Rapporto della Commissione Europea sulla Romania
La Commissione Europea conferma i progressi della Romania nella procedura per deficit eccessivo, ma avverte che persistono ancora squilibri.
Mihai Pelin, 04.06.2026, 13:12
La Commissione Europea ritiene che la Romania, insieme ad altri otto Paesi, abbia adottato misure efficaci per correggere il deficit eccessivo. Bruxelles ha approvato il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026 e considera che tutti gli stati membri coinvolti abbiano rispettato gli impegni in modo soddisfacente. Secondo l’Esecutivo comunitario, la Romania si trova su una buona traiettoria di riduzione degli squilibri, ma non ha superato il momento critico, e il futuro dipende strettamente dalla continuazione delle misure e delle riforme. La Romania ha ancora il più alto deficit dell’Unione, pur avendolo ridotto di 1,4 punti in un anno, dal 9,3%, e per il 2026 si prevede che scenderà al 6,2%.
È inoltre l’unico Paese con squilibri macroeconomici eccessivi e presenta il più basso livello di riscossione dell’IVA, dell’imposta sul profitto e dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Il PNRR è considerato essenziale, e qui non si tratta solo dei fondi attratti e degli investimenti realizzati, ma anche del guadagno a lungo termine derivante dalle riforme. Un punto importante è la riforma delle pensioni e dei salari, nonché il controllo della spesa pubblica in generale. Di norma, la Commissione non affronta questo rapporto da un punto di vista politico, ma nel caso della Romania afferma che l’instabilità politica genera incertezza sul percorso del Paese. Il rischio maggiore è che l’aggiustamento fiscale venga intaccato — in altre parole, qualsiasi governo futuro dovrà mantenere le politiche di riequilibrio.
Il rapporto della Commissione fa riferimento anche all’ambito sociale in Romania. Il capitale umano è importante per la crescita economica, e una crescita sana dovrebbe riflettersi in tutta la società, ma la situazione economica e fiscale rispecchia quella sociale. Mentre la media dell’Unione indica un tasso di rischio di povertà ed esclusione sociale di circa il 21%, la Romania si colloca costantemente oltre il 32%, uno dei valori più elevati dell’Unione. L’efficacia dei trasferimenti sociali resta bassa. Nell’Unione, gli aiuti sociali riducono il rischio di povertà di quasi il 33%, mentre in Romania l’impatto è inferiore al 20%. La Commissione afferma chiaramente che il sistema di protezione sociale deve essere rivisto, poiché non copre in modo sufficiente le persone vulnerabili, soprattutto nelle aree rurali, dove vive oltre il 45% dei romeni.
Anche l’istruzione rimane un punto critico. La Romania registra uno dei più alti tassi di analfabetismo funzionale dell’Unione: oltre il 40% degli studenti non raggiunge le competenze minime in lettura e matematica, rispetto a una media europea di circa il 25%. Per quanto riguarda le infrastrutture sociali e ambientali, la Romania è ancora una volta tra gli stati con forti divari. Quasi un quarto delle famiglie non è collegato a reti moderne di acqua e fognatura, e gli investimenti infrastrutturali sono concentrati solo in alcune regioni. La Commissione sottolinea che la Romania deve accelerare gli investimenti nelle infrastrutture ambientali e nei servizi pubblici di base per ridurre le disparità territoriali.