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Grigore Gafencu

Giurista, diplomatico, giornalista e veterano della Prima Guerra Mondiale, Grigore Gafencu fu uno dei più importanti rappresentanti del Partito Nazionale Contadino nella Romania tra le due guerre. Dopo il 1945, Gafencu fu anche uno dei leader dell'esilio romeno dopo l'insediamento del regime comunista.

Il castro romano di Micia
Il castro romano di Micia

, 24.02.2026, 11:38

La generazione di coloro che hanno lottato nelle trincee della Prima guerra mondiale ha dato alla Romania del XX secolo Grigore Gafencu, giurista, politico, diplomatico, giornalista e leader dell’esilio anticomunista dopo il 1945. Gafencu servì il suo Paese senza riserve e cercò di promuoverne gli interessi sia durante l’esercitazione delle sue funzioni ufficiali sia durante l’esilio dopo il 1945. Nacque il 30 gennaio 1892 e morì il giorno del suo compleanno, a Parigi, nel 1957, all’età di 65 anni. A 24 anni era giovane tenente e partecipò ai combattimenti della Prima Guerra Mondiale come pilota sui pochi aerei dell’epoca. Dopo la guerra, conseguì il dottorato in scienze giuridiche presso l’Università di Bucarest e lavorò nella stampa. Entrò nella politica, come membro del Partito Nazionale Contadino, fu eletto parlamentare e, durante il governo nazional-contadino del periodo 1928 – 1933, fu un alto funzionario del Ministero degli Affari Esteri. Nel 1938 entrò a far parte del partito totalitario Il Fronte della Rinascita Nazionale e, nello stesso anno, fu nominato Ministro degli Affari Esteri. Tra il 1940 e il 1941 fu ambasciatore nell’URSS e fino al 1944 si esiliò in Svizzera, a Ginevra.

Grigore Gafencu fu uno dei difensori dell’idea di un’Europa unita e scrisse diversi volumi. Nel 1944 pubblicò il libro “Preliminari della Guerra d’Oriente”, in cui proponeva progetti per organizzare l’Europa del dopoguerra in gruppi subregionali o confederazioni. Nel 1946 pubblicò il volume “Gli ultimi giorni d’Europa”, in cui descriveva i viaggi compiuti nel 1939 e nel 1940 in diverse capitali del vecchio continente. Dopo la guerra, deluso a causa del fallimento del ritorno alla democrazia in tutta Europa, Gafencu si impegnò nelle organizzazioni degli esuli romeni anticomunisti. Partecipò alla fondazione del Comitato per l’Europa Libera a New York e fu membro del Comitato Nazionale Romeno, la più importante organizzazione dei romeni dell’esilio anticomunista. Fu anche uno dei fondatori della Lega dei Romeni Liberi.

In occasione della presentazione del volume di discorsi parlamentari di Grigore Gafencu, il diplomatico Dumitru Preda ha ricordato la sua personalità: “Fu anche un eroe nella Prima Guerra Mondiale, per cui fu insignito di onorificenze. Sapeva cosa significasse combattere, aveva visto la morte con i propri occhi. Era stato lui a portare Victor Antonescu a risolvere il problema della decisione della Romania di rientrare in guerra. All’epoca, Victor Antonescu era il ministro di Romania a Parigi, ma aveva anche un legame con il governo alleato francese. Tutto ciò creò legami non solo diplomatici, ma anche spirituali tra i protagonisti di quell’epoca. Con i suoi discorsi, Gafencu ci esorta a trovare sempre qualcosa di più, un’idea che porti a un passo avanti per l’umanità. Se non abbiamo questa fiducia nello spirito umano creativo, significa essere disfattisti, significa in realtà rinunciare di fronte a forze antinazionali, antiumane.” – ha dichiarato Dumitru Preda.

Da parte sua, lo storico Constantin Hlihor ha affermato che Gafencu può essere visto anche come un politico qualsiasi: “Abbiamo a che fare con un politico, perché era anche un eccellente conoscitore della vita politica interna. Questi discorsi parlamentari, pochi se consideriamo l’intero periodo tra le due guerre, li ho letti su due piani: il discorso parlamentare di Grigore Gafencu quando era ministro o nella posizione di parlamentare e il suo discorso da parlamentare quando era all’opposizione. Quando un politico è all’opposizione, osserva, critica tutto ciò che impedisce il funzionamento di un sistema politico. Quando arriva al governo e ha a disposizione le leggi per gestire il potere conferito dal popolo per un periodo limitato, dimentica i limiti e tutti i difetti di quella legislazione.” – ha detto Constantin Hlihor.

Ma Gafencu era un politico attento a tutto ciò che poteva influenzare la grande politica del suo Paese. “Ciò che mi ha sorpreso, e questo dimostra che abbiamo a che fare con un politico di grande importanza, è che nei suoi interventi non ha omesso nessuno dei problemi a cui la società aveva bisogno di trovare una soluzione. Troveremo qui discorsi sulla legislazione in ambito economico e finanziario. Certo, è la sua prospettiva, è il suo modo di intendere la necessità di norme e regole nell’amministrazione delle finanze del Paese e il modo in cui la società doveva gestire il capitale di cui disponeva per creare prosperità per tutti.” – ha aggiunto Constantin Hlihor.

Tuttavia, Gafencu era molto attento ai principi della democrazia quando lo Stato si trovava di fronte a delle sfide e il governo era spesso costretto a ricorrere allo stato di necessità, fatto sottolineato da Constantin Hlihor: “C’è una cosa molto interessante riguardo allo stato d’assedio: a un certo punto, fa una distinzione tra la necessità di difendere l’ordine costituzionale, parla dell’ordine statale. Ma è molto interessante che affermi che non c’è bisogno di difendere un sistema politico. Con questo, ha dimostrato che quando un governo o un altro adotta leggi e norme di questo tipo, deve fare attenzione a non portare la società in una condizione in cui non sia in grado di cambiare il potere politico attraverso il consenso e la volontà dell’elettore.”

Grigore Gafencu, l’uomo dei tre mondi, quello di prima del 1918, quello tra le due guerre e quello di dopo il 1945, si è adattato ed è andato avanti. Le sue idee dovettero aspettare fino al 1989 per tornare a essere il fondamento di ciò che lui aveva auspicato.

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