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L’ultimo principe della Moldavia, Grigore Alexandru Ghica

Grigore Alexandru Ghica è stato un principe visionario della Moldavia, promotore di importanti riforme come l'emancipazione dei rom, l'abolizione della censura, la modernizzazione dell'istruzione e la fondazione della gendarmeria romena, diventando una delle figure chiave del movimento unionista del XIX secolo.

Enciclopedia RRI
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e , 25.11.2025, 07:00

Le spoglie dell’ultimo principe della Moldavia prima dell’Unione dei Principati del 1859, Grigore Alexandru Ghica (1804-1857), vengono riportate in Romania dopo 168 anni, in un’importante iniziativa simbolica e storica. La cerimonia è iniziata in Francia, presso l’Accademia della Gendarmeria, con onori militari e omaggi al principe. L’ambasciatrice di Romania a Parigi, Ioana Bivolaru, coinvolta nei preparativi delle cerimonie in Francia, ci ha dichiarato a proposito di questa iniziativa sostenuta dallo Stato romeno. “Attraverso questo rimpatrio, la Romania trasmette un appello affinché si mantenga viva la memoria di una personalità che ha dato un contributo importante alla storia della Romania moderna”, ha detto Ioana Bivolaru.

Per lo Stato romeno, il momento del rimpatrio delle spoglie del principe rappresenta un atto di recupero della memoria di un riformatore essenziale della modernità romena. Grigore Alexandru Ghica regnò con il nome di Grigore V Ghica, in due periodi: maggio 1849-ottobre 1853 e ottobre 1854-3 giugno 1856. Era figlio del grande cacelliere Alexandru Constantin Ghica, protettore del teatro romeno ai suoi albori. Studiò in Germania e, dopo il ritorno in patria, ricoprì alte cariche presso la corte principesca.

Come principe ebbe grandi successi per quell’epoca, nel contesto della modernizzazione dei Principati romeni. Tra questi, menzioniamo l’emancipazione dei Rom: nel 1855 richiese la legge sull’abolizione della schiavitù dei rom. La legge fu votata all’unanimità. Di queste realizzazioni ci ha parlato anche Mihai Ghyka, pronipote del principe. “È stato praticamente uno degli europei prima della nascita dell’Europa. Grigore Alexandru Ghica è colui che ha fondato la Gendarmeria romena e la Banca Nazionale. È colui che ha liberato gli zingari e, allo stesso tempo, è colui che ha abolito la censura, cose che erano nello spirito del tempo e in connessione con le nazioni dell’Europa occidentale e che hanno liberato la Romania dalla dipendenza dal potere turco e austriaco, che a quel tempo decidevano tutto nei Principati Romeni”, afferma Mihai Ghyka.

Il principe Grigore Alexandru Ghica emanò l’atto che aboliva la censura il 24 febbraio 1856. Promulgò la prima legge sulla Gendarmeria, diventando così il fondatore della Gendarmeria romena. Portò il telegrafo nei Principati romeni, con l’aiuto di ingegneri francesi. Riformò l’agricoltura, regolamentando i rapporti tra proprietari e lavoratori, riducendo le giornate lavorative, abolendo la decima e impedendo l’impiego dei contadini per lavori diversi da quelli agricoli.

A queste importanti riforme ha accennato anche il presidente della Romania, Nicușor Dan,  nel suo discorso in occasione del rimpatrio delle spoglie del principe. “Siamo qui in occasione del rimpatrio delle spoglie del principe della Moldavia, Grigore Alexandru Ghica, ultimo principe della Moldavia prima dell’Unione del gennaio 1859. Ed è un’occasione per ricordare che la costruzione della Romania moderna iniziò prima del gennaio 1859. Ecco alcune decisioni importanti prese dal principe Ghica o alle quali partecipò: l’abolizione della censura, la fondazione di unità mediche specializzate – la maternità, l’istituzione della Scuola di Ingegneria Stradale e Edile. Audaci riforme sociali: l’abolizione della schiavitù degli zingari. La creazione della Gendarmeria, che era un’istituzione per la pace interna, ma composta da persone preparate a battaglie più grandi, in un’epoca in cui le forze armate romene erano limitate dagli accordi delle grandi potenze. Dobbiamo anche dire alcune cose sulle riforme sociali: il coraggio di abbassare le tasse, la decima per chi lavorava la terra e le tasse doganali, le cosiddette tasse sulla circolazione delle merci. Ma dobbiamo insistere, a mio avviso, sull’Unione del 1859. Poiché l’Unione del 1859 non è caduta dal cielo, non è stata un regalo fatto alla Romania. Perché si realizzasse, ci sono stati alcuni politici che hanno agito in questa direzione e il principe Ghica fu uno di questi”, ha detto il presidente.

Grigore Alexandru Ghica fu anche un riformatore dell’istruzione, gettando le basi dell’istruzione moderna nel Principato della Moldavia. Fece costruire scuole elementari e primarie, fondò le prime due facoltà: Giurisprudenza e Filosofia, e sviluppò l’istruzione medica attraverso l’Istituto Gregoriano, la scuola di chirurgia, la scuola per ostetriche e l’ospizio per gli infermi. Apportò il suo contributo anche alle infrastrutture, alla pianificazione urbana e all’amministrazione, facendo costruire la caserma di Copou, Iași, sviluppando il sistema di sfruttamento delle miniere di sale e riducendo i dazi doganali per stimolare il commercio. Fu un fermo sostenitore dell’Unione dei Principati Romeni. Appoggiò il movimento unionista, muovendo i primi passi verso l’unione della Moldavia con la Valacchia, entrando così in conflitto con la Porta Ottomana a causa del suo attivismo unionista. Come ha sottolineato anche il pronipote del principe, Mihai Ghyka, “fu, senza dubbio, un sostenitore dell’idea della generazione 1848 che desiderava con tutto il cuore l’unificazione dei Principati e la sovranità della Romania. Mise da parte i suoi interessi personali e lottò per portare intorno a sé persone educate a Berlino o a Parigi, e le istituzioni francesi furono l’ispirazione per il suo regno.”

L’ultimo principe della Moldavia, Grigore Alexandru Ghica, rimane una personalità di spicco del XIX secolo, un leader che ha messo il bene pubblico al di sopra di ogni altra cosa. Oggi, con il suo ritorno simbolico, la Romania riafferma il suo rispetto per coloro che hanno costruito, con visione e coraggio, le fondamenta dello Stato moderno.

Fonte foto: eteatru.ro
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