Romania ancora senza un governo investito
Il governo proposto dal primo ministro incaricato, il liberale Adrian Veștea, non è riuscito a ottenere la fiducia del Parlamento.
Roxana Vasile, 23.06.2026, 10:59
Con 189 voti favorevoli, contro i 233 necessari, il governo proposto dal primo ministro incaricato, il liberale Adrian Veștea, non è riuscito a ottenere martedì la fiducia del Parlamento, a quasi due mesi dalla sfiducia che ha portato alla caduta del governo guidato dal suo collega del PNL, Ilie Bolojan. Si è trattato di un nuovo tentativo fallito di formare un esecutivo, dopo che il consigliere presidenziale Eugen Tomac non era riuscito, a sua volta, a costruire una maggioranza parlamentare in grado di garantirgli i voti necessari. Consapevole della prospettiva di una sconfitta clamorosa, Tomac non si era presentato davanti al Parlamento, rinunciando al mandato di primo ministro incaricato prima di presentare la squadra ministeriale e il programma di governo.
Nominato dal presidente Nicușor Dan per formare un nuovo governo, Adrian Veștea è apparso fiducioso fino alla sera stessa del voto. Tuttavia, non ha ottenuto il sostegno della maggioranza dei parlamentari del suo stesso partito, il PNL, partito irritato dal fatto che il capo dello stato non lo abbia consultato prima di rendere pubblica la sua scelta. Non è stato sostenuto nè dall’USR nè dall’UDMR, che, insieme al PNL, compongono l’attuale governo Ilie Bolojan sfiduciato dal Parlamento. Il fallimento è stato attribuito ai rappresentanti dei nazionalisti dell’AUR, il secondo partito come peso parlamentare, sul cui appoggio Adrian Veștea contava, ma che sono usciti dall’aula prima della votazione.
Il presidente Dan aveva più volte dichiarato di non essere disposto ad accettare un governo che includesse l’AUR, sottolineando che la sua principale “linea rossa” nei negoziati per la formazione di un nuovo esecutivo era il mantenimento dell’orientamento filo-occidentale della Romania. “Abbiamo delle restrizioni imposte dal presidente della Repubblica che, al momento, ci impediscono di prendere in considerazione un voto favorevole ad Adrian Veștea. Nicușor Dan ha dichiarato di non essere d’accordo con un governo che includa l’AUR o che venga approvato grazie ai voti dell’AUR. Attendiamo chiarimenti da parte sua”, ha replicato il leader del partito, George Simion.
Una cosa è certa: il fallimento nell’insediamento di un nuovo governo prolunga il periodo di instabilità e tensione politica. L’unica opinione condivisa dai leader dei principali partiti parlamentari è che il presidente della Romania debba convocare nuovamente e con urgenza le forze politiche per nuove consultazioni. Nicușor Dan dovrà quindi designare un altro primo ministro, che avrà a disposizione dieci giorni per formare un governo e richiedere il voto di fiducia del Parlamento. Le prossime elezioni politiche alla scadenza sono previste per il 2028. Tuttavia, una seconda bocciatura di un governo proposto porterebbe a elezioni anticipate, poiché, secondo la legge, il capo dello stato può sciogliere il Parlamento se due primi ministri incaricati non riescono a ottenere il voto di investitura.