Sindaci con problemi giudiziari
Il sindaco di Bucarest è stato posto sotto controllo giudiziario, mentre quello di Timișoara ha perso definitivamente la causa contro l’Agenzia Nazionale per l’Integrità (ANI) presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia.
Corina Cristea, 19.06.2026, 10:46
Colpi d’immagine sulla scena politica romena, dove i partiti sono alla ricerca da oltre un mese di una nuova formula di governo, dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Bolojan a seguito di una mozione di sfiducia. Il sindaco generale della Capitale e primo vicepresidente del PNL, Ciprian Ciucu, considerato il braccio destro del leader liberale Ilie Bolojan, è stato posto giovedì sotto controllo giudiziario dai procuratori anticorruzione con l’accusa di tangenti elettorali. È stato ascoltato per oltre tre ore presso la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e, all’uscita, ha dichiarato di essere innocente e di non rinunciare al mandato di sindaco di Bucarest.
Le accuse della DNA riguardano fatti risalenti al periodo in cui Ciucu guidava uno dei rioni della capitale. Il procedimento è stato separato da un altro fascicolo relativo all’indagine su un caso di corruzione presso l’Ufficio Nazionale per il Gioco d’Azzardo. Secondo la DNA, durante la campagna elettorale del 2025, Ciprian Ciucu avrebbe ricevuto da due imprenditori vantaggi indebiti sotto forma di servizi pubblicitari e di consulenza elettorale, in cambio del rilascio di un’autorizzazione e di un certificato urbanistico per un progetto immobiliare.
Vicino a Ilie Bolojan, Ciucu figura tra i liberali contrari al ritorno al governo insieme ai socialdemocratici. La sua situazione giudiziaria emerge a pochi giorni da un congresso decisivo, durante il quale la dirigenza del PNL vorrebbe escludere dal partito il premier designato Adrian Veștea e i suoi sostenitori, favorevoli a un’alleanza con il PSD. Secondo quanto rivelato dall’eurodeputato del PNL Gheorghe Falcă, nello stesso congresso sarebbe dovuta essere approvata anche una modifica dello statuto del partito, che avrebbe reso Ciprian Ciucu l’unico primo vicepresidente della formazione politica.
La complicata giornata di giovedì per lo schieramento politico di destra si è conclusa sempre nelle aule giudiziarie, dove il presidente dell’USR e sindaco di Timișoara, Dominic Fritz, ha perso in via definitiva la causa contro l’Agenzia Nazionale per l’Integrità (ANI) presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia. La Corte Suprema ha respinto il ricorso amministrativo presentato dal leader dell’USR, confermando il rapporto dell’ANI, che aveva rilevato l’esistenza di un conflitto di interessi nel 2020. Secondo il rapporto, dopo essere diventato sindaco, Dominic Fritz aveva approvato una relazione per la modifica di un Piano Urbanistico Zonale, successivamente trasmessa al Consiglio Comunale per l’approvazione. La documentazione tecnica era stata elaborata dalla società di un consigliere comunale dell’USR che, durante la campagna elettorale, aveva prestato denaro al candidato Dominic Fritz.
Questa decisione comporta direttamente il divieto di ricoprire cariche pubbliche elettive per un periodo di tre anni dopo la scadenza dell’attuale mandato da sindaco. Subito dopo aver appreso il verdetto, Dominic Fritz ha definito la decisione una “esecuzione politica mascherata” e ha annunciato che impugnerà la sentenza della Corte Suprema davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. I rappresentanti dell’USR, partito che ha anch’esso annunciato che non voterà il governo guidato da Adrian Veștea, ritengono che “la sanzione intervenga in un contesto che solleva interrogativi sulla sua imparzialità, dopo anni in cui l’USR ha sostenuto l’abolizione delle pensioni speciali, comprese quelle dei magistrati, e dopo prese di posizione politiche che hanno inciso sugli interessi del sistema politico tradizionale”.