Romania sostiene gli “Amici della Coesione”
La Romania e altri 15 Paesi dell’UE hanno chiesto maggiori fondi per la Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione nel prossimo bilancio comunitario a lungo termine.
Daniela Budu, 27.05.2026, 11:26
I 27 stati membri dell’UE hanno tenuto martedì un nuovo round di discussioni sul futuro quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, in vista del vertice europeo di giugno. A Bruxelles, 16 Paesi dell’Europa meridionale e orientale hanno sostenuto un aumento dei fondi destinati alla Politica Agricola Comune e alla Politica di Coesione rispetto alla proposta elaborata dalla Commissione Europea. Questi stati hanno sollecitato, in una lettera, il mantenimento del controllo nazionale sulla programmazione di bilancio, condizioni meno rigide, il mantenimento del meccanismo finanziario per l’attrazione dei fondi e un accesso equilibrato tra gli stati membri ai fondi per la competitività. I Paesi firmatari affermano che l’Unione non deve rinunciare alla politica tradizionale, incentrata sui fondi di coesione e agricoltura, che da un lato riducono i divari di sviluppo tra gli stati comunitari e dall’altro garantiscono la sicurezza alimentare.
La proposta dei 16 stati, che si autodefiniscono “Amici della Coesione”, non rappresenta un ritorno al passato, al vecchio Quadro Finanziario Pluriennale, ma “rafforza la posizione negoziale” per le assegnazioni del bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, ha dichiarato la ministra ad interim degli Esteri romena, Oana Țoiu, presente a Bruxelles. Questo negoziato, ha detto, “è necessario per gli interessi della Romania, per quelli dei 16 stati amici della Coesione, ma anche per il futuro dell’Unione Europea in generale”.
Oana Țoiu ha sostenuto che una sufficiente allocazione di risorse per le politiche agricole e di coesione è assolutamente necessaria anche per rispondere a nuovi obiettivi, come l’aumento della competitività, nel senso di ridurre la burocrazia e rafforzare la capacità di sostenere gli attori economici affinché diventino protagonisti globali competitivi. Ha inoltre aggiunto che, anche dal punto di vista della sicurezza, i cittadini devono vedere un investimento diretto nel proprio futuro, per sostenere il progetto europeo.
Allo stesso tempo, Oana Țoiu ha lanciato un appello per una maggiore flessibilità per gli investimenti a lungo termine. “Crediamo che sia molto importante che ci sia flessibilità per gli investimenti a lungo termine. Per questo motivo, la nostra proposta comune è mantenere la regola attuale dell’N+3. In pratica, i fondi dovrebbero poter essere utilizzati ancora per tre anni dopo la fine del periodo di programmazione, evitando così il disimpegno. Inoltre, il cofinanziamento è estremamente importante, soprattutto per le località, le imprese o le entità con bilanci più ridotti, perché un cofinanziamento significativo permette, praticamente, di moltiplicare gli effetti delle risorse proprie”, ha detto Oana Țoiu.
La Romania e gli altri stati firmatari insistono affinché i Paesi comunitari mantengano il controllo sulla programmazione dei fondi, senza nuovi meccanismi che limitino l’autonomia nazionale. Per quanto riguarda le entrate, il gruppo si dichiara aperto alla discussione su nuove risorse proprie dell’Unione, a condizione che siano semplici, eque e che riducano la pressione sui bilanci nazionali. I negoziati all’interno del Consiglio continueranno a Bruxelles nei prossimi mesi, dopodiché si passerà alla trattativa finale con il Parlamento Europeo.