L’arte delle uova dipinte
Dal 29 marzo al 15 aprile 2026, presso il Castello di Vianden di Lussemburgo è aperta la mostra “L'arte delle uova dipinte in Romania”
Ana-Maria Cononovici, 01.04.2026, 07:00
Il Museo del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, l’Ambasciata di Romania nel Granducato di Lussemburgo e l’Istituto Culturale Romeno di Bruxelles organizzano, durante le feste pasquali, dal 29 marzo al 15 aprile 2026, la mostra “L’arte delle uova dipinte in Romania”, allestita nella Sala dei Cavalieri del Castello di Vianden di Lussemburgo.
La prof.ssa Paula Popoiu, direttrice del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, ci ha parlato della partecipazione della Romania: “Si tratta di una mostra organizzata al Castello di Vianden, in Lussemburgo, un luogo prestigioso non solo per la cultura europea, ma anche molto visitato. Come ben sappiamo, Lussemburgo è una città internazionalizzata, con numerose istituzioni europee, quindi la mostra è visitata non solo dai lussemburghesi, ma anche dai romeni che si trovano qui. È una mostra che ha portato a Lussemburgo la raffinatezza e la delicatezza delle uova dipinte, un’arte prevalentemente femminile, poiché le uova vengono dipinte principalmente dalle donne in occasione della Pasqua. Abbiamo quindi creato il contesto che ha dato vita a quest’arte della raffinatezza e della precisione, ma non dobbiamo dimenticare che l’uovo ha anche un carattere rituale. È un’antica tradizione, precedente al Cristianesimo, che si carica di nuovi significati una volta inserita dalla religione cristiana.” – ha detto Paula Popoiu.
Pochi rituali contemporanei racchiudono in sé la profondità dei simboli, la vicinanza al sacro e il legame con un ritmo ancestrale come la pratica di dipingere le uova di Pasqua, un’arte che continua a sopravvivere, in varie forme, nell’Europa centrale. L’arte popolare di dipingere le uova è portata alla perfezione artistica ed estetica ed è tuttora praticata attivamente in alcune zone della Romania, tutelata e promossa come parte del patrimonio immateriale nazionale.
“Abbiamo portato qui uova da tutte le regioni del paese, naturalmente, prima di tutto, dalla Bucovina, dove si trovano le più belle uova dipinte, ma anche con i simboli più interessanti e antichi. Abbiamo parlato della simbolistica dell’uovo primordiale, e nella nostra mostra abbiamo parlato anche di motivi decorativi, di altri motivi che compaiono nell’evoluzione di quest’arte, ma che non perdono il loro significato. E naturalmente abbiamo avuto successo, perché qui, al Castello di Vianden, si tengono con una certa frequenza mostre organizzate insieme a musei romeni. Direi che abbiamo avuto anche questa straordinaria opportunità di parlare della Romania e del Museo del Villaggio. Abbiamo portato con noi quella che viene chiamata cultura tradizionale romena, ma anche qualcosa di più: abbiamo creato un ponte tra due culture, un ponte tra due popoli.” – ha aggiunto la professoressa Paula Popoiu, direttrice del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest.
“Oltre alle 300 uova, provenienti dalle collezioni del museo e da collezioni private, sono esposti anche ceramiche e tessuti, perché abbiamo collegato il motivo decorativo presente sui tessuti a quello che viene ripreso sulle uova. Abbiamo anche voluto dare alla mostra un carattere didattico, non solo antropologico, spiegando il significato di questo motivo decorativo, che ritroviamo sulle uova ma anche su altri manufatti. Sono esposti anche alcuni oggetti in legno intagliato. In totale, ci sono circa 350 oggetti, ma sono così tanti perché stiamo parlando di uova dipinte e dovevamo allestire la mostra in modo da illustrare tutte le zone del paese.” – ha detto ancora la professoressa Paula Popoiu, direttrice del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest.
La nostra interlocutrice ha menzionato che la mostra a Lussemburgo ha anche un carattere didattico e interattivo: “Dicevo che la mostra ha anche un valore didattico, perché partiamo dall’uovo rosso, il vero uovo rituale, per poi passare ai tanti colori, ognuno dei quali ha un significato, ma soprattutto ci concentriamo sulla tecnica della pittura a cera d’api, tipica della Bucovina che è anche la più complessa. Va detto che all’interno della mostra si terranno anche dei laboratori di pittura su uova, a cura della nostra collaboratrice, l’artigiana Elena Aneci. Sono convinta che riscuoteranno un grande successo nei prossimi giorni.”
In Romania esistono diverse tecniche di decorazione delle uova e numerosi modelli tradizionali. A seconda della tecnica, troviamo uova dipinte con cera (tecnica tradizionale), uova maculate (tecnica del fazzoletto), uova tinte con coloranti naturali (foglie di cipolla), uova decorate con perline: una tecnica più moderna in cui le uova vengono decorate applicando meticolosamente perline colorate per creare motivi geometrici o floreali, uova dipinte con colori acrilici o tempera, uova con applicazioni (a rilievo). A seconda del tipo di uovo utilizzato, i più frequentemente impiegati per la decorazione sono le uova di gallina, ma vengono dipinte anche uova d’oca, d’anatra e di struzzo, utilizzate per le loro dimensioni maggiori che consentono disegni molto più dettagliati e complessi. Esistono anche uova di legno dipinto e persino uova rare; in collezioni speciali si possono trovare uova di emù, nandu o persino uova fossilizzate.