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Energia, un inverno difficile

L’inverno che segue sarà il primo in cui sarà avvertita fortemente la crisi energetica, aggravata dalla guerra, dalle sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca e dal ricatto energetico tramite cui il regime Putin sta cercando di rispondere. La Russia non è più un fornitore credibile, e la diminuzione della dipendenza dal gas russo e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento con energia sono diventate imperative nell’UE. Dopo che per mesi hanno evitato l’argomento delicato del consumo ragionevole di gas ed elettricità, adesso, seguendo l’idea quasi generale sul continente, le autorità di Bucarest hanno iniziato, timidamente, a lanciare messaggi per cercare di convincere la popolazione che lo spreco di energia rischia di aggravare la crisi.



Il premier liberale Nicolae Ciucă prende in considerazione un sistema di bonus per i romeni che risparmiano, soprattutto nelle ore di punta. Non sarà presa, però, alcuna misura fino a quando le proposte dei ministri dell’Energia dei Paesi membri, fatte alla recente riunione a Bruxelles, non saranno esaminate a livello del Consiglio Europeo. E’ prematuro discutere adesso di una certa misura, perché non è stata ancora decisa. Quello che noi siamo riusciti a fare in questo momento è stato che, tramite le misure adottate ci siamo assicurati di avere un sistema energetico sicuro e funzionale; abbiamo energia, la popolazione paga la stessa somma per kWh, sia al gas, che all’energia elettrica e, ovviamente, ci assicuriamo che i cittadini vulnerabili siano protetti, che l’economia sia protetta e che le riserve di gas naturale siano garantite per l’inverno”, ha affermato Nicolae Ciucă.



Secondo gli esperti, i depositi romeni possono assicurare il consumo nel periodo invernale e la Romania, rispetto alla maggior parte degli stati comunitari, si trova nella situazione felice di essere produttore di gas naturale e di provvedere alle quantità necessarie per il consumo dalla produzione interna. Alla riunione sull’energia di Bruxelles, la Romania ha sostenuto misure come l’applicazione di un tetto massimo al gas russo e l’esistenza di una piattaforma per l’acquisto in comune del gas nell’UE. A breve termine, la Commissione Europea mira a misure come il taglio del consumo di energia elettrica a livello europeo tramite meccanismo volontari e obbligatori per le ore di punta del consumo, un contributo per la solidarietà da parte delle compagnie nel settore dei combustibili fossili, il taglio dei prezzi del gas, con accento, soprattutto, sull’applicazione di un tetto massimo al gas naturale importato dalla Russia. Il leader socialdemocratico Marcel Ciolacu, partner di coalizione dei liberali, ha dichiarato che lui non può chiedere ai romeni, di cui alcuni hanno vissuto le privazioni del periodo comunista, di spegnere la luce per diminuire il consumo di elettricità, nel contesto in cui la Romania produce tutto quello che consuma. Ciolacu concorda, tuttavia, che esiste un tetto di consumo per il quale lo stato offre rimborsi, mentre tutto quello che supera il rispettivo tetto è da pagare al prezzo imposto dal fornitore.

Energia, un inverno difficile
Energia, un inverno difficile

, 12.09.2022, 13:35

L’inverno che segue sarà il primo in cui sarà avvertita fortemente la crisi energetica, aggravata dalla guerra, dalle sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca e dal ricatto energetico tramite cui il regime Putin sta cercando di rispondere. La Russia non è più un fornitore credibile, e la diminuzione della dipendenza dal gas russo e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento con energia sono diventate imperative nell’UE. Dopo che per mesi hanno evitato l’argomento delicato del consumo ragionevole di gas ed elettricità, adesso, seguendo l’idea quasi generale sul continente, le autorità di Bucarest hanno iniziato, timidamente, a lanciare messaggi per cercare di convincere la popolazione che lo spreco di energia rischia di aggravare la crisi.



Il premier liberale Nicolae Ciucă prende in considerazione un sistema di bonus per i romeni che risparmiano, soprattutto nelle ore di punta. Non sarà presa, però, alcuna misura fino a quando le proposte dei ministri dell’Energia dei Paesi membri, fatte alla recente riunione a Bruxelles, non saranno esaminate a livello del Consiglio Europeo. E’ prematuro discutere adesso di una certa misura, perché non è stata ancora decisa. Quello che noi siamo riusciti a fare in questo momento è stato che, tramite le misure adottate ci siamo assicurati di avere un sistema energetico sicuro e funzionale; abbiamo energia, la popolazione paga la stessa somma per kWh, sia al gas, che all’energia elettrica e, ovviamente, ci assicuriamo che i cittadini vulnerabili siano protetti, che l’economia sia protetta e che le riserve di gas naturale siano garantite per l’inverno”, ha affermato Nicolae Ciucă.



Secondo gli esperti, i depositi romeni possono assicurare il consumo nel periodo invernale e la Romania, rispetto alla maggior parte degli stati comunitari, si trova nella situazione felice di essere produttore di gas naturale e di provvedere alle quantità necessarie per il consumo dalla produzione interna. Alla riunione sull’energia di Bruxelles, la Romania ha sostenuto misure come l’applicazione di un tetto massimo al gas russo e l’esistenza di una piattaforma per l’acquisto in comune del gas nell’UE. A breve termine, la Commissione Europea mira a misure come il taglio del consumo di energia elettrica a livello europeo tramite meccanismo volontari e obbligatori per le ore di punta del consumo, un contributo per la solidarietà da parte delle compagnie nel settore dei combustibili fossili, il taglio dei prezzi del gas, con accento, soprattutto, sull’applicazione di un tetto massimo al gas naturale importato dalla Russia. Il leader socialdemocratico Marcel Ciolacu, partner di coalizione dei liberali, ha dichiarato che lui non può chiedere ai romeni, di cui alcuni hanno vissuto le privazioni del periodo comunista, di spegnere la luce per diminuire il consumo di elettricità, nel contesto in cui la Romania produce tutto quello che consuma. Ciolacu concorda, tuttavia, che esiste un tetto di consumo per il quale lo stato offre rimborsi, mentre tutto quello che supera il rispettivo tetto è da pagare al prezzo imposto dal fornitore.

foto: pixabay.com@geralt
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