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Bilancio costituzionale

Il bilancio della Romania per il 2026 può essere promulgato, dopo che la Corte Costituzionale ha respinto le contestazioni presentate dall’opposizione nazionalista nel Parlamento di Bucarest.

foto: Facebook / Curtea Constituțională a României
foto: Facebook / Curtea Constituțională a României

, 27.03.2026, 11:14

La Corte Costituzionale della Romania ha respinto all’unanimità la contestazione presentata dall’opposizione nazionalista, rappresentata dall’Alleanza per l’Unione dei Romeni, riguardo alla legge del bilancio statale per quest’anno. La Corte non ha riscontrato irregolarità nel processo legislativo, come sostenuto dall’AUR, che aveva criticato la procedura accelerata per il dibattito e l’adozione. Per quanto riguarda le accuse di stime irrealistiche alla base dei calcoli del governo, la Corte ha sottolineato che si tratta piuttosto di questioni di scelta e opportunità legislativa nel campo delle politiche di bilancio dello stato, e non di problemi di incostituzionalità. Allo stesso tempo, secondo la Corte, le critiche relative al mantenimento dell’attuale livello delle pensioni, degli assegni familiari e delle borse di studio riguardano aspetti che non rientrano nell’oggetto di regolamentazione della legge di bilancio.

Il budget della Romania per il 2026 è stato adottato dal Parlamento la scorsa settimana. Secondo il documento, il Prodotto Interno Lordo del paese dovrebbe superare, per la prima volta, i 2.000 miliardi di lei, equivalenti a circa 392,5 miliardi di euro. Il bilancio è stato costruito su una crescita economica dell’1%, un’inflazione media annua del 6,5%, un deficit di bilancio del 6,2% e un reddito medio netto mensile di 5.555 lei (1.090 euro). Il bilancio include crediti di impegno per lanciare regimi di aiuti di stato e per stimolare gli investimenti privati.

Inoltre, lo stato si impegna a destinare quest’anno un livello record di risorse per lo sviluppo delle comunità e delle amministrazioni pubbliche locali, per le quali sono stati previsti 164 miliardi di lei (oltre 32 miliardi di euro), con più di 25 miliardi (4,9 miliardi di euro) in più rispetto all’anno scorso. La maggior parte di questi investimenti sarà sostenuta da fondi europei, che si prevede supereranno i 110 miliardi di lei (circa 21,5 miliardi di euro). Allo stesso tempo, il peso del debito pubblico lordo dovrebbe attestarsi al 61,8% del PIL. Per mantenere la disciplina fiscale e di bilancio, la legge stabilisce anche tetti per le principali categorie di spesa, incluse quelle per il personale, l’assistenza sociale e il debito pubblico.

Nel settore pubblico, dunque, le pensioni sono congelate, non vengono più concessi premi o bonus, non vengono pagati gli straordinari e le persone che andranno in pensione nel 2026 non riceveranno più gli aiuti finanziari di ritiro. Il governo di Bucarest ha dichiarato che il bilancio è realistico, costruito su principi di responsabilità fiscale, equilibrio e sviluppo economico sostenibile. La sua adozione avviene in un contesto in cui, nel 2024, il deficit di bilancio della Romania è stato dell’8,65% del PIL, il più alto nell’Unione Europea. Secondo i dati preliminari del Ministero delle Finanze, il deficit per il 2025 si è attestato al 7,65% del PIL, mentre dopo i primi due mesi di quest’anno è stato dello 0,7% del PIL, la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Foto: Tumisu / pixabay.com
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