La donazione Dimitrie N. Ciotori
Giurista, diplomatico e politico, Dimitrie N. Ciotori visse tra il 1885 e il 1965 e nutriva una grande passione per il collezionismo. I suoi reperti cartografici, denominati "Donazione Dimitrie N. Ciotori", sono entrati in possesso dell’Accademia Romena, di cui era membro onorario, e costituiscono una delle collezioni di mappe più interessanti dell’istituzione.
Steliu Lambru, 27.10.2026, 07:00
Nel 1932, il giurista, politico e diplomatico Dimitrie N. Ciotori donò la sua collezione di 74 documenti cartografici alla Biblioteca dell’Accademia Romena. Nato nel 1885, Ciotori era anglofono e autore di alcuni testi sulla Romania con cui faceva conoscere il proprio Paese nel mondo anglofono. Dopo l’insediamento del regime comunista nel 1945, Ciotori fu espulso dall’Accademia Romena, lasciò la Romania e si stabilì a Londra, nel Regno Unito, dove morì nel 1965, all’età di 79 anni. Fino al 2026, la donazione che porta il suo nome è rimasta sconosciuta al pubblico. Ma l’identificazione di 70 documenti ha reso finalmente possibile, dopo anni di sforzi intellettuali, la presentazione al pubblico di alcune mappe di grande valore.
Mariana Radu del servizio Stampe, Musica, Mappe della Biblioteca dell’Accademia Romena ha presentato 40 opere cartografiche provenienti dalla donazione di Ciotori: “Per la maggior parte, il 99% sono mappe dei secoli XVII-XVIII provenienti dalla cartografia olandese, francese, tedesca e inglese, realizzate da cartografi famosi. A mio avviso, questa collezione di mappe è stata raccolta in collaborazione con uno specialista che ha fornito consulenza a Ciotori. Si tratta dei cartografi più importanti di quel periodo, delle opere più preziose e delle più belle dal punto di vista estetico.”
Le mappe della donazione Ciotori raccontano un’affascinante storia di questo settore. Si tratta di opere risalenti al periodo in cui la cartografia era considerata un’arte, ma dai documenti dei secoli successivi si nota il passaggio dalla cartografia artistica a quella scientifica, basata su rilievi sul campo e su osservazioni astronomiche. Dalle mappe del XVIII secolo si nota la professionalizzazione del settore, la standardizzazione e l’aumento della precisione. Sempre nel XVIII secolo compaiono le mappe nazionali, volte a migliorare la governance, a supportare l’esercito e l’amministrazione, a facilitare il controllo fiscale e la gestione delle infrastrutture; la Francia fu il paese che per primo intraprese questa strada. Nell’imponente collezione Ciotori, le mappe che rappresentano il territorio romeno o l’area in cui vivevano i romeni sono pezzi straordinari.
“La prima mappa della collezione è una carta del 1513 realizzata da Johannes Schott, un cartografo tedesco, sulla base di un’opera ispirata alla “Geografia” di Tolomeo. Risale al 1555 una xilografia della Transilvania, mentre altre nove mappe sono state pubblicate nell’atlante di Abraham Ortelius nel corso degli anni, in 25 edizioni. La più preziosa tra queste è una mappa dell’Europa, sul cui retro è scritto, in spagnolo, che ne furono stampate 100 copie in tutta Europa. Non si sa esattamente quante ne esistano ancora. Un’altra mappa estremamente interessante è quella della Dacia, realizzata personalmente da Ortelius e pubblicata insieme alla mappa dell’Impero ottomano in un’appendice dell’atlante base del 1570 “Theatrum Orbis Terrarum”, una raccolta di mappe pubblicata in cinque edizioni, elaborate personalmente da Ortelius sulla base dei suoi studi di geografia antica.” – ha detto Mariana Radu.
Chi forniva informazioni ai cartografi? Erano i navigatori, gli scienziati, i militari, i mercanti. Le mappe raffigurano il continente europeo, gli imperi europei ed euroasiatici e le regioni europee. Spesso su di esse erano presenti vignette e illustrazioni degli insediamenti e delle peculiarità locali. Mariana Radu ha affermato che sulle mappe regionali europee comparivano le strutture statali locali: “Un’altra mappa è una Transilvania estremamente interessante, un’incisione su rame, una mappa in bianco e nero. È una delle prime mappe ad aver circolato come foglio volante in Europa. Queste mappe erano incluse anche nell’atlante, ma questa è una delle prime ad aver circolato autonomamente. In questa donazione sono presenti quattro mappe tratte dalle opere di Nicolaes Visscher II: una mappa dell’Ungheria, una mappa Exactissima, di grande valore, composta da due parti, una dedicata al corso inferiore del Danubio e l’altra al corso superiore. Si tratta di mappe su cui venivano segnate e aggiornate le modifiche territoriali. Questa mappa è stata realizzata in seguito al Trattato di Karlovitz del 1699. C’è anche la “Nouvelle Carte de la Mer Noir”, una mappa del Mar Nero, molto bella.”
I grandi nomi della cartografia del XVIII secolo dedicarono la loro attenzione anche al territorio romeno. “Gerard Valk realizzò una mappa dei Principati Romeni molto ben strutturata dal punto di vista amministrativo, una mappa in cui sono indicate le fortificazioni e sono rappresentati i villaggi e i monasteri sparsi sul territorio. C’è anche la mappa di un cartografo e geografo che nel 1774 pubblicò una mappa dell’Ungheria, della Transilvania, della Moldavia, di tutte le province romene, e una mappa dell’Impero ottomano con le rotte marittime del Mediterraneo. Matthäus Seutter era un cartografo tedesco estremamente famoso grazie al suo stile barocco. Realizzò una mappa dell’Ungheria, con i Principati romeni e il Banato. Johann Baptist Homann, insieme alla sua famiglia, ha costruito un impero cartografico. Insieme alla sua famiglia e ai suoi eredi ha pubblicato numerose mappe. È un cartografo estremamente apprezzato per la precisione con cui realizzava le mappe. Realizzò una mappa della Transilvania e la pubblicò nel 1716, una mappa dell’Ucraina e della Valacchia e una dei Balcani.” – ha detto Mariana Radu.
La collezione di mappe Ciotori della Biblioteca dell’Accademia Romena attira l’attenzione per la varietà dei suoi pezzi e per la sonorità dei nomi dei loro autori. E, non da ultimo, anche per la loro bellezza.