Economia romena, stagnazione nel II trimestre
L'economia della Romania ha registrato un andamento lineare nel secondo trimestre.
Leyla Cheamil, 12.10.2026, 12:32
La crescita economica della Romania si è arrestata nel secondo trimestre di quest’anno e, nel primo semestre, il Prodotto Interno Lordo ha registrato una contrazione dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica. Secondo tali dati, il Prodotto Interno Lordo, su base destagionalizzata, stimato per il secondo trimestre del 2026 è stato pari a 529,676 miliardi di lei a prezzi correnti. Rispetto al trimestre precedente, il PIL è rimasto invariato, ma rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ha registrato un calo dell’1,9%.
Rispetto alla stima provvisoria, la dinamica del PIL è variata di +0,2 punti percentuali, mentre quella del valore aggiunto lordo è aumentata di +0,3 punti percentuali. Il volume del valore aggiunto lordo per settore di attività ha registrato variazioni più significative, come segue: l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca hanno registrato lo stesso contributo alla crescita del prodotto interno lordo, mentre il volume di attività è aumentato nei settori dell’industria, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Si è registrato un aumento anche nel settore della riparazione di autoveicoli e motocicli, nonché in quello dei trasporti e dello stoccaggio. L’INS sottolinea che il settore delle informazioni e delle comunicazioni ha dato lo stesso contributo alla variazione del PIL, mentre il volume di attività è aumentato rispetto alla stima precedente di +0,3 punti percentuali. Secondo i dati provvisori pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, il principale fattore che ha frenato l’economia è il calo dei consumi delle famiglie, segno che i romeni hanno acquistato meno a causa dei prezzi elevati. Gli analisti ritengono che l’economia potrebbe entrare in una fase di stagnazione. Secondo loro, l’ideale sarebbe una crescita economica, ma che vada di pari passo con la riduzione del deficit di bilancio, che è, tuttavia, a loro avviso, la priorità assoluta per la Romania nei prossimi anni.
Sebbene alcuni dati siano stati rivisti al rialzo, il ritorno a una crescita economica solida rimane incerto, aggiungono gli esperti. Loro ritengono che i cantieri finanziati dal PNRR e dai fondi di coesione abbiano mantenuto il PIL a galla per due anni di fila, ma un paese non può svilupparsi in modo sostenibile se l’industria perde un quarto del valore in sette anni. Ogni fabbrica chiusa significa esportazioni perse, un deficit commerciale più elevato e meno salari dignitosi nelle regioni che, comunque, hanno poche alternative, hanno concluso gli analisti. Le previsioni autunnali del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea, in uscita a ottobre e novembre, mostreranno se le stime relative alla ripresa dell’economia nel 2027 rimangono valide.