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La Biblioteca dell’Accademia Romena tra il 1948 e il 1989

La Biblioteca dell'Accademia Romena fu fondata nel 1867, un anno dopo la fondazione dell'Accademia Romena, e, nell'arco di quasi 160 anni, ha subito cambiamenti legati alle vicissitudini o ai momenti gloriosi della storia.

Pagine di storia
Pagine di storia

, 27.10.2025, 08:23

Con oltre 14 milioni di documenti, la Biblioteca dell’Accademia Romena custodisce la più preziosa collezione di documenti della Romania. Fu fondata nel 1867, un anno dopo la fondazione dell’Accademia Romena, e, nell’arco di quasi 160 anni, ha subito cambiamenti legati alle vicissitudini o ai momenti gloriosi della storia. Fino al 1918, fu depositaria delle donazioni di tutti gli amanti dei libri e dei documenti, che contribuirono in modo sostanziale alla nascita della più importante istituzione culturale della Romania di quel tempo. Dopo il 1918, con la nascita della Grande Romania, la Biblioteca dell’Accademia Romena crebbe di importanza in proporzione al nuovo Stato. Integrava archivi, collezioni librarie e documenti conservati nei territori che si unirono alla Romania in quell’anno.

La storia della Biblioteca dell’Accademia Romena ha seguito quella della sua istituzione madre e, a livello macro, quella della Romania. Periodi di espansione e prosperità si sono alternati a periodi bui, sia dal punto di vista della sua missione che del destino delle persone. Gli storici suddividono la storia della Biblioteca tenendo conto degli anni cruciali degli ultimi due secoli. Il primo periodo è quello tra il 1867 e il 1918, il secondo è il periodo tra le due guerre, tra il 1918 e il 1940, il terzo è quello tra il 1940 e il 1948, il quarto è il periodo comunista, fino al 1989, e l’ultimo, il quinto, è quello dopo il 1989 fino a oggi.

Di recente l’istituzione ha pubblicato, in tre volumi corposi, la sua storia dal 1945 al 1989. All’evento era presente il presidente dell’Accademia romena, lo studioso del Medioevo Ioan-Aurel Pop. “L’Accademia Romena compirà 160 anni l’anno prossimo. Ce ne sono molti, ce ne sono pochi, chi lo sa? Rispetto all’eternità, ce ne sono pochissimi, ma per la nostra storia umana, ce ne sono molti e fecondi. Molti credono che la biblioteca dell’Accademia sia un’istituzione e l’Accademia Romena un’altra. Ma, per me, la biblioteca dell’Accademia è l’Accademia Romena stessa. E l’Accademia Romena è la biblioteca stessa. Senza questa ricchezza, ovvero il tesoro culturale della Romania qui custodito, non avremmo nulla. La Biblioteca è nata nel 1867, un anno dopo la fondazione della Società Letteraria, antenata dell’Accademia Romena, sancita dalla legge del 1879, quando fu dichiarata un’istituzione indipendente, capace di celebrare i valori.”

Il periodo 1948-1989, trattato in 1868 pagine, fu un periodo estremamente difficile, il più duro nei quasi 160 anni di storia. Fu un periodo che significò l’abolizione della vecchia Accademia e l’istituzione della nuova Accademia, il cui nome rispecchiava tutto ciò che il regime comunista significava: Accademia della Repubblica Popolare Romena, dal 1948, e Accademia della Repubblica Socialista di Romania, dal 1965. La nuova Accademia della RPR comportò l’esclusione di accademici di valore, molti dei quali finirono nelle stesse prigioni in cui erano stati rinchiusi. L’Accademia della RSR seguì le indicazioni del partito e dello stato socialisti e il conformismo istituzionale generalizzato. Ioan-Aurel Pop ha affermato che i volumi che scrivono la storia degli anni 1948-1989 presentano anche ciò che di buono c’era in quel periodo difficile. “La presentazione di questi libri mostra che sono stati promossi valori, sono stati commessi errori fondamentali o che determinati ordini sono arrivati dal governo, dalla leadership del partito e dello Stato. Sono famosi per quegli anni i libri che sono stati proibiti, che ora sono di nuovo liberi. In un mondo democratico, non combattiamo con i libri, non li mettiamo all’indice, come alcuni stanno cercando di fare ora, qua e là, a fare indici di libri proibiti. Questa è una prova di totalitarismo. C’erano libri nelle nostre biblioteche che sono stati classificati, ma i bibliotecari lavoravano anche allora, la tradizione da Ion Bianu in poi era nota.”

Il primo volume propone ai lettori una serie di temi rilevanti. Gli autori hanno fatto riferimento al passaggio dalla vecchia Accademia a quella nuova, ai nuovi tempi che si profilavano, allo stato del patrimonio librario, alla stampa pubblicata negli oltre quattro decenni, al fondo segreto e all’attività bibliografica di quegli anni. Il secondo volume è allo stesso tempo un album. Gli autori propongono un unico tema, la formazione delle collezioni di manoscritti, documenti storici e libri rari nel periodo 1948-1989. Delle 656 pagine, 637 includevano facsimili dei documenti entrati in possesso dell’istituzione durante il periodo in questione, documenti che riguardano sia la storia della Romania che la storia universale. Il terzo volume riunisce altri cinque temi: il gabinetto delle stampe, la storia della collezione fotografica, il gabinetto delle mappe, il gabinetto della musica e il gabinetto della numismatica e della medaglieria.

Quest’ultimo tema significa anche restituire alla memoria pubblica un nome estremamente importante per la Biblioteca dell’Accademia Romena, quello del collezionista e donatore Constantin Orghidan. Inutile dire che tutti e tre i volumi sono riccamente illustrati. Ma il fiore all’occhiello del terzo volume è la riproduzione di una fotografia scattata da Carol Popp de Szathmari nel 1865, conservata nella collezione del Gabinetto di Fotografia. Si intitola “Panorama dalla Torre d’Angolo” e raffigura la capitale della Romania in quell’anno. La riproduzione è larga 30 centimetri e lunga 3 metri.

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