Consultazioni con i partiti pro-europei
Il presidente Nicușor Dan ha svolto consultazioni con i leader della coalizione di governo mercoledì, a seguitodella decisione del PSD di ritirare il sostegno al premier liberale Ilie Bolojan.
Daniela Budu, 23.04.2026, 11:17
A Bucarest si sono svolte mercoledì consultazioni tra il presidente Nicușor Dan e i partiti pro-europei PSD, PNL, USR, UDMR, nonché il gruppo delle minoranze nazionali, nel contesto della crisi governativa generata dal ritiro del sostegno politico da parte dei socialdemocratici al primo ministro Ilie Bolojan e dalla rottura dell’equilibrio nella coalizione di governo. Si tratta della seconda consultazione del presidente con i partiti della Romania, dopo quella del giugno 2025, quando è stata decisa la nomina di Ilie Bolojan come primo ministro. Questa volta, però, le discussioni si sono concluse senza una soluzione chiara per uscire dallo stallo politico.
Il capo dello stato ha chiesto ai partecipanti la de-escalation della retorica pubblica e ha fatto appello al dialogo come unica via per superare l’impasse. Ha sottolineato che non è in discussione la direzione pro-occidentale del paese e ha assicurato che la Romania è uno stato funzionante, nonostante le divergenze di opinione a livello politico. “Credo che fino a questo momento ciascun attore politico abbia espresso le proprie insoddisfazioni. La domanda è come procediamo d’ora in avanti e, in qualsiasi formula politica, maggioritaria, minoritaria, avremo bisogno di dialogo tra le forze politiche pro-occidentali. E, al di là della crisi politica, dobbiamo assicurare ai romeni che siamo uno stato funzionante, con una differenza di opinione a livello politico”, ha detto Nicușor Dan.
Secondo l’accordo politico di un anno fa, Ilie Bolojan avrebbe dovuto rimanere in carica fino ad aprile 2027, quando alla guida dell’esecutivo sarebbe arrivato un primo ministro designato dal PSD. Alle consultazioni attuali, i socialdemocratici si sono dichiarati disposti a continuare a governare, a condizione che il primo ministro Ilie Bolojan, che accusano di aver provocato un blocco nella coalizione, rinunci alla carica.
“Se non si raggiunge un’armonizzazione dei punti di vista, evidentemente il Partito Social Democratico può passare all’opposizione, e allo stesso modo non sosterremo un governo minoritario”, ha dichiarato il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu.
Da parte loro, i liberali hanno trasmesso un messaggio fermo durante le consultazioni: il sostegno al loro leader, il quale ha già annunciato che non rinuncerà alla carica. “Ho assicurato il signor presidente della responsabilità del PNL e della mia personale nel garantire il governo del paese e fare ciò che è necessario per generare stabilità e assicurare le riforme”, ha detto Ilie Bolojan.
Il leader dell’USR, Dominic Fritz, ha ribadito durante i colloqui con il presidente il pieno sostegno al primo ministro Ilie Bolojan e alla continuazione delle riforme importanti per la Romania. “Continueremo la nostra presenza in questo governo, proprio perché siamo preoccupati per la perdita dei 10 miliardi di euro del PNRR e dei 16 miliardi di euro del programma SAFE”, ha affermato Dominic Fritz.
Secondo il leader dell’UDMR, Kelemen Hunor, un governo minoritario potrebbe essere una soluzione. “Si può discutere di un governo minoritario, in cui restino PNL, USR, UDMR e il gruppo delle minoranze nazionali, se ci sarà un sostegno in Parlamento da parte di singoli deputati e senatori”, ha detto Kelemen Hunor.
I rappresentanti del gruppo parlamentare delle minoranze nazionali non hanno rilasciato dichiarazioni al termine dell’incontro.