Riforma amministrativa, malcontento nel Paese
La riforma amministrativa ha rappresentato il principale argomento discusso all’incontro del primo ministro Ilie Bolojan con i sindaci di alcune città della Romania.
Mihai Pelin, 04.02.2026, 10:55
Il premier liberale Ilie Bolojan ha incontrato a Bucarest una delegazione di sindaci del Paese, in vista della preparazione della Finanziaria per il 2026. I colloqui si sono svolti anche nel contesto in cui numerosi sindaci hanno espresso il loro malcontento nei confronti della riforma dell’amministrazione, che comporta significative riduzioni della spesa. I sindaci hanno discusso inoltre del finanziamento dei progetti del PNRR, di quelli del programma nazionale “Anghel Saligny” per la modernizzazione delle comunità locali e hanno presentato al primo ministro i problemi che affrontano a livello amministrativo. Essi sperano che, oltre alle nuove tasse e imposte sostanzialmente aumentate a partire dal 1º gennaio, nel bilancio locale restino anche l’imposta sul reddito e una quota rappresentativa dell’IVA.
Ilie Bolojan li ha assicurati che il progetto di riforma dell’amministrazione si trova in una fase avanzata di promozione a livello governativo e che offrirà gli strumenti necessari per aumentare l’efficienza delle autorità locali. La riforma è richiesta, del resto, anche dai sindaci, che affermano che la legge in base alla quale operano, risalente al 1968, non corrisponde più alle realtà attuali. Tra le misure che fanno parte della riforma voluta dal governo rientra anche il recente aumento delle tasse e delle imposte locali, estremamente impopolare tra i cittadini. L’UDMR, che fa parte della squadra di governo, ritiene però che l’Esecutivo possa tornare sulla decisione, riducendole del 50%.
In un intervento televisivo, il presidente dell’Unione, Kelemen Hunor, ha dichiarato che ciò rappresenterebbe una prova di maturità politica da parte dell’Esecutivo, non una debolezza. Ha inoltre affermato di aver discusso la questione con il primo ministro, il quale ha chiesto un periodo di tempo per effettuare un’analisi insieme al Ministero delle Finanze.
“La pressione su ogni cittadino è molto forte. L’anno scorso ci sono stati aumenti dei prezzi, l’inflazione è stata quasi del 10% e il potere d’acquisto è diminuito e queste tasse aumentate sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E noi abbiamo chiesto che, tra il limite minimo e quello massimo, i sindaci debbano avere la possibilità, fino all’approvazione del bilancio, di rivedere la decisione e concedere una riduzione fino al 50%. E io credo che un governo possa tornare su una decisione: non è un segno di debolezza, ma un segno di maturità, perché non si può governare contro la gente”, ha dichiarato Kelemen Hunor.
La richiesta del leader dell’UDMR è arrivata anche sullo sfondo delle proteste organizzate alla fine della scorsa settimana nel centro della Romania, a Miercurea Ciuc e Odorheiu Secuiesc, contro l’aumento delle tasse e delle imposte locali e l’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali. La coalizione di governo – PSD, PNL, UDMR e USR – non ha ancora raggiunto un accordo sulla riforma dell’amministrazione e non ha deciso finora in quale forma verrà adottata la nuova legge: mediante fiducia in Parlamento o tramite ordinanza d’urgenza. Il PSD sostiene la riforma dell’amministrazione solo se sarà adottata contemporaneamente a misure di rilancio economico che ha proposto già dallo scorso anno.