Preparativi per l’inverno
La Romania si prepara per l’inverno con riserve di gas superiori alla media dell’Unione Europea.
Daniela Budu, 16.09.2026, 11:20
L’Europa si prepara a un inverno difficile, segnato da pressioni sui mercati internazionali e da elevati prezzi del gas e dell’energia. A Bucarest, il Ministero dell’Energia ha annunciato, al termine della riunione del Comando energetico dedicata al settore del gas naturale, che la Romania ha raggiunto un livello di riempimento dei depositi superiore al 76%, pari a circa 2,4 miliardi di metri cubi, al di sopra della media dell’Unione Europea, che si attesta intorno al 68%.
Secondo un comunicato del ministero competente, le autorità puntano a raggiungere un livello di riempimento dell’80% entro il 1° ottobre. L’obiettivo è stato confermato anche dagli operatori obbligati a costituire le scorte, i quali hanno annunciato di essere in linea con i tempi previsti per raggiungere il traguardo.
“Il Ministero dell’Energia segue attentamente l’andamento del processo di stoccaggio, affinché la Romania entri nella stagione fredda con un livello adeguato di riserve e con tutte le misure necessarie per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture di gas naturale. La preparazione per l’inverno 2026-2027 avviene in un difficile contesto europeo, segnato dal forte aumento dei prezzi del gas naturale e da livelli delle scorte inferiori rispetto agli anni precedenti”, si legge nel comunicato.
In Romania il prezzo del gas naturale per i consumatori domestici è sottoposto a un tetto fino ad aprile 2027, ma le aziende pagano il prezzo di mercato. Recentemente, Cristian Bușoi, segretario di stato presso il Ministero dell’Energia, ha confermato che, secondo le prime stime, la stagione fredda che si avvicina avrà “momenti di temperature basse”, assicurando tuttavia che le autorità monitorano costantemente gli ultimi sviluppi relativi alle scorte di gas.
D’altra parte, secondo i più recenti dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, il consumo finale di energia elettrica in Romania è diminuito del 4,3% nei primi sette mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la produzione interna è calata del 2,9%. Per il mercato dell’energia, spiegano gli specialisti, la diminuzione della domanda da parte della popolazione rappresenta un fattore rilevante nella valutazione del consumo interno e del fabbisogno di produzione per il prossimo periodo.
La Romania si trova in stato di allerta energetica dal 1° agosto, dopo la fermata del primo reattore della centrale nucleare di Cernavodă, causata dalle portate molto basse del Danubio. Il 13 agosto è stato fermato anche il secondo reattore della centrale. In condizioni normali di funzionamento, le due unità forniscono circa il 20% della produzione nazionale di energia. Il deficit viene compensato anche attraverso la produzione di energia da gas.
A causa della siccità idrologica e del basso livello del Danubio, lo stato di allerta nel settore energetico in Romania è stato prorogato fino al 30 settembre. Il Danubio ha raggiunto valori critici di circa 1.250 metri cubi al secondo all’ingresso nel paese, a Baziaș, ben al di sotto della media pluriennale del mese di settembre. Il basso livello del fiume incide sulla sicurezza operativa del Sistema energetico nazionale e sull’approvvigionamento idrico della centrale nucleare di Cernavodă.