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La legge sul turismo, all’esame del Parlamento

Negli ultimi decenni, è diventata consueta la constatazione che la Romania vanta un potenziale turistico generoso, però poco abilmente e non abbastanza sfruttato. Il Delta del Danubio, un ecosistema unico in Europa, inserito nel patrimonio universale dell’UNESCO, le stazioni montane sulla Valle del Prahova e quelle sul litorale del Mar Nero, i monasteri medioevali ortodossi della Bucovina o dell’Oltenia, le chiese fortificate sassoni in Transilvania sono destinazioni turistiche molto conosciute. Tuttavia, la Romania incassa dal turismo molto meno rispetto alle confinanti Ungheria o Bulgaria, Paesi assai più piccoli.

La legge sul turismo, all’esame del Parlamento
La legge sul turismo, all’esame del Parlamento

, 24.09.2019, 14:36

Negli ultimi decenni, è diventata consueta la constatazione che la Romania vanta un potenziale turistico generoso, però poco abilmente e non abbastanza sfruttato. Il Delta del Danubio, un ecosistema unico in Europa, inserito nel patrimonio universale dell’UNESCO, le stazioni montane sulla Valle del Prahova e quelle sul litorale del Mar Nero, i monasteri medioevali ortodossi della Bucovina o dell’Oltenia, le chiese fortificate sassoni in Transilvania sono destinazioni turistiche molto conosciute. Tuttavia, la Romania incassa dal turismo molto meno rispetto alle confinanti Ungheria o Bulgaria, Paesi assai più piccoli.



Tra le spiegazioni individuate sia dagli specialisti che dal pubblico ci sono l’insufficiente promozione all’estero, la mancanza di una rete coerente di autostrade, l’esistenza di molti alberghi non modernizzati, i servizi di scarsa qualità, l’evasione fiscale una volta generalizzata. Il 24 aprile, il Governo di Bucarest ha adottato una nuova bozza di atto normativo in questo settore, già approvato tacitamente dal Senato e che ora si trova sull’agenda della Camera dei Deputati.



Il ministro del Turismo, Bogdan Trif, ha spiegato, a Radio Romania, che il disegno di legge include tutti gli atti normativi emanati negli ultimi anni e che regolano l’attività in questo settore. Una delle maggiori poste in gioco è il decentramento. Ciò prevede il trasferimento alle autorità locali delle competenze in materia di classificazione delle strutture alberghiere, omologazione delle piste da sci e degli itinerari turistici, autorizzazione delle spiagge, approvazione della documentazione per le costruzioni oppure attestazione delle guide. Lo spostamento delle competenze decisionali a livello provinciale diminuisce moltissimo i costi — sostiene il ministro Trif.



La nuova legge prevede anche l’informatizzazione integrale del sistema, che offrirà un’esatta e rapida radiografia dell’industria turistica e permetterà agli operatori di adattare le loro strategie. Appaiono anche nuovi metodi di controllo, grazie ai quali gli ispettori del ministero potranno fare verifiche incognito, pretendendo di essere semplici turisti e condividendo le esperienze di questi.



Il presidente della Federazione dell’Industria Alberghiera di Romania, Călin Ile, è del parere che l’elaborazione della nuova legge sul turismo rappresenti “un momento storico”. Egli ha salutato la precedente iniziativa relativa all’introduzione dei voucher di vacanza concessi ai pubblici dipendenti romeni per destinazioni di vacanza in Romania, come pure la diminuzione della fiscalità nel settore a solo il 5%. “La Romania è diventata molto più attraente per gli investitori, l’appetito degli investitori nei turismo è aumentato” — sostiene Călin Ile. Con un ottimismo non condiviso da tutti i suoi colleghi, un po’ più prudenti, questo rappresentante del padronato nel turismo conclude che è possibile “passare dalla celebre frase: “La Romania ha potenziale nel turismo” alla frase: “La Romania ha risultati nel turismo”.

Foto: Septimiu / pixabay.com
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