Gli aiuti occidentali in tempo di guerra
Il sostegno di Stati Uniti ed Europa ha permesso a Kiev di resistere per oltre quattro anni e mezzo contro un esercito russo di gran lunga più vasto. Ora sorge una domanda: quanto è solido questo sostegno e in che misura può realmente modificare l'andamento del conflitto?
Corina Cristea, 02.10.2026, 21:45
Lo scontro al fronte non è più soltanto una battaglia per il territorio, ma anche una sfida tecnologica senza precedenti. Droni, intelligenza artificiale, guerra elettronica e missili a lungo raggio stanno ridefinendo le regole d’ingaggio. In questa corsa, l’Ucraina cerca di trasformare il sostegno occidentale in un vantaggio decisivo, affrontando al contempo la pressione al fronte, i bombardamenti sulle città e una guerra sistematica contro le proprie infrastrutture energetiche. L’analista militare Radu Tudor parla del sostegno occidentale: „Si tratta di un sostegno militare, finanziario, logistico ed economico interamente a favore dell’Ucraina. Abbiamo prove evidenti che l’eroismo degli ucraini nel difendere il proprio Paese e la propria integrità territoriale non avrebbe potuto concretizzarsi in questo modo senza un massiccio sostegno occidentale. Centinaia di miliardi di euro e dollari sono affluiti in Ucraina, un Paese duramente colpito da questa sanguinosa guerra d’invasione lanciata dalla Russia sul suolo ucraino. Quando Vladimir Putin ha scatenato questa guerra illegale, immaginava di conquistare e travolgere l’Ucraina in tre giorni. Ebbene, sono trascorsi più di quattro anni e mezzo e l’Ucraina non solo sta tenendo duro, ma sta iniziando a impartire alla Russia una lezione dolorosa e a impiegare moderni sistemi d’arma. Anche l’Occidente ha dovuto intensificare il proprio impegno, poiché il sostegno fornito finora era guidato da un principio — diciamo — discutibile: quello di non provocare la Russia. La Russia ha già inflitto danni immensi — nell’ordine di centinaia di miliardi — all’Ucraina e ha scatenato una guerra che ha scosso l’intera Europa; eppure, le nazioni occidentali avevano dichiarato che non avrebbero fornito missili a lungo raggio e ad alta efficacia, capaci di colpire obiettivi all’interno della Federazione Russa. Questa esitazione dell’Occidente ha contribuito a prolungare il conflitto — dato che è evidente che Putin non lo fermerà di sua iniziativa — ma se l’Ucraina disponesse di capacità difensive più solide e della possibilità di colpire obiettivi strategici all’interno della Russia — azioni del tutto lecite e conformi alle convenzioni internazionali… …un Paese invaso e attaccato ha il diritto di difendersi… …allora potremmo ricevere ottime notizie dall’Ucraina molto presto.”
Durante la riunione della cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” tenutasi a Kiev — organizzata in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina — sono stati assunti impegni per trasformare il sostegno a Kiev da una politica basata principalmente sulla fornitura di armamenti in un partenariato industriale e tecnologico a lungo termine. Londra concederà l’accesso alle tecnologie riservate necessarie per produrre i missili da crociera Storm Shadow in Ucraina, mentre Parigi potrà fornire dati tecnici sul missile SCALP, un’arma con una gittata superiore ai 250 chilometri. “Ritengo che questo passo avrebbe dovuto essere compiuto prima”, afferma l’analista militare Radu Tudor: „Le nazioni occidentali avrebbero dovuto includere il trasferimento di tecnologie nei centinaia di miliardi di aiuti forniti all’Ucraina. “Voi, ucraini, producete le vostre armi per l’autodifesa, ma noi vi forniamo tecnologie all’avanguardia”: è esattamente ciò che è stato chiesto. Ritengo che un trasferimento di tecnologie occidentali all’Ucraina non prolungherebbe la guerra, ma al contrario la accorcerebbe. Se l’Ucraina — anche nelle condizioni attuali — riesce a colpire obiettivi strategici, allora, disponendo di tecnologie e missili occidentali avanzati, potrebbe costringere la Russia a piegarsi molto rapidamente. Purtroppo, Putin comprende solo il linguaggio della forza; di fronte all’enorme disparità di capacità e alla forza dimostrata dall’Ucraina, potrebbe essere indotto a cercare una soluzione pacifica: quella stessa pace che tutti desideriamo. Gli ucraini la desiderano più di chiunque altro, ma anche noi della comunità euro-atlantica la desideriamo altrettanto, al loro fianco.”
Se durante i primi due anni dell’invasione gli Stati Uniti sono stati il principale fornitore di armamenti avanzati all’Ucraina, nel 2026 il quadro appare diverso. L’Europa è diventata il pilastro fondamentale del sostegno a Kiev, sebbene l’accesso dell’Ucraina a determinati sistemi americani rimanga essenziale, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea. Ed è proprio in questo ambito che risiede una delle vulnerabilità chiave, come sottolinea Radu Tudor: “Ritengo che la maggiore vulnerabilità degli ucraini, in questo momento, risieda nei loro sistemi antimissile. La carneficina quotidiana inflitta dai russi ai civili a Kiev e in molte altre città è dovuta in parte al fatto che l’Ucraina ha esaurito le proprie scorte di armamenti e munizioni antimissile. Ciò spiega gli insistenti appelli di Volodymyr Zelenskyy agli Stati Uniti e alle altre nazioni: ‘Forniteci i sistemi Patriot’. Con 30 sistemi Patriot, l’Ucraina potrebbe difendere l’intero territorio dai missili da crociera e ipersonici lanciati dalla Russia. Poiché questa capacità manca – e poiché alle nazioni occidentali difetta la ferma volontà di fornire tali sistemi – questi armamenti rimangono nei depositi. La Romania ha dato l’esempio in tal senso: dei sette sistemi acquistati, ne abbiamo donato uno all’Ucraina. Naturalmente, vi sono altre nazioni con economie ben più solide della nostra che potrebbero compiere un gesto analogo. La Germania ha fornito tre sistemi e i Paesi Bassi uno – iniziative molto apprezzate – ma se ogni Stato membro della NATO compisse un gesto simile, l’Ucraina sarebbe protetta al 100%.”
D’altra parte, in questo scenario, l’Ucraina offre all’Occidente qualcosa che non può essere simulato su un campo di addestramento: l’esperienza di una guerra reale ad alta intensità; le lezioni apprese dalle truppe ucraine vengono ora insegnate negli Stati membri della NATO.