Il benessere digitale dei bambini romeni
Un programma promosso da "Salvate i Bambini" e la Fondazione Vodafone ha portato l'educazione digitale a più di 21.000 allievi in Romania.
Ion Puican, 21.10.2026, 20:11
Molti bambini in Romania avvertono la mancanza di tempo da trascorrere con la famiglia, di riposo e di attività all’aria aperta. Quanto tempo rimane a un bambino per sé, una volta finita la giornata scolastica? È questo l’interrogativo alla base di un’indagina condotta dall’organizzazione “Salvate i Bambini”, che ha coinvolto un campione di quasi 1,500 minori di età compresa tra i 9 e i 16 anni. Lo studio delinea il ritratto di una generazione sospesa tra gli impegni scolastici e l’attrazione esercitata dagli schermi. La conclusione è chiara: un bambino su tre desidera semplicemente più tempo da passare in famiglia e più ore all’aperto. Inoltre, quasi la metà degli intervistati dichiara di aver bisogno di dormire di più. Un bambino dedica circa 8 ore al giorno alla scuola e ai compiti; una cifra che, per 4 minori su 10, arriva addirittura a 10 ore al giorno. A ciò si aggiungono le lezioni private: quasi la metà dei bambini segue corsi di recupero o approfondimento, una percentuale che a Bucarest e in altre grandi città sfiora il 60%. In questo contesto il tempo libero si riduce drasticamente.
Gabriela Alexandrescu, presidente esecutiva di “Salvate i Bambini”, analizza la giornata tipo di un bambino in età scolare. “Il nostro sondaggio mostra che, per la maggior parte dei bambini, una giornata tipo durante l’anno scolastico si articola all’incirca così: trascorrono 5-6 ore a scuola e meno di un’ora per il tragitto casa-scuola. Dedicano 1-2 ore ai compiti e allo studio. Passano 3-4 ore a navigare su Internet, interagire con gli amici o giocare online, mentre dedicano solo un’ora – o al massimo due – all’interazione sociale diretta con la propria famiglia. In altre parole, nello scenario più comune, un bambino dedica circa 8 ore al giorno alla scuola e ai compiti; tuttavia, per 4 bambini su 10, questo impegno arriva a 10 ore giornaliere. Analizzando nello specifico il tempo trascorso con la famiglia, emerge che quasi la metà dei bambini vi dedica non più di due ore. Di conseguenza, non sorprende che un bambino su tre desideri avere più tempo da trascorrere con la famiglia. Il sondaggio rivela inoltre che quasi 3 bambini su 5 dichiarano di decidere autonomamente come trascorrere il proprio tempo libero, mentre un altro 30% afferma che la decisione viene presa insieme ai genitori. Come prevedibile, il coinvolgimento dei genitori nella gestione del tempo libero dei figli diminuisce con l’età: si passa dall’82% per gli alunni della scuola primaria al 22% per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.”
Quali sono i principali effetti che l’eccessiva pressione scolastica, i compiti a casa e le lezioni private hanno sul benessere emotivo e mentale dei bambini? Gabriela Alexandrescu: “I bambini ci dicono di sentirsi stanchi. Infatti, quando viene chiesto loro a quali attività vorrebbero dedicare più tempo, quasi un bambino su due risponde che vorrebbe dormire di più. Questo carico eccessivo si riflette anche sullo stato emotivo dei minori: un quarto di loro si sente spesso triste, mentre un terzo afferma di provare entusiasmo solo raramente o molto raramente. L’ansia è il problema di salute mentale più diffuso tra i bambini, seguita da disturbi emotivi e difficoltà legate al contesto familiare – ad esempio, molti bambini vivono il divorzio dei propri genitori. Altre problematiche includono disturbi dell’apprendimento, dipendenza dagli schermi e, nei casi più gravi, abuso di sostanze o tentativi di suicidio”.
Tre quarti dei bambini trascorrono meno di cinque ore a settimana all’aria aperta – ovvero meno di un’ora al giorno – mentre il 13% non esce mai. Il tempo trascorso davanti agli schermi è in costante aumento: il 62% dei bambini passa almeno tre ore al giorno online, e un quarto di loro supera le sei ore. Inoltre, con l’avanzare dell’età, aumenta anche il tempo che i ragazzi trascorrono su Internet. Come reagiscono i genitori a tutto questo? Gabriela Alexandrescu, presidente esecutiva dell’organizzazione “Salvate i Bambini”: “Solo un genitore su dieci utilizza un’applicazione per limitare il tempo che i propri figli trascorrono online, mentre un altro 25% dichiara di imporre dei limiti a voce. Per quasi 8 ragazzi su 10 di età superiore ai 12 anni, l’accesso ai siti web su Internet non è in alcun modo limitato dai genitori. Inoltre, quasi un quarto dei ragazzi ha ammesso di ricorrere ad applicazioni per nascondere le proprie attività online, evitando così che i genitori si accorgessero che, invece di leggere o studiare, stavano in realtà usando il computer.”
Un terzo dei ragazzi non legge nulla al di fuori dei testi previsti dal programma scolastico e un terzo non pratica alcuna attività sportiva nel corso di una settimana tipo. Come si può invertire questa tendenza? “Per quanto riguarda la lettura, la nostra indagine si è concentrata su quella volontaria, non legata al percorso scolastico. È emerso che il 30% dei ragazzi non dedica alcun tempo alla lettura che esuli dagli impegni scolastici e, tra coloro che leggono, la maggior parte vi dedica meno di due ore a settimana. Sul fronte delle attività all’aria aperta, la nostra ricerca ha rivelato che il 75% dei ragazzi trascorre meno di 5 ore a settimana all’aperto: una media inferiore a un’ora al giorno”.
Esistono differenze significative tra i bambini che vivono nelle grandi città e quelli che risiedono in aree rurali, per quanto riguarda la pressione scolastica e il tempo libero? Gabriela Alexandrescu spiega: “Una ricerca di Save the Children ha messo in luce diverse differenze tra i bambini delle zone rurali e quelli delle grandi città. Ad esempio, varia il tempo dedicato ai compiti a casa: se a Bucarest o in altri grandi centri urbani 4 studenti su 10 trascorrono più di tre ore al giorno sui compiti, nelle aree rurali questa situazione riguarda solo un terzo degli studenti”.
Gabriela Alexandrescu, presidente esecutiva dell’organizzazione, illustra le misure proposte da “Salvate i Bambini”: “Ritengo fondamentale prendere in seria considerazione le proposte avanzate direttamente dai bambini. 1. Tempo per il riposo, gli hobby e la crescita personale: auspichiamo un orario scolastico più equilibrato. 2. Supporto per ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi a favore di attività nel mondo reale; in altre parole, offrire maggiori opportunità di scelta. 3. Accesso a un supporto psicologico. Inoltre, per quanto concerne il diritto alla protezione e la sicurezza online, i bambini hanno espresso la necessità di programmi di educazione digitale moderni e che la sicurezza online venga considerata una priorità nazionale. Hanno anche bisogno di informazioni chiare sugli effetti di un uso eccessivo del telefono, rivolte sia ai ragazzi che ai loro genitori”.
L’indagine di “Salvate i Bambini” non punta il dito né attribuisce colpe; solleva, piuttosto, un interrogativo che tutti noi – genitori, insegnanti e l’intera comunità – dovremmo porci: come possiamo restituire a bambini e adolescenti lo spazio per vivere la propria infanzia, per giocare e per stare insieme?