Il lungomare di Costanza
Costanza diventa un'atrattiva turistica, soprattutto durante la stagione estiva, quando le località balneari sono la principale meta di vacanza in Romania. Una passeggiata sul lungomare, tra il porto turistico di Tomi e il porto marittimo di Costanza, è un modo per conoscere una parte della storia della più grande città portuale romena sul Mar Nero.
Ștefan Baciu, 19.05.2026, 07:10
La principale meta di vacanza estiva in Romania è la costa del Mar Nero, con numerose località turistiche situate tra Năvodari, a nord, e Vama Veche, a sud, vicino al confine con la Bulgaria. Nella parte settentrionale della costa si trova la città di Costanza, una meta che merita di essere scoperta a piedi, soprattutto durante una passeggiata nella penisola tra il porto turistico di Tomi e il porto di Costanza. Proprio in riva al mare, sorge il Casinò, l’edificio simbolo della città, riportato al turismo lo scorso anno dopo lavori di restauro durati diversi anni. Costruito in stile Art Nouveau tra il 1904 e il 1910, su iniziativa del re Carlo I, il Casinò accoglie i suoi visitatori con spazi espositivi e sale per eventi.
A poca distanza si trova il faro genovese, un edificio dalla storia affascinante, che ci è stata raccontata dallo storico Cristian Cealera: “Il faro genovese fa parte di questa meravigliosa storia della città. La storia di Costanza non può essere raccontata senza menzionare questo obiettivo. Il faro genovese evoca un avvenimento accaduto nel Medioevo. Nel XIII secolo, Costanza, all’epoca chiamata Constancia, divenne un centro per la Repubblica Marinara di Genova, che giunse qui, nel Mar Nero, ottenendo il monopolio commerciale dall’Impero bizantino. I genovesi vennero per fare affari, apprezzarono Costanza, si stabilirono qui per alcuni anni, fecero affari fruttuosi e ovviamente, da marinai che si rispettavano, avevano bisogno di costruire un faro. Costruirono questo faro che funzionò per molti anni, ma a un certo punto la storia dei genovesi finì, furono costretti a lasciare la zona del Mar Nero. Il faro cadde in rovina gradualmente. Il mondo non ne sapeva quasi più nulla, ma a un certo punto, in epoca moderna, nel 1860-1861, a Kustenge, come si chiamava Costanza all’epoca, l’Impero ottomano iniziò a fare affari con la compagnia britannica Danube Black Sea Railway. La compagnia che doveva sfruttare il porto di Costanza e, avendo bisogno di un faro, lo costruì proprio nell’area dove si trovavano le rovine del vecchio faro genovese. Così, il faro genovese di cui oggi andiamo fieri è una costruzione moderna, ma che ricorda anche quel periodo del Medioevo.
Lo sviluppo dell’attività portuale fu seguito dalla costruzione di edifici nel centro storico di Costanza. Prima della comparsa dell’edificio del Casinò, ne fu eretto un altro edificio imponente, come ci ha riferito lo storico Cristian Cealera: “Proprio accanto al Faro Genovese, fu costruito il primo hotel della Costanza romena, l’Hotel Carol, che oggi conosciamo come Comando della Marina, un edificio imponente, inaugurato nel 1882 come Hotel Charles, perché gli inglesi c’erano ancora da queste parti e vollero in qualche modo fare un regalo al re Carlo di Romania. Questo hotel rimase in funzione per 40 anni, aperto al pubblico, dopodiché negli anni ’20 divenne proprietà della Marina romena e lo è ancora oggi. L’Hotel Carol è quindi un altro edificio impressionante che tutti i visitatori di Costanza possono ammirare ad agosto, durante le festività legate alla Giornata della Marina.”
Costanza è ricca di storie che ricordano il periodo tra le due guerre. I traghetti postali e passeggeri che collegavano la città a Istanbul, al Pireo, a Marsiglia e ad Alessandria favorirono lo sviluppo del turismo, mentre la rotta transatlantica New York-Costanza portava musicisti americani sulla costa del Mar Nero, che si esibivano con brani jazz e Charleston nei saloni e sulla terrazza del Casinò. Alcuni visitatori alloggiavano al Palace, l’hotel dei giocatori, un edificio sul lungomare che è tuttora in attesa di restauro e che ha una storia tutta sua, che vi racconteremo in un altro appuntamento.