Governo, via libera alla riforma dell’amministrazione pubblica
Il Governo ha adottato, tramite ordinanza d’urgenza, la riforma dell’amministrazione pubblica.
Roxana Vasile, 25.02.2026, 11:31
Comuni più efficienti, decentramento, meno burocrazia e una riscossione più rigorosa delle imposte. Il governo ha adottato martedì sera, tramite ordinanza d’urgenza, la riforma dell’amministrazione pubblica, a quasi otto mesi dal momento in cui il primo ministro Ilie Bolojan aveva parlato per la prima volta di questo ampio pacchetto di misure che dovrebbe portare servizi migliori ai cittadini. In attesa di questi benefici, l’amministrazione pubblica, sia centrale che locale, sarà sottoposta a una cura dimagrante. La riforma riguarda oltre 45.000 posti di lavoro, ma i licenziamenti effettivi dovrebbero interessare circa 20.000 dipendenti. Gli altri sono posizioni vacanti che verranno eliminate dagli organigrammi.
La riforma sostiene anche il processo di decentramento e il rafforzamento della capacità amministrativa, afferma il premier Bolojan, che passa in rassegna alcuni esempi. “Generare politiche nel settore dell’urbanistica, generare politiche nel campo delle tasse e delle imposte locali, nel settore della pianificazione urbana. Rafforza la capacità amministrativa dell’intera amministrazione pubblica locale in Romania, incoraggiandola, come ho detto, a essere più performante ed efficiente”, ha detto Ilie Bolojan.
Nell’ambito delle misure di decentramento amministrativo, un aspetto importante è la semplificazione delle procedure, al fine di ridurre il più possibile la burocrazia. Anche per l’accesso alla carica pubblica sono stati proposti nuovi meccanismi, ha precisato il ministro dello Sviluppo, Cseke Attila. “La mobilità tramite rotazione delle cariche pubbliche dirigenziali, dove si istituiscono al massimo due mandati di 5 anni ciascuno, e per gli alti funzionari pubblici al massimo due mandati di 3 anni ciascuno. È un meccanismo che funziona all’interno della Commissione Europea, funziona molto bene con un solo mandato di 5 anni, non con due, e riteniamo che anche in Romania questo possa portare a un miglioramento del servizio pubblico”, ha dichiarato Cseke Attila.
Parallelamente, sempre tramite ordinanza d’urgenza, il governo romeno ha approvato una serie di misure per sostenere l’economia, in un contesto in cui, dalla scorsa estate, parla quasi esclusivamente di austerità. Le misure di sostegno all’economia costano allo Stato l’equivalente di 5 miliardi di euro, ma, secondo il ministro delle Finanze, garantiranno una transizione strategica dalla crescita basata sui consumi a una crescita sostenuta da investimenti e produzione nazionale.
“La Romania sarà molto meglio attrezzata per attrarre investimenti, sarà molto meglio attrezzata a proiettare nella regione una leadership economica romena, attraverso le banche di investimento, affinchè gli imprenditori romeni possano manifestare interessi economici nei Paesi della regione e noi li sosteniamo in questo senso. Nei programmi presentati sono previste tali disposizioni. Molto importanti sono anche le agevolazioni fiscali e tutte le misure volte ad aumentare la liquidità delle imprese sul mercato, ad aiutare gli imprenditori. L’intera componente fiscale del pacchetto rimane estremamente importante”, ha detto Alexandru Nazare. Secondo il ministro Alexandru Nazare, il pacchetto di rilancio economico non riguarda l’economia della Romania solo per quest’anno, ma fino al 2032.