Carburanti, scenari per la riduzione dei prezzi
Le autorità di Bucarest stanno valutando piani per ridurre i prezzi dei carburanti.
Leyla Cheamil, 10.03.2026, 09:55
Il conflitto in Medio Oriente ha determinato una serie di cambiamenti negativi sul mercato dei carburanti, portando all’aumento della quotazione del barile di petrolio Brent del Mare del Nord. Lunedì aveva raggiunto i 119 dollari, il livello più alto da luglio 2022, per poi scendere martedì a 93 dollari al barile. L’aumento è stato generato dai timori che il prolungarsi della guerra in Medio Oriente possa perturbare fortemente i mercati energetici e ledere la crescita dell’economia mondiale.
In Romania, rispetto alla settimana scorsa, il prezzo del gasolio è aumentato in media di 10 bani al litro, arrivando in alcune stazioni di servizio a oltre 8,70 lei per il diesel standard e a quasi 9,40 lei per il premium. Per quanto riguarda la benzina, l’aumento è stato di soli 5 bani. Diverse stazioni di rifornimento vendono la benzina standard a 8,37 lei al litro e quella premium a 9,10 lei.
In queste condizioni, le autorità di Bucarest stanno monitorando l’aumento dei prezzi dei carburanti. Recentemente, il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, ha dichiarato che lo Stato sta valutando diversi scenari per prevenire un ulteriore aumento del prezzo alla pompa, già presentati al ministro delle Finanze e al premierIlie Bolojan.
Uno degli scenari sarebbe la riduzione delle accise e delle tasse sui carburanti per un periodo di tempo limitato. Tuttavia, il presidente Nicușor Dan ritiene che non si ponga il problema di un intervento sulla componente di tasse e accise sui carburanti e ha precisato che la situazione è monitorata dal Consiglio della Concorrenza.
Bogdan Ivan ha inoltre precisato che una delle varianti di lavoro riguarda i trasportatori e gli agricoltori, le categorie più colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti, per i quali segue un intenso lavoro in questa primavera, poiché le attività si sovrappongono.
D’altronde, la Confederazione degli Operatori e dei Trasportatori Autorizzati della Romania chiede al governo di ridurre le accise sui carburanti, sostenendo che si potrebbe arrivare a blocchi nella catena di approvvigionamento delle merci.
I consumatori di tutto il mondo stanno risentendo delle conseguenze dell’impennata dei prezzi dei carburanti. Secondo gli specialisti, l’aumento delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali alimenterà l’inflazione in Romania nei prossimi mesi e metterà pressione sui budget delle famiglie, nel contesto della forte dipendenza dai combustibili fossili e degli investimenti insufficienti nelle alternative energetiche.
Il professore universitario di economia Cristian Păun ha dichiarato all’agenzia Agerpres che, se la situazione in Medio Oriente si risolverà rapidamente, è molto probabile che le cose tornino alla normalità. Se invece il conflitto dovesse prolungarsi, probabilmente il prezzo si stabilizzerà per un lungo periodo intorno ai livelli attuali, e allora ognuno dovrà trovare soluzioni di fronte a questi prezzi molto elevati alla pompa.