Romania, investimenti diretti in crescita
Gli investimenti diretti nell’economia romena sono aumentati, secondo i dati dell’INS.
Ştefan Stoica, 15.09.2026, 11:18
In Romania, l’inflazione è in calo, ma il paese si trova ancora in una posizione negativa nella classifica europea, mentre il ritmo di diminuzione di questo indicatore è rallentato dai prezzi dei carburanti e dei servizi. L’economia è stagnante, se non addirittura in lieve arretramento. In questo contesto, i dati sugli investimenti forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica contribuiscono a risollevare un po’ il morale degli specialisti. Secondo l’INS, gli investimenti netti nell’economia nazionale hanno raggiunto i 100,5 miliardi di lei nel primo semestre del 2026, pari a circa 20 miliardi di euro. In termini reali, gli investimenti sono quindi aumentati di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2025.
Nel secondo trimestre di quest’anno, rispetto allo stesso trimestre del 2025, gli investimenti netti nell’economia nazionale sono cresciuti, in termini reali, del 17,8%, grazie all’aumento registrato nelle principali componenti della struttura: i nuovi lavori di costruzione e i macchinari, compresi i mezzi di trasporto. L’INS precisa che gli investimenti netti rappresentano le spese destinate alla creazione di nuovi mezzi fissi, allo sviluppo, alla modernizzazione e alla ricostruzione di quelli esistenti, nonché il valore dei servizi legati al trasferimento di proprietà dei mezzi fissi esistenti e dei terreni acquisiti a pagamento da altre unità o dalla popolazione, spese notarili, commissioni, costi di trasporto e di movimentazione.
Considerato che, rispetto allo stesso periodo del 2025, l’economia romena è calata nel secondo trimestre dello 0,4% in termini lordi, trascinata al ribasso dai consumi, dall’industria e dal commercio, gli investimenti e il settore delle costruzioni hanno rappresentato fattori di sostegno, dando impulso all’attività economica. Le costruzioni sono dunque un motore dell’economia e l’INS lo dimostra con i dati: il numero delle abitazioni messe a disposizione a livello nazionale è aumentato nei primi sei mesi di quest’anno fino a circa 32.000, rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il loro numero era pari a 24.600. La maggior parte delle abitazioni è stata completata nelle aree urbane, che rappresentano circa il 60% del totale.
Il ministro ad interim delle Finanze, Alexandru Nazare, afferma che l’obiettivo è far passare l’economia da consumi sostenuti dal debito a una crescita basata sugli investimenti e sui redditi reali, in modo da riconquistare la fiducia della popolazione e delle imprese. Secondo il ministro, la Romania è sulla strada giusta, e lo dimostra con i numeri: l’inflazione annua è scesa al 6,2% ad agosto, dall’8,2% di luglio e da oltre il 10% di giugno, segnando la decelerazione più rapida degli ultimi anni. Il deficit di bilancio è stato inferiore del 37% nei primi sette mesi rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli investimenti pubblici sono aumentati. Lo stesso ministro avverte, tuttavia, che l’inflazione rimane elevata e che l’aggiustamento delle finanze pubbliche deve proseguire.