La Romania e le minacce della guerra in Iran
Non esistono minacce dirette alla Romania da parte dell’Iran, e i cittadini romeni possono continuare a sentirsi al sicuro – assicura la ministra degli Esteri, Oana Țoiu.
Roxana Vasile, 19.03.2026, 11:31
Il conflitto in Medio Oriente domina, di gran lunga, l’agenda politica dei leader di buona parte del mondo, preoccupati sia per le ostilità militari nella regione, sia per le loro ripercussioni economiche.
Per quanto riguarda la Romania, questo fine settimana a Bruxelles, dopo un incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, il presidente Nicușor Dan ha in programma la partecipazione alla riunione del Consiglio Europeo e al Vertice Euro in formato esteso, dedicati anche alle modalità attraverso cui l’Unione Europea può contribuire alla riduzione delle tensioni e alla stabilizzazione della situazione in Oriente.
Altri punti importanti delle discussioni riguardano l’impatto del conflitto sull’economia globale, sull’inflazione, sui prezzi dell’energia e sui flussi commerciali, nonché la necessità di proteggere i cittadini europei, inclusi i romeni, presenti nella zona.
Nel frattempo, a Bucarest, la ministra degli Esteri Oana Țoiu ha precisato che l’ambasciatrice di Romania a Teheran è stata portata nel Paese dopo l’intensificarsi del conflitto, ma che in Iran è tuttora presente personale diplomatico per assistere i cittadini romeni che si trovano lì.
D’altra parte, il capo della diplomazia ha ribadito che non esistono minacce dirette alla Romania da parte dell’Iran e che i romeni possono continuare a sentirsi al sicuro a casa loro. “La conversazione tra la stampa e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano non ha avuto una risposta riguardante ritorsioni dal punto di vista militare. Si è riferita esplicitamente a conseguenze di natura politica e giuridica, il che significa un’ulteriore conversazione in sede delle Nazioni Unite” – ha precisato Oana Țoiu.
All’inizio della settimana, Teheran ha avvertito che la Romania potrebbe rispondere dal punto di vista politico e giuridico, dopo aver consentito agli Stati Uniti di utilizzare basi sul territorio nazionale per operazioni in Medio Oriente. La Romania non è parte del conflitto in corso, per la cui de-escalation si è pronunciata sin dal primo giorno – ha sottolineato la diplomazia di Bucarest, evidenziando che lo scudo antimissile americano di Deveselu (sud) è stato concepito come elemento strettamente difensivo, motivo per cui gli Stati Uniti possono legalmente beneficiarne.
“Negli ultimi giorni, insieme agli Stati Uniti, abbiamo rafforzato le nostre capacità di difesa. Dal 2016, la Romania ha uno scudo antimissile, accanto agli Stati Uniti d’America, a Deveselu, e continueremo a offrire accesso per equipaggiamenti non cinetici. (…) È importante, quando abbiamo partenariati strategici – e la Romania e gli Stati Uniti hanno un partenariato strategico da molto tempo – nel caso di capacità esclusivamente difensive, utilizzare questa cosa” – ha aggiunto Oana Țoiu.
Anche il ministro della Difesa, Radu Miruţă, ha sostenuto che il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano si sarebbe riferito a ritorsioni di natura giuridica e politica, non militare, rischio sul quale il ministro ha affermato che finora non esistono informazioni.