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Record negativi tra i pensionati

Secondo il Ministero del Lavoro, a fine giugno 2021, in Romania c'erano più di 61.000 pensionati in meno rispetto al primo semestre del 2020. Si tratta del maggior calo del numero di pensionati dal 2013 ad oggi.

Record negativi tra i pensionati
Record negativi tra i pensionati

, 12.11.2021, 08:00

Secondo il Ministero del Lavoro, a fine giugno 2021, in Romania cerano più di 61.000 pensionati in meno rispetto al primo semestre del 2020. Si tratta del maggior calo del numero di pensionati dal 2013 ad oggi. Siccome la pandemia di Covid-19 continua, il decesso è tra le principali cause delle uscite dal sistema, come vengono chiamate nel linguaggio burocratico, come conferma anche dallanalista economico Cătălin Ghinăraru. “Le uscite dal sistema sono sia naturali, sia dovute al fatto che non vengono più riuniti i requisiti legali. E parlo specialmente delle pensioni di inabilità lavorativa. In questo caso, il pensionamento non è definitivo, cioè la persona temporaneamente incapace di lavorare in seguito a un incidente o a una malattia non è pensionata per sempre. Ci sono verifiche periodiche e, periodicamente, la rispettiva persona dovrebbe presentarsi davanti a una commissione per una nuova valutazione. Cè lobbligo legale di presentarsi. Se si constata che la rispettiva persona non riunisce più i requisiti ed è di nuovo capace di lavorare, allora esce dal sistema pensionistico.”



Se guardiamo, però, limmagine dinsieme del sistema pensionistico, constatiamo anche un calo delle entrate nel sistema, ossia del tasso di pensionamento negli ultimi anni. Delle cause ci parla sempre Cătălin Ghinăraru. “Cè una causalegata al contesto, ma il numero di pensionati è in calo da tempo, e queste modifiche strutturali erano già avvenute nel primo decennio di questo secolo. Innanzittutto hanno cominiciato a farsi sentire gli effetti delle leggi 19 e 263 che riguardano linnalzamento delletà pensionabile standard sin dal 2015. Quindi siamo giunti a 65 anni per gli uomini ed è in crescita per le donne che, secondo i provvedimenti della Legge 260, giungerà a 63 anni entro il 2030. Inoltre, come sapete, secondo una decisione della Corte Costituzionale, le donne possono optare per lavorare fino ai 65 anni per una partità con gli uomini, almeno a livello di opzione. Quindi, cè stato un innalzamento delletà pensionabile standard, il che significa che gli uomini e le donne restano di più sul mercato del lavoro. Sono state, inoltre, inasprite le condizioni di pensionamento per inabilità lavorativa. Oltre al fattore congiunturale, legato alla pandemia, che porta a una sovramortalità tra gli anziani, ci sono cause strutturali legate alla riforma del Sistema pensionistico pubblico i cui effetti si sono fatti sentire in questo periodo.”



Colpita da una crisi demografica in corso, come molti altri stati sviluppati, la Romania ha, comunque, un rapporto squilibrato tra il numero dei pensionati e quello dei salariati. Perciò, a prima vista, il calo del numero di pensionati può sembrare una buona notizia. “Il rapporto tra le persone attive e quelle inattive o i pensionati non è molto favorevole in Romania. Il fatto che il numero di pensionati sia in lieve calo è, tuttavia, diciamo, incoraggiante. Noi abbiamo un problema legato alla sostenibilità di questo sistema pensionistico, ma va precisata una cosa molto importante: questa tendenza non si manterrà per molto tempo perchè ci stiamo avvicinando man mano al 2030 e poi al 2032. Soprattutto a partire dal 2032, cominceranno ad andare in pensione le generazioni più anziane o molto numerose. Si tratta di quelli nati alla fine degli anni 60, che raggiungeranno allora letà standard di pensionamento, intorno al 2032. E allora avremo un gran numero di pensionati se le condizioni per letà stardard di pensionamento permangono”, ha spiegato Cătălin Ghinăraru.



Perciò, ultimamente, si discute nuovamente della modifica della legge, nel senso dellallungamento del periodo contributivo e, implicitamente, dellinnalzamento delletà pensionabile standard. Ciononostante, lidea di innalzare gradualmente letà pensionabile fino a circa 70 anni incontra una resistenza abbastanza forte da parte della popolazione. Come vede la situazione lanalista economicoCătălin Ghinăraru? “Questidea non è stata ben accolta neanche in altri Paesi, nè da noi. È comprensibile perchè linnalzamento delletà pensionabile standard significa lallungamento del periodo contributivo fino a 40 anni di lavoro. È un periodo molto lungo nel contesto in cui la situazione sul mercato del lavoro in Romania non è la più fortunata. Certo che molti si chiedono se riusciranno a completare il periodo contributivo. Perciò, anche nella legge attuale e anche nel progetto della prossima legge appare la possibilità di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione. È vero che in in fin dei conti anche il comportamento potrebbe modificare nel tempo. È molto psosibile che le generazioni più anziane, nate negli anni 60-70, la pensino diversamente dalle precedenti generazioni, perchè sono giunte sul mercato del lavoro e hanno svolto la loro attività in condizioni di libero mercato.”



Per ora è, però, difficile da anticipare quali saranno lopzione e il comportamento di queste generazioni una volta giunte vicino al pensionamento. Resta, inoltre, da vedere, quali modifiche legislative saranno adottate e come influiranno sul modo in cui la gente vede il pensionamento.


sursa foto mapn.ro
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