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Il Delta di Bucarest

Nota per gli edifici monumentali, le chiese, le strade che rievocano tempi passati, per i club, ma anche per la sua vita culturale particolarmente attiva, Bucarest potrebbe diventare famosa anche come città che svilupp una zona naturale protetta.

Il Delta di Bucarest
Il Delta di Bucarest

, 11.09.2015, 10:22

Nota per gli edifici monumentali, le chiese, le strade che rievocano tempi passati, per i club, ma anche per la sua vita culturale particolarmente attiva, Bucarest potrebbe diventare famosa anche come città che sviluppa una zona naturale protetta. Questo perché la natura ha la capacità di conquistare l’asfalto e riportare alla vita zone abbandonate dall’uomo. Un esempio è la zona protetta del Parco Văcăreşti, creata tramite l’infiltrazione dell’acqua in quello che voleva essere il lago Văcăreşti, un progetto abbandonato da molto tempo. Così nella zona si è formatp un ecosistema acquatico con superfici paludose, con canne, pozze, piccoli boschi di salici in cui vivono numerosi mammiferi, anfibi, rettili e uccelli.

Dan Bărbulescu, il direttore del Parco Naturale Văcăreşti, ci ha detto come è nata questa idea. Più che un’idea è una realtà – quella del Parco Naturale Văcăreşti, perché parliamo di una zona naturale autentica abitata da varie specie, soprattutto uccelli. L’ecosistema Văcăreşti obbliga le autorità romene a dichiararlo area naturale protetta. Certo, all’inizio c’è stata un’idea: tre anni fa’ gli iniziatori di questo progetto hanno pubblicato sulla rivista National Geographic un dossier contenente foto e dati scientifici sul Delta fra i block di appartamenti, come è stato chiamato, perché è infatti una zona umida e sarà il parco naturale Văcăreşti, cioè un’area urbana protetta, la prima di questo tipo in Romania, spiega Dan Bărbulescu.

Come si è sviluppato l’ecosistema e quali sono oggi le sue peculiarità, ce lo dice sempre Dan Bărbulescu. Nel 1989, quando il progetto di costruire il lago Văcăreşti fu abbandonato, al posto di questo stupendo ecosistema non c’era niente: c’era un cantiere senza ombra di vegetazione. Nei 25 anni passati, la natura ha riconquistato la zona e adesso ogni anni a Văcăreşti vengono circa cento specie di uccelli, nella maggior parte acquatici, di cui circa 45 sono protette dalle leggi romene ed europee: anatre selvatiche, oche, l’anatra rossa, varie specie di aironi, egrette, cigni, uccelli notturni, uccelli rapaci, una famiglia di falco di palude, che torna qui ogni anno. Sono tutti uccelli molto sensibili, che non si sarebbero fermati a Văcăreşti se avessero sentito rumore. Hanno da mangiare, si sentono sicuri, ed ecco che si sono fatti un nido in mezzo alla città. Tutti vengono nella loro maggior parte da Comana, dal vero delta del fiume Neajlov, a 35-40 chilometri da Bucarest. Oltre agli uccelli, abbiamo anche lontre, una specie protetta di mammifero. La lontra è molto sensibile e attesta la qualità della zona. Se la zona è abitata da lontre, vuol dire che abbiamo un ecosistema molto pulito. La lontra mangia molto pesce e nelle pozze di Văcăreşti, che arrivano fino a quattro metri di profondità c’è del pesce, almeno a sufficienza per una famiglia di lontre. Ma abbiamo anche volpi, donnole, specie di rettili. E un ecosistema interessante, autentico e di grande valore, riconosciuto come tale dall’Accademia Romena, aggiunge Dan Bărbulescu.

Nel 2013, l’Accademia Romena ha, infatti, riconosciuto il valore del delta in città. Quest’anno il progetto del Parco Naturale Văcăreşti ha ottenuto l’approvazione delle autorità locali. Dan Bărbulescu ci spiega che cosa significa questo. Come zona protetta, beneficerà di sorveglianza. Oltre alla gente che passa per curiosità, ci sono anche persone che vi buttano rifiuti, mettono fuoco, ci sono bracconieri ecc. Tutto questo ha sicuramente effetti, perché ci sono molte specie sensibili. Quando sarà creata l’area protetta, queste cose saranno più facile da controllare. Senza alcun intervento a livello dell’infrastruttura per le visite, un primo effetto della creazione della zona tutelata sarà che la natura si svilupperà meglio. Cioè gli alberi non saranno più tagliati, non saranno più buttati rifiuti, non ci saranno più incendi. Gli effetti saranno visibili: cresceranno più alberi e verranno più uccelli, perché se si sentiranno al sicuro, il loro numero aumenterà almeno del 50%. Sarà un successo della natura in una città che non è molto amica della natura. Come tutte le aree protette, avrà una gestione e un custode incaricato della tutela e della conservazione delle specie e degli habitat. Dato che parliamo di un parco naturale che ha anche una funzione educativa e che si può visitare, ci sarà una struttura tramite cui gli abitanti potranno avere accesso al Parco Naturale Văcăreşti, aggiunge il direttore.

Abbiamo chiesto a Dan Bărbulescu che cosa si può fare nel Parco Naturale Văcăreşti. Sicuramente ci saranno degli osservatori ornitologici e posti speciali dai quali potranno essere ammirati e fotografati la fauna, i paesaggi. Fra non molto, diventerà un museo vivo, un posto aperto ad un pubblico largo, da allievi e studenti, a fotografi e alla gente semplice che potrà venire a vedere la natura nel suo splendore, ammirare questa sua forza straordinaria e quello che ha creato su un terreno deserto entro un periodo non così lungo. Non dobbiamo immaginarci che sarà come un parco, con panchine, viuzze e terrazze, non è il caso; sarà un parco speciale, il cui principale obiettivo sarà quello di tutelare e conservare specie e habitat, conclude Dan Bărbulescu.

Un suggerimento per coloro che vogliono cogliere lo spettacolo dei volatili, è di venire la mattina, quando gli uccelli mangiano e sono più audaci. I visitatori sono consigliati di vestirsi in colori neutri, non troppo sgargianti, che non siano troppo profumati, come in qualsiasi zona selvaggia che intendono esplorare. (traduzione di Gabriela Petre)

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