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La guerra in Ucraina, un’altra tappa

Nel millesimo giorno di guerra, l’Ucraina ha colpito un obiettivo militare in Russia con missili ATACMS statunitensi a lunga gittata.

Foto: LukasJohnns / pixabay.com
Foto: LukasJohnns / pixabay.com

, 09.12.2024, 17:06

Nel millesimo giorno di guerra, l’Ucraina ha colpito un obiettivo militare in Russia con missili ATACMS statunitensi a lunga gittata. È stata la prima volta che, con il consenso degli Stati Uniti, missili di questo tipo sono stati utilizzati sul territorio russo, poiché l’allentamento delle restrizioni rientrava nello sforzo dell’Amministrazione Biden di dare all’Ucraina tutto ciò che può prima del passaggio di consegne, il 20 gennaio, a Donald Trump. La decisione mira anche a dissuadere Pyongyang dall’invio di ulteriori truppe in Russia. Che impatto avrà questa decisione sul corso della guerra? Il professore universitario Iulian Chifu, presidente del Centro per la prevenzione dei conflitti e Early Warning, allarme rapido. “Non dimentichiamolo, questa non è l’arma definitiva, non è un punto di svolta, non è l’arma nucleare alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Quindi non garantisce automaticamente la vittoria, no. Tuttavia, garantisce una sanzione. Si tratta di una ritorsione contro il coinvolgimento della Corea del Nord come cobelligerante da parte della Federazione Russa e una ritorsione contro i massicci attacchi alle strutture di produzione di elettricità in Ucraina. I due elementi dell’escalation necessitavano di un elemento di riequilibrio e di deterrenza credibile, come è accaduto ogni volta che si è verificata una qualche forma di ritorsione. E qui, questa volta, l’Occidente, in primis gli Stati Uniti, hanno trovato il modo di revocare questo divieto. Naturalmente, ciò vale anche per i missili Storm Shadow e Scalp britannici e francesi, che hanno componenti americani. Questo è stato l’unico ostacolo al loro utilizzo sul campo da parte dell’Ucraina.”

Ben presto è arrivata la risposta del Cremlino. Vladimir Putin ha firmato un decreto che modifica la dottrina nucleare russa, abbassando il livello di minaccia che giustificherebbe un attacco nucleare in risposta a una gamma più ampia di attacchi convenzionali. Sul terreno, Mosca continua la sua controffensiva nella regione di Kursk – luogo dell’unico grande successo militare di Kiev quest’anno – e sta guadagnando punti chiave in prima linea. Mosca può ancora sostenere l’offensiva militare? Il professore universitario Iulian Chifu.

“Abbiamo una guerra a lungo termine davanti a noi. Gli obiettivi della Russia non sono cambiati. La Russia vuole mettere in ginocchio l’Ucraina, mettere un governo fantoccio a Kiev e avere un’Ucraina senza sbocco sul mare, ovviamente, per raggiungere i confini della NATO, incluso qui, sul Mar Nero, cosa che ci interessa di più. D’altro canto, se parliamo degli aspetti finanziari, ovviamente le cose sono molto costose e Putin dà in pegno il futuro del proprio stato. Su questa linea economico-finanziaria ci sono grossi problemi. La Banca centrale ha già alzato il tasso di interesse al 21%, senza precedenti negli ultimi 20 anni circa, ci sono grossi problemi con l’inflazione, ci sono grossi problemi con la produzione. Queste cose incidono anche sul suo fronte. Dall’inizio dell’anno sono andati perduti l’equivalente di cinque divisioni, soprattutto attrezzature, ma anche persone, per 40 chilometri quadrati”.

La guerra lenta e faticosa – spesso chiamata guerra di logoramento, in cui una parte cerca di logorare l’altra – ha prosciugato le risorse di entrambi i paesi dopo quasi tre anni di conflitto. E sembra che continuerà a consumare quantità colossali e a mietere molte più vittime. Per il 2025, la Russia ha stabilito un budget record per la difesa, pari a un terzo della spesa pubblica. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti hanno deciso di fornire all’Ucraina un pacchetto di armi del valore di oltre 700 milioni di dollari per difendersi dagli attacchi russi. Riuscirà Kiev a fermare l’offensiva militare russa? Professore universitario Dan Dungaciu, analista di politica estera.

“Ho la sensazione che il sostegno che l’America offre oggi all’Ucraina riguardi più il rafforzamento della capacità di resistenza dell’Ucraina e il rafforzamento della posizione negoziale dell’Ucraina in possibili negoziati. In nessun caso il sostegno militare serve ad aiutare l’Ucraina a preparare una controffensiva per far uscire i russi dall’Ucraina, perché ciò non è più possibile. Pertanto, attualmente stiamo sostenendo l’Ucraina per aumentare le sue capacità negoziali nell’eventuale discussione o, diciamo, negoziato di pace che avrà con la Federazione Russa. In questa situazione ci troviamo, nella prospettiva di un inverno che sembra essere il più terribile degli inverni passati sulla popolazione ucraina.”

Una popolazione che ha cambiato atteggiamento nei confronti di questa guerra, dice Dan Dungaciu: l’anno scorso circa il 33% aveva voglia di negoziare, oggi circa il 52%, quindi più della metà della popolazione. E la fiducia nella vittoria militare finale è diminuita in modo quasi drammatico rispetto allo scorso anno, anche a causa degli sviluppi sul fronte, che purtroppo non vanno nella direzione auspicata dall’Ucraina.

 

Foto: Immo Wegmann / unsplash.com
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