Rapporto sull’inflazione
La Banca Nazionale della Romania ha rivisto al rialzo al 5,5% la previsione d’inflazione per la fine dell’anno.
Iuliana Sima Anghel, 20.05.2026, 11:07
L’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciato recentemente che l’inflazione del mese di aprile è salita al 10,7%, trainata principalmente dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Martedì, il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isărescu, ha confermato che l’inflazione raggiungerà valori a due cifre quest’estate, con la possibilità che a luglio salga fino all’11%. Solo verso la fine dell’autunno inizierà a diminuire, con la prospettiva di raggiungere il 5,5% alla fine dell’anno, il che rappresenta comunque una revisione al rialzo rispetto alla precedente previsione del 3,9%. Tuttavia, la Banca Nazionale della Romania ha mantenuto invariata la previsione d’inflazione per il prossimo anno, al 2,7%.
Le stime possono cambiare rapidamente, a seconda degli sviluppi esterni e della situazione politica interna, ha avvertito Mugur Isărescu. Al centro dell’attenzione vi sono il conflitto in Medio Oriente e i rischi legati allo Stretto di Hormuz, ma anche i negoziati interni per la formazione di un nuovo governo. Le attuali previsioni si basano su diverse condizioni importanti, compresa l’esistenza di un esecutivo stabile a Bucarest. Il governatore della Banca Centrale ha inoltre detto che i mercati finanziari seguono attentamente sia le misure economiche sia i messaggi provenienti dall’area politica. In queste condizioni, il proseguimento del consolidamento fiscale rimane essenziale per mantenere la fiducia degli investitori e delle agenzie di rating.
Per quanto riguarda il tasso di cambio del leu, Mugur Isărescu ha precisato che la BNR è intervenuta sul mercato valutario molto meno nell’ultimo periodo rispetto ad aprile-maggio dello scorso anno e che l’attuale livello rispetto all’euro sembra essere uno di equilibrio. Secondo il governatore, un eventuale prolungamento dei negoziati politici potrebbe creare ulteriori difficoltà in un periodo già complicato per l’economia. Mugur Isărescu non è convinto che la soluzione di un primo ministro tecnico, considerata probabile negli scenari politici, sia la più adatta, e ha evocato in modo figurato la propria esperienza del 1999.
“Non so quanto fosse facile per un tecnico, soprattutto se proveniente dall’esterno, entrare rapidamente nei problemi e soprattutto influenzare tutti i membri del governo, no? Bisogna avere una certa credibilità, conoscerli ed essere conosciuto da loro, altrimenti si parla nel vuoto, nel deserto. Come primo ministro, bisogna avere occhi non solo davanti, ma anche a sinistra, a destra e soprattutto dietro la schiena, per vedere chi ti pugnala alle spalle o almeno riuscire a difenderti. È molto più difficile essere primo ministro. È un incarico estremamente impegnativo”, ha detto Mugur Isărescu.
La Banca Centrale considera gli investimenti, in particolare quelli sostenuti dai fondi europei, il principale motore per sostenere la crescita economica e limitare gli effetti negativi della riduzione dei consumi. Mugur Isărescu ha spiegato che anche i flussi esterni di finanziamento dipendono dalla stabilità politica e dalla credibilità delle politiche economiche. Il governatore spera che l’evoluzione crescente degli investimenti registrata negli ultimi due trimestri del 2025 continui anche nel primo trimestre di quest’anno. Secondo la BNR, la Romania sta attraversando un periodo delicato in cui gli equilibri economici dipendono non solo dagli sviluppi esterni, come il conflitto in Medio Oriente, ma anche dalla capacità delle autorità di garantire stabilità politica, disciplina fiscale e continuità nell’attrazione degli investimenti.