hanno registrato aggiustamenti più moderati o mantengono deficit elevati, come la Polonia, con un disavanzo stimato intorno al 7,3% del PIL, il Belgio con il 5,2% e la Francia con il 5,1%, mentre l’Italia ha realizzato un aggiustamento di circa 0,3 punti percentuali.
I dati Eurostat mostrano inoltre che il debito governativo della Romania è salito al 59,3% del PIL nel 2025, rispetto al 54,8% del 2024. L’anno scorso, il Prodotto Interno Lordo del paese è stato di 1.916 miliardi di lei (376 miliardi di euro), in crescita di quasi 156 miliardi di lei (circa 30,5 miliardi di euro) rispetto al 2024. Il risultato ottenuto dalla Romania è migliore rispetto alle stime iniziali dei mercati e delle istituzioni internazionali, che indicavano un deficit tra l’8,2% e l’8,4% del PIL per il 2025.
Il premier Ilie Bolojan ha affermato che questa evoluzione conferma l’efficacia delle misure di equilibrio di bilancio adottate nella seconda parte dello scorso anno e segna il ritorno della Romania sul percorso fiscale concordato con la Commissione Europea attraverso il Piano fiscale e di bilancio. Quanto più rapida è questa correzione del deficit, tanto prima potrà iniziare una crescita economica sana, e ciò si rifletterà nel tenore di vita, ha detto il premier.
In un comunicato stampa, il Ministero delle Finanze di Bucarest ha a sua volta evidenziato che la significativa riduzione del deficit è stata realizzata senza fermare gli investimenti e senza abbandonare i grandi progetti di modernizzazione del paese. Bucarest ha mantenuto gli investimenti a un livello elevato, pari al 7,2% del PIL, tra i più alti dell’Unione Europea, consentendo così la continuazione dei progetti di sviluppo delle infrastrutture e l’implementazione di quelli finanziati con fondi europei. Allo stesso tempo, lo stato ha ridotto in modo significativo i debiti storici, permettendo alla Romania di entrare nel 2026 in una posizione fiscale più stabile rispetto all’inizio dell’anno precedente.
Il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha affermato che attraverso il consolidamento fiscale la Romania sta riacquisendo la libertà economica e la capacità di decidere da sola sul proprio futuro. “Ogni deficit ridotto significa meno pressione sui tassi di interesse, minore vulnerabilità agli shock esterni e maggiore spazio per sviluppo, investimenti e prosperità duratura”, ha dichiarato il ministro. Nazare ha tuttavia ammesso che questo risultato ha richiesto sforzi e responsabilità da parte dell’intera società.
Le misure di riduzione del deficit record stanno infatti generando malcontento tra la popolazione, che le avverte in modo più accentuato sullo sfondo della crisi in Medio Oriente, che ha portato a rincari a catena insieme all’aumento dei prezzi dei carburanti. La Romania continua ad avere il più alto tasso di inflazione dell’intera Unione Europea, pari al 9%, tre volte superiore alla media europea del 2,8%.