La Piazza dell’Unione di Iaşi
Soprannominata la città delle 7 colline, Iași è una destinazione di vacanza amata da tutti e offre un ricco patrimonio storico-culturale, zone verdi e aree relax, zone commerciali e una variegata offerta gastronomica, accompagnata dai vini prodotti nei vigneti circostanti. Da non perdere una visita guidata nella Piazza dell'Unione, luogo simbolo di Iași.
Ștefan Baciu, 02.06.2026, 07:00
Attestata nel 1408 in un documento del principe della Moldavia, Alessandro il Buono, Iași divenne nel tempo un importante centro economico, culturale e religioso, soprattutto dopo che nel 1565 il principe Alexandru Lăpușneanu decise di conferire a questo insediamento lo status di capitale della Moldavia, status che mantenne fino al 1862, l’anno in cui avvenne l’unione amministrativa dei principati di Valacchia e Moldavia. Nel corso dei secoli, a Iași furono eretti molti edifici imponenti che, col tempo, sono entrati a far parte del patrimonio culturale. Un luogo simbolico è la Piazza dell’Unione, un obiettivo da non perdere se si visita il centro storico della città.
Mihai Bulai, vicepreside della Facoltà di Geografia e Geologia di Iași e guida turistica volontaria dell’Associazione “Iași. Travel”, ha proposto la Piazza dell’Unione come punto di partenza per esplorare la città: “Un itinerario turistico di Iași inizia nel centro storico, ovvero nella Piazza dell’Unione, il luogo dove furono scritte la Storia della Romania e l’Unione dei Principati ai tempi di Alexandru Ioan Cuza. Il 24 gennaio1859, il principe della Moldavia dell’epoca, Alexandru Ioan Cuza, ricevette la grande notizia che a Bucarest, sulla Collina Metropolitana, l’Assemblea del Popolo della Valacchia lo aveva eletto anche suo governatore. E poi nella Piazza Centrale di Iași, in seguito chiamata Piazza dell’Unione, convocò il popolo di Iași per dare la grande notizia. Fu anche cantata Hora Unirii / la Danza dell’Unione, un canto patriottico che è rimasto un simbolo della città fino ad oggi. Nella Piazza dell’Unione, l’edificio più antico e rappresentativo è l’Hotel Traian del 1882, il cui architetto si dice sia stato Gustave Eiffel in persona. Questo stile Belle Époque tipico per la fine del XIX secolo è ancora presente nel Palazzo Braunstein, un altro albergo interessante, ora centro internazionale, un edificio in stile Art Nouveau con una recente cupola di vetro, dove si svolgono diversi eventi e da dove si può ammirare la Piazza dell’Unione. Qui, nella Piazza dell’Unione, gli abitanti di Iași si incontrano con i propri cari, per protestare, manifestare, per incontrarsi con gli amici e persino per ballare. L’atmosfera è fantastica.” – ha detto Mihai Bulai.
Inaugurato nel 1915, il Palazzo Braunstein, che prende il nome da Adolf Braunstein, un imprenditore proprietario di diversi negozi nella zona, è stato un albergo di lusso, sede di banca, di partito e di redazione. Durante il periodo comunista, dopo la nazionalizzazione, gli spazi ai piani superiori dell’edificio furono trasformati in alloggi sociali. Dopo la rivoluzione anticomunista del dicembre 1989, alcune parti dell’edificio furono restituite ai vecchi proprietari e nel 2014 l’edificio divenne proprietà del comune. Dopo un lungo processo di restauro, il Palazzo Braunstein ha ritrovato il suo splendore, diventando, nel 2022, un gioiello architettonico. Continuiamo il tour nel centro storico di Iași: “Il nostro percorso prosegue lungo via Cuza Vodă, che ci ricorda il ruolo di Alexandru Ioan Cuza come principe dell’Unione, fino al Registro Civile o Casa dei Matrimoni, un palazzo settecentesco. Questo edificio era anche la sede del Comune e attualmente ospita un suo dipartimento, ovvero il Registro Civile. Qui, l’architettura ottocentesca è davvero evidente. Troviamo anche una piccola piazza, l’ex Piazza del Comune, oggi chiamata la Piazza del 14 dicembre 1989, che ci ricorda il ruolo di Iași nello scoppio della Rivoluzione di Timișoara, avvenuta due giorni dopo, il 16 dicembre. Allora, a Iași, c’era la volontà di manifestare contro Ceaușescu. Questa piazza è ricca di caffè e pasticcerie, ha un fascino particolare e ci introduce a via Cuza Vodă, una via commerciale che conserva ancora questo fascino ottocentesco, l’equivalente, per così dire, della via Lipscani di Bucarest.” – ha aggiunto Mihai Bulai.
Insieme alla guida turistica e professore Mihai Bulai, siamo arrivati a un altro edificio simbolico, quello del Teatro Nazionale: “Proseguendo verso il teatro, si raggiunge la statua di Miron Costin, studioso e diplomatico del XVII secolo, una zona dove si concentra il cuore culturale della città: la Filarmonica, l’Università d’Arte “George Enescu” e il Teatro Nazionale, che ospita anche l’Opera Nazionale Romena. Questo imponente edificio, dieci anni fa scelto dalla BBC tra i teatri più belli e maestosi del mondo, offre da allora visite guidate, anche nella Sala Grande dove si tengono gli spettacoli. La spianata del teatro, sul posto dell’antico parco, è incantevole con le sue fontane artesiane e il nuovo anfiteatro.” – ha detto Mihai Bulai.
Gli architetti viennesi Hermann Helmer e Ferdinand Fellner, famosi all’epoca per aver già realizzato 23 progetti simili, furono incaricati dal comune di progettare il nuovo edificio del Teatro Nazionale di Iași, inaugurato il 1° dicembre 1896. Il teatro fu inoltre dotato di una centrale elettrica che alimentava anche i primi impianti di illuminazione pubblica di Iași.