Il femminicidio, incriminato dal Parlamento
Il Parlamento di Bucarest ha adottato la legge sulla prevenzione e sul contrasto del femminicidio.
Roxana Vasile, 26.03.2026, 11:19
Negli ultimi anni, in Romania, il numero dei casi di femminicidio portati all’attenzione pubblica dai media è aumentato in modo preoccupante. Secondo i dati statistici, nel 2025, quasi ogni settimana almeno una donna è stata uccisa, il più delle volte dal proprio partner. Allo stesso tempo, sono stati emessi oltre 11.000 ordini di protezione provvisori, ma quasi 4.000 di essi sono stati violati dagli aggressori, anche perché la violenza contro le donne era insufficientemente sanzionata o addirittura trasformata in un contesto di colpevolizzazione delle vittime.
Gli esperti del settore hanno ripetutamente richiamato l’attenzione sul fatto che la responsabilità non può essere messa sulle loro spalle e che lo stato deve invece offrire servizi reali di protezione e informazione.Numerose ong hanno sollecitato azioni concrete per prevenire la violenza domestica, e la loro principale richiesta è stata che il femminicidio venga riconosciuto come una forma distinta di crimine. Per femminicidio si intende l’uccisione di una donna per motivi legati al genere, ossia un crimine commesso per il semplice fatto che la vittima è una donna. “[…] l’intera società è stata testimone del fallimento delle autorità per quanto riguarda la sicurezza delle donne. Nei casi di femminicidio è esistita una storia di violenza, talvolta nota alle autorità o alla comunità, e questi femminicidi avrebbero potuto essere prevenuti”, dichiaravano lo scorso anno le organizzazioni non governative in un comunicato.
Mercoledì, il Parlamento di Bucarest ha adottato la legge per la prevenzione e il contrasto del femminicidio.L’atto normativo definisce il femminicidio come “l’uccisione intenzionale di una donna o la sua morte a seguito di un reato intenzionale commesso contro di lei”. Approvata dalla Camera dei Deputati come organo decisionale, la legge introduce inoltre circostanze aggravanti chiare, consentendo una punizione più severa di tali atti e rafforza la protezione dei figli delle vittime, obbligando le autorità a identificare e adottare misure di tutela per i minori coinvolti in queste situazioni.
Non da ultimo, si prevede anche l’educazione dei bambini alla prevenzione dei comportamenti abusivi, includendo per la prima volta l’uguaglianza di genere nei programmi scolastici. La deputata Silvia Mihalcea del PSD ha sottolineato che il progetto riguarda la vita e la responsabilità. “La realtà cruda, la realtà tragica è che le vittime di questa violenza estrema sono in numero schiacciante donne”, ha detto la deputata socialdemocratica.
A sua volta, la deputata Alina Gorghiu del PNL ha dichiarato che i fondi per l’acquisto dei braccialetti elettronici sono già inclusi nel bilancio del Ministero dell’Interno per quest’anno. “Abbiamo braccialetti sufficienti per le vittime, dobbiamo solo riuscire a convincerle a richiederli, perché il monitoraggio degli aggressori salva davvero vite”, ha detto la deputata liberale. La legge è ora al presidente della Romania per la promulgazione.