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Coronavirus: misure urgenti in Romania

La Romania si sta avvicinando a velocità massima alla punta della quarta ondata della pandemia da Covid-19, con la salita allarmante del numero dei contagi, ma anche delle persone ricoverate, soprattutto in gravi condizioni. I circa 1.500 posti disponibili nelle terapie intensive sono quasi completamente occupati. I nuovi casi di infezione sono di circa il 50% in più rispetto ad una settimana fa, e resta alto anche il numero dei decessi. Sullo sfondo della pressione crescente sul sistema sanitario, le autorità hanno deciso la sospensione per 30 giorni degli interventi chirurgici e dei ricoveri dei pazienti non Covid che non sono urgenti.

Coronavirus: misure urgenti in Romania
Coronavirus: misure urgenti in Romania

, 05.10.2021, 10:48

La Romania si sta avvicinando a velocità massima alla punta della quarta ondata della pandemia da Covid-19, con la salita allarmante del numero dei contagi, ma anche delle persone ricoverate, soprattutto in gravi condizioni. I circa 1.500 posti disponibili nelle terapie intensive sono quasi completamente occupati. I nuovi casi di infezione sono di circa il 50% in più rispetto ad una settimana fa, e resta alto anche il numero dei decessi. Sullo sfondo della pressione crescente sul sistema sanitario, le autorità hanno deciso la sospensione per 30 giorni degli interventi chirurgici e dei ricoveri dei pazienti non Covid che non sono urgenti.

Il capo del Dipartimento per le Situazioni di Emergenza, Raed Arafat, spiega perchè è stata presa una simile misura. E’ una delle soluzioni applicate in moltissimi Paesi allorquando sono apparsi dei problemi seri e si sono confrontati con ondate gravi, come quella da noi attraversata in questo momento. Siamo costretti a emettere un ordine per 30 giorni il quale prevede che, a partire dalla data della sua emanazione, i dirigenti delle strutture sanitare pubbliche dispongono delle misure per la sospensione delle degenze per gli interventi chirurgici e per altre terapie e accertamenti medici che non rappresentano un’emergenza, ha spiegato Raed Arafat, precisando che saranno gli stessi manager di queste strutture pubbliche a distribuire il personale, reso disponibile in questo modo per gli ospedali che curano i pazienti Covid.

Inoltre, il personale delle unità di pronto soccorso sarà completato da medici tirocinanti, e negli ospedali in cui scarseggiano, si faranno turni di 12 ore. In capo del Dipartimento per le Situzioni di Emergenza ha espresso la speranza che la gente rispetti le regole imposte per tenere sotto controllo la situzione. Raed Arafat ha inoltre annunciato che al momento non si prevede un lockdown a Bucarest, che registra il maggior numero di nuovi contagi. Una simile decisione sarebbe da evitare, dal momento che avrebbe un notevole impatto.

Intanto, la direttrice dell’Istituto Marius Nasta di Bucarest, Beatrice Mahler, ha dichiarato a Radio Romania che quello che accade in questo momento è senza precedenti dall’inizio della pandemia. Sicuramente quello che stiamo vivendo ora non abbiamo vissuto in nessuna delle ondate precedenti, nè come numero di contagi, nè come gravità dei casi e neanche come forme severe che necessitano di terapie intensive. Purtroppo anche nelle terapie intensive quasi tutti hanno bisogno di intubazione. In questo momento non esiste alcun trattamento di cui si sappia che fosse curativo. L’unico trattamento destinato a prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 creato a tale scopo è il vaccino, ha concluso Beatrice Mahler.

L’Agenzia Europea dei Medicinali ha dato ieri il via libera alla somministrazione della terza dose aggiuntiva di vaccino Pfizer alle persone over 18 dopo almeno sei mesi dall’inoculazione della seconda. Con la situazione che sta peggiorando, in Romania la terza dose viene già somministrata dalla scorsa settimana.

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