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La settimana 16 – 21/02/2026

Il presidente Nicușor Dan al Consiglio per la Pace / La riforma delle pensioni dei magistrati, conforme alla Costituzione / La Romania è in recessione tecnica / Episodio invernale / 2026 – l’Anno Brâncuși

Sguardo sulla settimana
Sguardo sulla settimana

, 21.02.2026, 07:00

Il presidente Nicușor Dan al Consiglio per la Pace
Giovedì il presidente Nicușor Dan ha rappresentato la Romania, in qualità di Paese osservatore, al Consiglio per la Pace istituito dal leader statunitense Donald Trump. Il Consiglio ha lo scopo di porre fine alla guerra di Gaza e di avviare il processo di ricostruzione dell’enclave palestinese, colpita dalla guerra. “Insieme possiamo realizzare il sogno di portare un’armonia duratura in una regione scossa da secoli di guerre, sofferenze e massacri. In totale, sono 3.000 anni”, ha dichiarato Donald Trump. Durante la riunione a Washington, il presidente Nicușor Dan ha brevemente presentato con che cosa può contribuire la Romania a questo sforzo. Può aumentare il numero di voli per salvare i bambini malati, che potrebbero essere curati negli ospedali romeni. Può ampliare il programma di borse di studio per studenti palestinesi. Può fornire competenze e attrezzature per ricostruire il sistema di emergenza – ambulanze o vigili del fuoco –, può ricostruire scuole in Gaza o aiutare a ricostruire istituzioni come la polizia, la giustizia o la pubblica amministrazione. La Romania – ha precisato il presidente Nicușor Dan – ha tradizionalmente buoni rapporti sia con il popolo israeliano che con quello palestinese, il che rappresenta un vantaggio. Le stime di Reuters per la ricostruzione di Gaza, ridotta in rovina dopo due anni di guerra, ammontano a circa 70 miliardi di dollari.

La riforma delle pensioni dei magistrati, conforme alla Costituzione
La classe politica con a capo il presidente Nicuşor Dan e il premier Ilie Bolojan, ha accolto con favore, mercoledì, la decisione della Corte Costituzionale della Romania, che ha dichiarato conforme alla Costituzione il ddl del Governo sulla riforma delle pensioni dei magistrati. Il progetto prevede l’innalzamento graduale, a 65 anni, dell’età pensionabile di giudici e pubblici ministeri. L’importo della loro pensione non può più superare il 70% dell’indennità netta percepita nell’ultimo mese di attività. Il progetto aveva ricevuto parere negativo dal Consiglio Superiore della Magistratura e la CCR aveva rinviato la sua decisione cinque volte, nel contesto in cui dalla sua adozione dipendeva lo sblocco di oltre 230 milioni di euro dal PNRR. Dopo il successo registrato alla Corte Costituzionale nel caso dei magistrati, il Governo intende ora eliminare anche le altre pensioni speciali. Il premier Bolojan ha annunciato che tutti i sistemi che consentono il pensionamento a 50-52 anni e una pensione pari all’ultimo stipendio devono essere rivisti. Sono presi di mira i dipendenti delle istituzioni pubbliche nei settori della difesa, dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale. D’altra parte, il Ministero dello Sviluppo di Bucarest ha sottoposto a dibattito pubblico la bozza di ordinanza d’urgenza che mira a un’altra riforma: quella dell’amministrazione. Il documento prevede una riduzione del 10% del numero di posizioni occupate nella pubblica amministrazione locale e la stessa percentuale delle spese per il personale a livello centrale. Secondo il ministro Cseke Attila, l’obiettivo è una pubblica amministrazione più snella ed efficiente, un maggiore decentramento per le autorità pubbliche locali e la loro sostenibilità finanziaria.

La Romania è in recessione tecnica
Sebbene il PIL della Romania per l’intero 2025 sia stato superiore dello 0,6% rispetto al 2024, nel quarto trimestre è stato inferiore dell’1,9% rispetto al terzo trimestre, anch’esso in calo, secondo i dati ufficiali pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica. In termini economici, ciò significa che la Romania è entrata in recessione tecnica. Secondo gli specialisti, ciò non implica automaticamente una grave crisi, ma indica un rallentamento dell’economia, costituendo quindi un segnale di allarme statistico. Il premier Ilie Bolojan ha affermato che la recessione tecnica temporanea fa parte del costo previsto e inevitabile della transizione da un modello basato su deficit e consumi a uno sostenuto da investimenti, produttività, esportazioni e disciplina di bilancio. All’opposizione parlamentare, la formazione AUR ha ricordato che, parallelamente, la Romania sta affrontando l’inflazione più alta d’Europa. Mercoledì, la Banca Centrale della Romania ha rivisto al rialzo le sue previsioni inflazionistiche per la fine di quest’anno, dal 3,7 al 3,9%, e prevede il 2,9% alla fine del 2027. Il governatore Mugur Isărescu ha affermato che, per evitare la recessione, è necessaria la stabilità politica e che la riduzione della domanda e dei consumi deve essere compensata dagli investimenti pubblici, in particolare dai fondi europei.

Episodio invernale
La metà orientale della Romania ha affrontato questa settimana uno degli episodi invernali più duri della stagione. Dopo le nevicate abbondanti e la bufera di neve che hanno colpito il sud e il sud-est del Paese martedì, Bucarest e la confinante provincia di Ilfov sono state sotto codice rosso di neve nella prima metà di mercoledì, mentre le allerte di codice arancione e giallo sono rimaste in vigore per tutta la giornata in diverse province del sud, sud-est ed est. A Bucarest, ha nevicato in poche ore come non accadeva da oltre 18 anni. Lo strato di neve è arrivato a quasi mezzo metro. In oltre 170 località di 23 province e nella capitale, centinaia di alberi e decine di pali di elettricità sono caduti, oltre 10.000 case sono rimaste senza energia elettrica e alcune scuole hanno tenuto lezioni online o hanno sospeso le loro attività. Alcuni treni di passeggeri sono stati cancellati e altri hanno registrati ritardi significativi. Tratti di autostrade e strade nazionali sono stati parzialmente chiusi. I voli dall’aeroporto internazionale Henri Coandă di Bucarest hanno avuto ritardi, i porti di Costanza sul Mar Nero sono stati chiusi e le manovre sul canale di Sulina, sul Danubio, sono state sospese.

2026 – l’Anno Brâncuși
“L’Anno Constantin Brâncuși” è ufficialmente iniziato giovedì, in occasione del 150° anniversario della nascita dello scultore. Nel corso del 2026 sono stati annunciati numerosi eventi che rifletteranno il pensiero e l’eredità spirituale di colui che è considerato il padre della scultura moderna mondiale. Gli eventi si svolgeranno sia in Romania che all’estero.

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