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Mozione di sfiducia contro il Governo

Il Parlamento di Bucarest ha adottato la mozione di sfiducia inoltrata dalla coalizione di maggioranza PSD – ALDE contro il proprio Governo, presieduto dal dissidente socialdemocratico Sorin Grindeanu, una prima nella storia post-comunista della Romania. A Grindeanu e agli altri due ribelli dellEsecutivo è stata rimproverata limmaturità e lirresponsabilità politica, il fatto che abbiano capito di governare a proprio nome, sebbene fosse stato ritirato loro il sostegno politico. La mozione è stata lunica soluzione costituzionale a portata del Psd e dellAlde, nel contesto in cui, rimasto senza sostegno e senza la maggior parte dei ministri, e ulteriormente escluso dal partito, Sorin Grindeanu si è rifiutato di dimettersi. A sua difesa, questi ha dichiarato, nel Parlamento, di non capire perchè il PSD abbia voluto far crollare il proprio Governo in un momento in cui latto di governo andava bene, cosa dimostrata dalle statistiche economiche, ed ha ammonito che ladozione della mozione equivale alluscita del partito dal governo, in quanto finirà col dipendere dal presidente Klaus Iohannis.

Mozione di sfiducia contro il Governo
Mozione di sfiducia contro il Governo

, 21.06.2017, 16:17

Il Parlamento di Bucarest ha adottato la mozione di sfiducia inoltrata dalla coalizione di maggioranza PSD – ALDE contro il proprio Governo, presieduto dal dissidente socialdemocratico Sorin Grindeanu, una prima nella storia post-comunista della Romania. A Grindeanu e agli altri due ribelli dellEsecutivo è stata rimproverata limmaturità e lirresponsabilità politica, il fatto che abbiano capito di governare a proprio nome, sebbene fosse stato ritirato loro il sostegno politico. La mozione è stata lunica soluzione costituzionale a portata del Psd e dellAlde, nel contesto in cui, rimasto senza sostegno e senza la maggior parte dei ministri, e ulteriormente escluso dal partito, Sorin Grindeanu si è rifiutato di dimettersi. A sua difesa, questi ha dichiarato, nel Parlamento, di non capire perchè il PSD abbia voluto far crollare il proprio Governo in un momento in cui latto di governo andava bene, cosa dimostrata dalle statistiche economiche, ed ha ammonito che ladozione della mozione equivale alluscita del partito dal governo, in quanto finirà col dipendere dal presidente Klaus Iohannis.



In risposta, il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha affermato che il Governo e il premier non hanno raggiunto le performance auspicate e che il si alla sfiducia significa la continuazione delatto di governo da parte della coalizione PSD – ALDE, come desiderato dai romeni alle politiche dello scorso dicembre. Ricordiamo che lo scandalo nella coalizione è cominciato con la valutazione dellattività del Governo Grindeanu, a metà anno dal suo insediamento. Una valutazione dalla quale è risultato che ci sono grandi ritardi nellapplicazione del programma di governo. Sorin Grindeanu ha respinto la valutazione come infondata e la persona incaricata di farla – un ex ministro delle finanze indagato per gravi reati di corruzione – come poco credibile. Grindeanu e la sua ribellione contro Dragnea sono la sorpresa politica dellestate. Apparentemente docile al partito e al leader in carica, Grindeanu ha dimostrato un coraggio che nessuno intuiva. Egli ha denunciato lo stile autoritaristico di Dragnea e ha chiesto le sue dimissioni, come precondizione delle proprie dimissioni dallincarico di capo del Governo.



Alcuni analisti sono del parere che lallontanamento di Grindeanu ha come motivazione reale il ritardo nelladozione delle leggi sulla giustizia e di quelle penali, il cui rilassamento servirebbe a Dragnea nel fascicolo in cui è processato per istigazione ad abuso dufficio. La ribellione di Grindeanu e la reazione della direzione del partito contro di essa, una mozione di sfiducia contro il proprio governo, non possono restare senza conseguenze nel PSD. Il suo elettorato fedele, ma anche i più nuovi sostenitori, quelli che gli hanno permesso di vincere decisamente le politiche dello scorso dicembre, si chiederanno cosa sia successo con la forza e la coesione del partito in solo 6 mesi, periodo in cui gli unici ad aver punito le azoni del Governo e della coalizione governativa sono stati, in assenza di unopposizione parlamentare forte, la Presidenza e i manifestanti in piazza. Per la Romania, il voto di mercoledi dovrebbe significare un primo passo vero la soluzione di una crisi politica. Il presidente Iohannis ha dato assicurazioni che, ciononostante, la Romania è un Paese stabile, perchè ha una situazione economica molto buona ed è vista come un partner di fiducia. (traduzione di Adina Vasile)


Foto: Tumisu / pixabay.com
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