Più sicurezza per la Romania
La Camera dei Deputati ha discusso la proposta del Parlamento Europeo riguardante la mobilità militare.
Ştefan Stoica, 24.03.2026, 11:08
Fino alla metà della prossima settimana, le Forze Navali Romene organizzano la più ampia esercitazione multinazionale di addestramento annuale, “Sea Shield 2026”. Partecipano oltre 2.500 militari provenienti dalla Romania e da altri 12 paesi partner, con 48 navi e imbarcazioni, 64 veicoli da combattimento, 10 aerei e 10 sistemi autonomi senza pilota. L’obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione e le procedure operative comuni. Il ministro della Difesa, Radu Miruță, ha dichiarato a Radio Romania che l’esercitazione, intitolata “Scudo marittimo”, trasmette un messaggio forte: esistono interoperabilità e capacità di azione, disponibilità ad apprendere gli uni dagli altri e interesse affinché i militari degli eserciti dei paesi NATO lavorino e combattano fianco a fianco in qualsiasi condizione.
Allo stesso tempo, l’esercitazione dimostra la capacità di affrontare qualsiasi sfida nel Mar Nero, nonché una costante attenzione all’addestramento e all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato. Per quanto riguarda i grandi conflitti in corso, tra cui uno ai confini, Radu Miruță ha affermato che è normale che l’Esercito Romeno analizzi ogni scenario su come le vicende in atto possano generare conseguenze per la sicurezza regionale. Esistono rischi, ha ammesso il ministro della Difesa, ma la Romania è un paese con capacità di deterrenza, membro della NATO, che interagisce con altri stati dell’Alleanza per affrontare tali sfide.
Secondo Radu Miruță, considerando la distanza tra la Romania e quanto accade in Iran, Israele e nei paesi del Golfo, le conseguenze sul paese sono in qualche modo indirette. Tuttavia, quando scoppia un simile conflitto, ovviamente ci sono anche effetti economici, dato che fino a un quarto del volume mondiale di greggiopassa attraverso uno stretto attualmente bloccato. La Romania raffina, estrae e produce, quindi le conseguenze risultano in parte attenuate, ritiene il ministro della Difesa. Tuttavia, esse potrebbero diventare drammatiche, secondo Radu Miruță, se quanto accade in Iran dovesse protrarsi, portando all’esaurimento delle riserve proprie. Se invece il conflitto si concludesse più rapidamente, le scorte della Romania funzionerebbero come un cuscinetto per attenuare l’impatto.
Nello stesso contesto, i deputati di Bucarest hanno discusso la proposta del Parlamento Europeo sulla mobilità militare, che prevede la facilitazione del trasporto di equipaggiamenti, beni e personale militare in tutta la regione. La Romania ha un ruolo strategico nella regione e chiede un’allocazione finanziaria distinta per i lavori infrastrutturali negli stati membri NATO sul fianco orientale. Se l’opposizione populista e ultranazionalista teme che il documento sollevi problemi legati al rispetto della sovranità nazionale, i liberali (al governo) sostengono invece che esso risponda alle sfide di sicurezza dell’UE nella regione e aiuti la Romania a sviluppare la propria infrastruttura logistica.