Troni principeschi e reali
Accanto ad altri simboli del potere, il trono è il luogo in cui può essere visto il monarca, colui che incarna il potere, l'autorità e la legittimità di uno Stato. Sebbene oggi sia una repubblica, la Romania ha una eredità consistente della monarchia come forma di governo.
Steliu Lambru, 10.03.2026, 18:17
Simbolo dell’autorità monarchica, il trono occupa un posto centrale nelle rappresentazioni del potere nello spazio romeno. Prima del 1945, era una presenza naturale nello spazio pubblico. Dopo il 1947, quando Re Michele I fu costretto ad abdicare dal governo comunista e fu proclamata la repubblica, tutto ciò che riguardava il patrimonio materiale della regalità, incluso il trono, fu relegato ai margini dell’esistenza quotidiana e deriso, come tutti i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.
Di recente, il Museo Nazionale di Storia della Romania ha organizzato una mostra unica dal 1989 finora, esponendo i troni dei principi e dei re di Romania. Non si tratta di semplici sedie o poltrone personali, perché recano le insegne araldiche dello Stato romeno e dei principati storici che lo costituivano. Inoltre sono stati utilizzati dai loro occupanti, nella loro legittima veste di monarchi, in incontri ufficiali in patria e all’estero.
Il museo è riuscito a esporre sei di questi pezzi di grande valore. Cronologicamente, il primo trono è quello di Grigore IV Dimitrie Ghica, il primo romeno a regnare in Valacchia tra il 1822 e il 1828, dopo oltre un secolo di regni fanarioti. Gli specialisti non sono stati in grado di identificare la provenienza del massiccio pezzo di quercia scolpito in uno stile eclettico, con elementi del neorinascimento italiano e del neoclassicismo. Il secondo trono è quello del principe Gheorghe Bibescu, principe della Valacchia tra il 1843 e il 1848. Si tratta di un pezzo in stile Blondel, eclettico, di origine mitteleuropea. Il terzo e il quarto trono furono utilizzati dal primo principe di Moldavia e Valacchia unite, Alexandru Ioan Cuza, e da sua moglie Elena Cuza, tra il 1859 e il 1866. Furono costruiti in stile Napoleone III, anche questo uno stile eclettico. Nel 1881, la Romania divenne una monarchia e Carlo ed Elisabetta furono incoronati come primi sovrani. Nel 1890 venne avviata la costruzione di un nuovo palazzo reale e nel 1909 apparvero nella Sala del Trono il quinto e il sesto trono esposti in questa mostra, quelli di Re Carlo I e della Regina Elisabetta. I due pezzi erano realizzati in legno massello, con schienale alto e decorati con lo stemma del Regno di Romania, formato dallo scudo di Romania sovrapposto allo scudo della famiglia Hohenzollern-Sigmaringen, uno stemma sorretto da due leoni rampanti su rami di alloro.
Cornel Ilie è il direttore del Museo di Storia della Romania e ci ha fatto da guida: “Vorrei segnalare i troni più famosi, quelli di Alexandru Ioan Cuza e di Elena Cuza, che sono stati poi utilizzati per un lungo periodo anche dal Principe Carlo e dalla Principessa Elisabetta. Almeno per quanto riguarda l’inizio della storia di questi troni, le informazioni sono scarse, perché non siamo ancora riusciti a scoprire esattamente quando sono stati realizzati. Sappiamo di che materiale sono fatti questi troni e, almeno in questo modo, abbiamo alcuni punti di riferimento che ci porteranno più vicino a scoprire i dettagli su chi c’è stato dietro la creazione di questi troni.” – ci ha raccontato Cornel Ilie.
Anche i troni hanno subito le vicissitudini dei tempi, proprio come le persone. “Il trono della regina Elisabetta ha una storia molto interessante, che, in certe circostanze, è stato in qualche modo confuso con il trono di re Carlo. È vero che sembrano molto simili, ci sono differenze nelle pietre che li adornano. Tuttavia, siamo riusciti a chiarire che nei film degli anni ’70, “Haiducii lui Şaptecai” e “Zestrea domniței Ralu”, non si parla di questo trono, ma del trono di re Carlo, quello che ora si trova al museo di Golești.” – ha aggiunto Cornel Ilie.
Cornel Ilie ha voluto sottolineare la presenza del pezzo centrale di questa mostra inedita e ci ha detto: “Abbiamo anche un altro trono spettacolare, che credo sia il più famoso di tutti e sei. È il trono che i re di Romania usavano quando si recavano al Parlamento di Romania. Lo vediamo soprattutto nelle immagini degli anni ’30 in cui appare Re Carlo II.”
Durante gli anni del comunismo, gli oggetti del patrimonio reale furono utilizzati nei progetti più privi di valore, e lo stesso destino toccò anche ai troni. E gli studi cinematografici di Buftea approfittarono della scarsa considerazione di allora per il patrimonio culturale.
“Ciò che accomuna questi troni è, in qualche modo, il periodo comunista. Se oggi li vediamo tutti e sei qui, è un piccolo miracolo, perché ci sarebbero state tutte le probabilità che, a un certo punto, almeno alcuni di essi andassero perduti o distrutti. Non so chi potrebbe immaginare oggi che un trono reale, come quello di Re Carlo, sia stato semplicemente preso dagli studi cinematografici di Buftea. Non conosciamo esattamente tutta la storia dietro a tutto questo, forse la scopriremo prima o poi, ma è stato preso per essere usato come parte della scenografia dei film. È qualcosa che oggi ci sembra assurdo, ma è successo così. Quel trono era al Museo Nazionale d’Arte, qualcuno aveva bisogno di un oggetto di scena, è andato al Museo d’Arte, ha visto questo trono e ha detto che sarebbe stato bello prenderlo e usarlo nei film.” – ha affermato ancora Cornel Ilie.
I troni principeschi e reali della Romania sono arrivati oggi nel luogo che meritano. E, con la loro semplice presenza, trasmettono un forte messaggio alle generazioni future.