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L’antica città di Callatis

Callatis è uno dei più antichi insediamenti urbani della Romania, fondato nel IV secolo a.C. da coloni greci provenienti da Eraclea Pontica, sul posto dell'attuale porto di Mangalia, sul Mar Nero.

Il Museo
Il Museo "George Severeanu"

, 03.02.2026, 07:00

Callatis fu un centro commerciale, culturale e spirituale attivo per oltre un millennio, attraversando i periodi greco, romano e romano-bizantino.

Maria-Magdalena Ștefan, archeologa e responsabile del Museo Nazionale di Storia della Romania (MNIR) per il settore di Callatis, ci racconta dell’antica città. “Se scavassimo sotto tutte le strade e gli edifici della Mangalia di oggi, troveremmo vestigia dell’antichità che facevano parte dell’antica città di Callatis, una città greca. Una città-stato, cioè una comunità di cittadini che si autogovernava e che comprendeva la città stessa e il territorio agricolo circostante, con villaggi, ville, strade e cimiteri e, nel caso di Callatis, naturalmente, diverse aree portuali. Una tale città-stato elaborava la propria politica, aveva un proprio esercito e dei che sceglieva come divinità protettrici. E gestiva anche la propria economia, coniava moneta”, spiega l’archeologa.

Fondata dai Greci Dori di Eraclea Pontica, Callatis non era una città qualunque. Era uno dei più grandi e potenti centri urbani greci sulla sponda occidentale del Mar Nero, come ci racconta l’archeologa Maria-Magdalena Ștefan. “Callatis fu fondata dai Greci Dori provenienti dalla città di Eraclea Pontica, situata sulla sponda meridionale del Mar Nero, nell’odierna Turchia. I Dori sono la parte dei greci più notoriamente associata a Sparta. La cultura dei Dori è considerata un po’ più austera e il loro stile, bellicoso… Callatis fu probabilmente fondata già alla fine del VI secolo. La verità è, tuttavia, che nelle fonti antiche che si riferiscono agli avvenimenti di quel primo periodo, Callatis non viene mai menzionata. Inoltre, da un punto di vista archeologico, non abbiamo argomenti sufficienti per collocarla in quel periodo, se non una certa logica storica. Ecco perché parliamo di una rifondazione o forse addirittura di una fondazione vera e propria all’inizio del IV secolo a.C., quando la città era già organizzata, così come il territorio, in modo impressionante. Callatis è una delle più grandi e potenti città greche sulla sponda occidentale del Mar Nero”, aggiunge la nostra ospite.

Maria-Magdalena Ștefan ci descrive un’immagine di questo importante centro antico, il ruolo della fortezza di Callatis e come si svolgeva la vita in quei tempi lontani. “L’odierna via del Porto di Mangalia segue il tracciato di parte della fortificazione ellenistica, e la zona dell’attuale Museo Archeologico di Mangalia e dello Stadio di Callatis si sovrappone a parte dell’antico cimitero. I paesaggi funerari rimangono, infatti, molto suggestivi a Callatis. Almeno un migliaio di tumuli, furono costruiti intorno alla città. E questa è una cosa speciale per il mondo antico. Questi tumuli erano costruiti secondo un piano organizzato, in file, separati da strade. … Anche alla luce delle ultime scoperte archeologiche a Callatis, ciò che possiamo comprendere del ruolo che questa comunità di greci svolse è quello di intermediario tra il mondo egeo, i regni macedoni, la Grecia antica stessa, l’Asia Minore con l’area dei regni barbari, con i Traci, gli Odrisi e gli Sciti. In città come Callatis si potevano stabilire incontri, si potevano concludere trattati, si coniavano monete con cui venivano assoldati mercenari, erano punti da cui partivano navi e spostavano eserciti su entrambe le sponde del Mar Nero, oppure venivano trasportati merci e schiavi. … Le città greche di Dobrugia, Histria, Tomi e Callatis furono costruite secondo il modello delle polis mediterranee. Ciò significava che i loro recinti erano delimitati da elementi di fortificazione, generalmente mura di pietra. All’interno della città, i quartieri erano progettati, disegnati secondo una planimetria, separati da strade. Le case potevano avere più piani, erano costruite in pietra, ma anche in argilla. … In queste città c’era un mercato centrale chiamato Agorà, dove gli abitanti si incontravano. Aree con templi dedicati a diverse divinità e, naturalmente, aree portuali che erano vitali per il commercio. Perché questa era l’attività principale in queste città. Come sappiamo da fonti dell’epoca, si vendevano cereali, pesce salato, vino, olio d’oliva, tessuti e soprattutto schiavi. Probabilmente una delle principali risorse per lo sviluppo di queste città furono gli schiavi provenienti dai territori barbari. … Anche l’agricoltura e vari mestieri erano importanti. A Callatis c’erano botteghe per la produzione di terracotta e di statuette di terracotta dipinta. Certamente producevano tessuti preziosi e gioielli. Possiamo pensare ai momenti probabilmente più belli che erano le festività religiose, che si svolgevano secondo un calendario ben noto e che erano festività pubbliche a cui partecipava tutta la comunità”, conclude Maria-Magdalena Ștefan.

Callatis rimane una città silenziosa, nascosta sotto la città odierna, ma essenziale per capire chi siamo stati e come mondi diversi si sono incontrati qui. Attraverso le sue vestigia e la ricerca archeologica, questa antica città continua a parlarci di memoria, identità e del profondo legame tra passato e presente: un invito aperto a vedere Mangalia non solo come un luogo di vacanza, ma come uno spazio di storia viva.

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